7 dicembre 2011

Recensione: LA SCUOLA SUONATA. MAESTRONZE E GENITORAZZI di Nini Giacomelli

Titolo: La scuola suonata. Maestronze e genitorazzi
Autore: Nini Giacomelli
Editore: Foschi
ISBN: 9788866010197
Pagine: 136
Anno di pubblicazione: 2011
Prezzo copertina: 12,00 €

I CONTENUTI
Con sottile e arguta ironia, talvolta con pungente sarcasmo, Nini Giacomelli accompagna il lettore in un viaggio che fa riflettere, con il sorriso sulle labbra, sulle pecche di insegnanti e genitori nel contesto di un sistema educativo che sembra, ahimè, fare acqua un po' da tutte le parti. In realtà non mancano, nel libro, accenni a figure positive, né, tanto meno, a personaggi esemplari, soprattutto di ieri e dell'altro ieri però, rievocati con tenerezza e nostalgia: quasi nel tentativo di raccogliere da loro, attraverso l'occasione offerta dalla scrittura, il testimone di valori la cui irrinunciabilità è confermata dalla crisi morale dei nostri giorni. Denunciare questa crisi, mettere il dito nella piaga, tra un sorriso, un ricordo e un dito puntato, vuole essere un modo per evidenziare l'esigenza di cercare un'alternativa, di trovare una via d'uscita, da una scuola e da un contesto familiare che non funzionano e nei quali “maestronze” e “genitorazzi” sembrano avere la meglio.
Arricchito dalle divertenti illustrazioni di Sergio Staino e di Giorgio Tura, il volume riporta aneddoti e considerazioni ispirati dall'esperienza personale dell'autrice nei suoi rapporti, anche professionali, con il mondo della scuola, e catapulta il lettore in questo mondo, presentando personaggi e situazioni dei nostri giorni e tracciandone un profilo talmente realistico da apparire quasi irreale. Si apre così uno squarcio sull'insensatezza di comportamenti ormai consueti e tuttavia sicuramente da mettere in discussione.

