Recensione: UNA NOTTE DI NATALE A NEW YORK di Henry Kane

Titolo: Una notte di Natale a New York 
Autore: Henry Kane 
Editore: Polillo 
Pagine: 192  
Anno di pubblicazione: 2012  
Prezzo copertina: 14,40 € 

Recensione a cura di Francesca Fossa 

E’ il primo romanzo che leggo di Henry Kane e sicuramente non sarà l’ultimo. Avevo sentito parlare di lui, certo, come uno degli esponenti del genere harboiled degli anni ’50, ma non mi ero mai imbattuta in un suo scritto, per quanto si tratti di un autore così prolifico da fare ricordare Simenon. Il motivo era semplice, da tempo la produzione di Kane non era più in catalogo ed è davvero una buona notizia che Polillo Editore, nella collana I Mastini, abbia ripreso a ristamparla.

New York
In ogni caso, se siete pronti a immergervi in litri di scotch che sembrano lasciare poche tracce nel nostro investigatore privato, qualche spruzzata di Martini dalle comprimarie, atmosfere alla Ispettore Callaghan, una trama ben congegnata e una New York con i tombini che fumano dal freddo illuminati dai lampioni nella bianca notte di Natale, be allora questo è il romanzo che fa al caso vostro.

Scorre veloce e non si prova nessuna difficoltà nel lasciarsi catturare dall’atmosfera e dalla trama ben congegnata, dai personaggi caratterizzati con una certa cura e un pizzico di indagine psicologica, quanto basta per non far prendere il sopravvento sulla storia. Il fraseggio è divertente, curato e semplice, l’ironia esce spontanea dalla bocca del protagonista e dalle pagine.  

Peter Chambers è un detective vecchio stampo, con amici nella polizia, una sua precisa e non trattabile etica; un uomo solitario, come devono essere tutti gli investigatori privati del suo tipo, dall’aria un pò sgualcita e dotato di spirito di osservazione, acume e brillantezza fuori dall’ordinario. Gli piacciono le donne e lui piace loro, praticamente a tutte. Tanto per non sbagliarsi, quelle che incontra sul suo cammino sono tutte, assolutamente, delle sventole spaziali.
La notte di Natale, probabilmente Peter Chambers non avrebbe lavorato, presumibilmente avrebbe continuato con diletto la sbronza della serata precedente, invece la chiamata di un amico ispettore lo costringe a mettersi in moto e trovarsi, suo malgrado, coinvolto in una indagine per omicidio; cinquecento dollari facili facili, deve solo recapitare un messaggio per conto di una avvenente collega, momentaneamente in gatta buia, in attesa di giudizio, a causa di un tamponamento in stato d’ebrezza. 

Peter, cronicamente a corto di denaro, accetta di mettersi in contatto con il di lei cliente, un gangster di nome Barney Bernandino e con un tale Sheldon Talbot, uno stravagante scienziato che tutti credevano morto in un incidente a Chicago e che, invece, si era appropriato di una nuova identità. 
Peccato che il nostro Sheldon Talbot, questa volta sia morto stecchito sul serio e sia proprio Peter a trovarlo steso sul pavimento; a vegliarlo, inebetita e con una pistola in mano, la figlia. Troppo facile se fosse lei l’assassina (e infatti non lo è). 
Chambers vuole discolpare la bellissima e giovanissima ragazza e si ritrova a indagare in un ginepraio di ex mogli allegre, tutte rigorosamente amiche fra loro e ed ex modelle, coppie in attesa di scoppiare, ambasciatori, gangster, tutti a rincorrere un folle girotondo, nella notte di Natale, intorno ad antichi gioielli rubati. Ci scapperà  un’allegra scopata, flirt ben poco mascherati, in un susseguirsi di pagine dove scopriamo che tutti gli attori coinvolti potevano avere movente e opportunità. 

Il finale è alla Agatha Christie o alla “Tenente Colombo” se preferite continuare con le analogie cinematografiche; tutti i sospetti riuniti in una stanza, la polizia intervenuta per arrestare la persona sbagliata, una parola detta per caso e tutto si fa chiaro nella mente di Peter Chambers. Non si tratta di un vero colpo di scena, quando la ricomposizione di un mosaico le cui tessere si erano mischiate e tocca a Peter ricondurre all'ordine il disordine, raccontando ai presenti il corretto svolgersi degli eventi mentre la soluzione dell’enigma prende campo nella sua mente. 

Trattasi di corretta correlazione e ricomposizione del concatenarsi degli indizi, questo deve fare un buon investigatore e questo fa, ottimamente, il nostro Peter.

Si legge in fretta, l’ideale per un pomeriggio di relax in queste ferie natalizie. Alla prossima Chambers!

L'AUTORE 
Henry Kane (1908-1988), nato a New York, svolse per alcuni anni la professione di avvocato prima di dedicarsi a tempo pieno alla scrittura. L’esordio avvenne nel 1947 con A Halo for Nobody (intitolato anche Martinis and Murder) nel quale fece la sua prima apparizione il suo personaggio per eccellenza, l’investigatore privato Peter Chambers che sarebbe comparso in ventotto romanzi e in alcuni racconti. La produzione di Kane fu molto copiosa, una sessantina di opere, alcune delle quali firmate con diversi pseudonimi (Anthony McCall, Kenneth R. McKay, Mario J. Sigola e Katharine Stapleton), e numerosissimi racconti pubblicati su vari periodici tra i quali Esquire, Redbook, Saturday Evening Post, Cosmopolitan. Grande appassionato ed esperto di jazz, nel 1962 diede alle stampe How to Write a Song, un volume di interviste a celebri protagonisti del mondo musicale come Duke Ellington, Hoagy Carmichael, Johnny Mercer, Dorothy Fields, Noël Coward. Per la televisione Kane scrisse la sceneggiatura di alcuni episodi di The Alfred Hitchcock Hour, mentre per il grande schermo curò la riduzione di due romanzi della serie dell’87° Distretto di Ed McBain. Una notte di Natale a New York (A Corpse for Christmas) fu pubblicato originariamente nel 1951. 

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