10 novembre 2011

Recensione: RIVOLUZIONE N° 9 di Silvio Muccino e Carla Vangelista

Titolo: Rivoluzione n° 9
Autore: Silvio Muccino, Carla Vangelista
Editore: Mondadori
Pagine: 368
Anno di pubblicazione: 2011
Prezzo: 18,50 €

"L'adolescenza è una rivoluzione che ti scoppia dentro. L'unico modo per sopravvivere è portarla fuori". Bastano queste semplici parole per raccogliere tutta l'essenza del nuovo libro della coppia Muccino-Vangelista. Diversi anni fa ho letto il loro primo romanzo, Parlami d'Amore, ed è stato amore a prima vista. Quel libro ha cambiato la mia vita perchè, dopo averlo letto, sono diventato un divoratore di libri e non finirò mai di benedire quel giorno che, per puro caso (tanto le cose belle capitano sempre in questo modo), sono entrato in una cartolibreria per fare un fax e sono uscito con quel romanzo in mano.

Ma tornando alla loro seconda fatica, Rivoluzione n° 9  è un libro che parla dell'adolescenza o meglio di due adolescenze vissute in parallelo, in epoche diverse, con un solo comune denominatore: la paura, quella tremenda incapacità di affrontare da soli il passaggio dall'infanzia all'età adulta, di abbandonare le proprie certezze per rivolgersi all'ignoto, di scoprire se stessi scoprendo il mondo che ci circonda. Il lettore viene trascinato, a capitoli alterni, nella complessa adolescenza dei due protagonisti: Sofia e Matteo. Sofia, quattordici anni appena compiuti, sente che sta diventando donna e aspetta impaziente il primo bacio. 

E' convinta che l'unico modo per entrare nel mondo degli adulti sia quello di sostituire le calze agli orribili calzettoni che la madre continua a comprarle. Eppure questo non basta per vincere la paura e, soprattutto, la solitudine che sente dentro; il rapporto tra i suoi genitori è in crisi e l'assenza perenne del padre pesa come un macigno. La comunicazione  è ridotta ai minimi termini e Sofia è costretta ad inventarsi un amico immaginario, il suo idolo Paul McCartney, pur di sfogare le proprie emozioni e i propri pensieri. Anche a scuola le cose non vanno meglio. Sembra che tutti la ignorino ad eccezione di Davide, quello strano ragazzo che ha la capacità di farla sentire a disagio e per il quale prova un sentimento nuovo, un misto di odio e felicità che non sa spiegare. E poi c'è Daniele, il misterioso inquilino appena trasferitosi nel suo palazzo, tanto diverso dagli altri adulti e con il quale riesce a parlare liberamente, ad essere se stessa. 

Matteo ha quindici anni e una situazione familiare molto complessa: suo padre è morto; suo nonno ha smesso di parlare e vive in attesa della morte; sua sorella è arrabbiata con il mondo intero, dopo la morte del padre, per un lavoro che odia e per la madre che sembra ignorare la sua presenza; sua madre, invece, vive un forte stato di depressione, alternando felicità e crisi di pianto, a causa della sua incapacità di realizzarsi nel mondo del lavoro. In piena fase adolescenziale, tra conflitti e pulsioni sessuali, Matteo sarà costretto a crescere più in fretta di quando potesse immaginare, oppresso dall'egoismo materno e afflitto da una solitudine che non riesce a spiegare. L'unico ad aiutarlo sarà Daniele, quello strano uomo con il quale riesce a parlare, che lo sprona a liberare se stesso, a compiere quella rivoluzione necessaria per vivere a pieno la sua vita. E proprio la figura di Daniele rappresenta il filo sottile che unisce le due storie, tanto lontane nel tempo eppure così vicine da sembrare un tutt'uno. 

E' la potenza dell'adolescenza. Sarà difficile, infatti, a prescindere dall'età, non ritrovare nel romanzo le paure, le ansie, le attese, i conflitti, i cambiamenti d'umore e tutti gli stati d'animo più contrastanti, che ognuno di noi ha vissuto durante quella bellissima e complicata età di passaggio. Oltre questi aspetti contenutistici, mi preme sottolineare l'utilizzo di un linguaggio semplice ma efficace, molto adatto al tema trattato e non per questo banale o superficiale. Inoltre va evidenziata la grande alchimia esistente tra i due scrittori, non semplice da trovare nei romanzi scritti a più mani, che permette alle peculiarità del singolo di migliorare l'altro e viceversa.Una sinfonia vincente che da vita ad un romanzo appassionante ed originale. 

Ottima la caratterizzazione dei personaggi, che vengono analizzati a 360° e verso i quali è impossibile rimanere indifferenti, e la costruzione dei dialoghi. Proprio la profondità psicologica dei protagonisti rende la storia intensa ed emozionante. Molto riuscita, a mio avviso, anche l'idea di ambientare le due storie in epoche diverse. Un confronto tra gli anni 60' e gli anni 90'; un confronto tra mode, musiche e mentalità differenti. Un tuffo nel passato e un balzo nel presente per scoprire com'è cambiato il mondo in cui viviamo. Un ritratto affascinante di due generazioni in cui ogni lettore potrà ritrovarsi e ricordare, così, la propria rivoluzione n° 9. Assolutamente da leggere!

GLI AUTORI
Carla Vangelista, scrittrice e sceneggiatrice, è nata e vive a Roma. Il suo romanzo d'esordio Parlami d'amore, scritto con Silvio Muccino, è diventato un best seller da cui è stato tratto un film. Nel 2009 ha scritto Un altro mondo, divenuto anch'esso un film. Questo è il suo terzo romanzo. Silvio Muccino, autore e regista, nato a Roma, alterna la sua carriera cinematografica a quella da scrittore. Insieme a Carla Vangelista ha scritto Parlami d'amore. Questo è il suo secondo romanzo.

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