RECENSIONE (a cura di Sonia)
Il saggio è strutturalmente composto da quattro sezioni. La prima intitolata "Outing" contiene note biografiche dell'autrice, dai ricordi più dolci (famiglia,bambole e sogni) a informazioni più superficiali cariche di una piacevole autoironia. In questo capitolo introduttivo la Giacomelli sembra aver da dire e ridire su sé stessa e, dopo aver scatenato una serie di "ecchissene" nei lettori più raffinati, elabora una Premessa all'interno della quale inserisce le prime riflessioni sulla scuola odierna, un sistema gestito dall'ottusità dello Stato che sembra essere sempre più gremito di mestronze e genitorazzi.
Il volumetto procede con "Storie di maestri", sezione in cui viene fatto un excursus storico della figura della maestra a partire dagli anni '40 fino ai giorni d'oggi. Le differenze nel prendersi cura degli alunni sono molteplici ma l'autrice sembra concentrarsi sui cambiamenti nel modo di vestire che, a parer suo, sono indicatori della mentalità dell'insegnante. È così che, per le maestre, si passa da abiti lunghi e dimessi dai colori spenti ad un abbigliamento caratterizzato da minigonne inguinali, pantacollant, jeans a vita bassa, strappati, con filo interdentale della mutanda in bella vista.
Nei due capitoli successivi intitolati "Le Maestronze" e "I Genitorazzi" l'autrice descriverà queste due categorie di persone che entrano nel sistema scolastico arrecando irrimediabilmente danni nonché divenendo carnefici e vittime nello stesso tempo. Si susseguono, perciò: caricature, ritratti, aneddoti su maestronze e genitorazzi.
Le Maestre, secondo la Giacomelli, sono soggetti rarissimi nella scuola odierna. Esse sono persone che conoscono le regole e che seguono le loro passioni, per questo, colgono la sinopsi del cuore dei loro allievi. Sanno e quindi insegnano. Al contrario, secondo l'identikit stilato dalla scrittrice del libro, le Maestronze sono bruttine,bruttone o bruttarelle [...] quasi sempre magrissime  invidiosette [...]e false tra loro [...]con un lato B che sta lì rigido e impettito come il tacchino nel piatto del ringraziamento.
Il profilo tipico del Genitorazzo è quello che teme di essere giudicato nel proprio ruolo di genitore e crea un contenitore difensivo fatto di aggressività e salvaguardia del figlio (anche in situazioni assurde) pur di tutelare il proprio operato. I genitorazzi sono coloro che giudicano negativamente qualsiasi maestra, sono quelli che scrivono giustificazioni assurde e che sono incapaci di dire NO a figli che ne avrebbero bisogno per imparare a combattere per raggiungere obiettivi. Anche in questo caso viene fatta una carrellata di genitori-tipo che si sono avvicendati negli anni mutando abiti e comportamenti sulla base del periodo storico-sociale che hanno vissuto.
La parte finale del libro è intitolata "Conclusioni e sconclusioni", in essa vengono tirate le somme di un sistema scolastico in decadenza immerso nel pantano dell'ignoranza e della mala educazione.
Solo nell'epilogo del libro si coglie il vero intento dell'autrice che nello scorrere delle pagine dà l'impressione di essere solo una critica infondata che mira a giudicare senza riflessioni costruttive. Leggendo tra le righe bianche del libro si coglie, invece, che il fine di Nini Giacomelli è quello di fornire ai lettori uno scatto dei tempi d'oggi, la fotografia del punto a cui siamo arrivati per spingere a riflettere su dove potremmo arrivare. Il suo obiettivo non è screditare e deridere la nostra società malata, ma incitare noi tutti a batterci purché in ogni scuola e in ogni famiglia ci sia quello di cui si ha bisogno.
Il libro presenta una scrittura ambigua, in bilico tra: periodi complessi e di non immediata comprensione, e  un altrettanto difficile linguaggio dialettale che, credo, non sia comprensibile a tutti in alcune parole.
Dopotutto è scorrevole, anche perché le espressioni familiari e, a volte, volgari (dove per "volgari" s'intende" del popolo") conferiscono alla lettura toni intimi e confidenziali che si rivelano molto efficaci per una descrizione vera, autentica. A conferire un maggiore valore all'opera ci sono le illustrazioni di Staino e Tura che fungono da cornice decorativa. Per quanto riguarda le numerose filastrocche costruite su giochi di parole sono molto simpatiche, anche se non mi hanno colpita particolarmente, d'altronde spingono sicuramente ad una riflessione ancor più accurata.

Consiglio il libro a coloro che lavorano nel mondo dell'istruzione e dell'educazione, ad insegnanti e a genitori o, più semplicemente, alla nuove generazioni. Lo suggerisco agli studenti che come me (che studio per diventare una maestra -e non una maestronza-) vogliono riflettere sulle condizioni in cui versa la società attuale e che vorrebbero cambiare qualcosa nel loro piccolo, perché, a mio parere, è dalla somma delle piccole cose che si può modificare l'intero.

L'AUTORE

Nini Giacomelli ama dire di sé, con tono scherzoso e quasi a giustificare il suo piglio istrionico, che discende direttamente dalle streghe della Valle Camonica. In effetti, è profondamente innamorata della “sua Valle”, e proprio qui si rintana a pensare, a sognare, a scrivere. Nella vecchia e solida casa in pietra dalle finestre adorne di grandi, fantastici, gerani rossi dove vive e lavora affiancata dall'inseparabile Brenda (il suo grosso cane), Nini ha dato corpo a una copiosa e apprezzata produzione di scritti: pièces teatrali, libri per adulti e ragazzi e anche testi di canzoni, per grandi nomi dello
spettacolo quali Charles Aznavour, Ornella Vanoni, Gianni Morandi o Céline Dion.
http://www.ninigiacomelli.it/