martedì 20 maggio 2014

"In pieno nel mondo.Per Palma Bucarelli" al Teatro Vascello di Roma il 27-28-29 maggio ore 21

Comunicato Stampa
“In pieno nel mondo. Per Palma Bucarelli”
di Lorenzo Cantatore, Marilù Prati, Edoardo Sassi
tratto dal libro di Lorenzo Cantatore e Edoardo Sassi “Palma Bucarelli. Immagini di una vita” Palombi Editori, Roma 2011
dramaturgia Francesco Suriano
regia Fabio Massimo Iaquone
ideazione e realizzazione video Fabio Massimo Iaquone, Luca Attilii
interventi sonori e musicali Fabio Massimo Iaquone, Luca Attilii
coordinamento artistico Angelo Bucarelli
costumi Roma – Accademia di Costume e di Moda
scenografia Erminia Palmieri
durata dello spettacolo 60’

Lo spettacolo In pieno nel mondo. Per Palma Bucarelli vuole ripercorrere in un flusso di parole e di immagini, le tappe fondamentali della lunga ed intensa esistenza di Palma Bucarelli, direttrice della Galleria nazionale d’arte moderna di Roma dal 1940 al 1975, come. Prima donna direttore di un museo pubblico italiano, con una solida formazione da storica dell’arte, la Bucarelli è stata anche un simbolo di cultura, eleganza, bellezza e mondanità, occupando un ruolo di spicco nel gotha dell’intellighenzia romana (dai Bellonci a Bontempelli, dai Cecchi a Brancati, da Barzini ad Argan, da Venturi a Savinio, dalla Morante a Moravia ecc.). Di poche donne della sua generazione si è tanto parlato, polemizzando soprattutto sulle sue scelte culturali e sulla sua vita privata. Famosa la sua battaglia a favore dell’astrattismo che le costò numerose accuse da parte dell’opinione pubblica più retriva e di molti politici italiani (democristiani, liberali e comunisti,) che si accanirono contro di lei attraverso interrogazioni parlamentari che mettevano in discussione gli acquisti da lei stabiliti per il “suo” Museo. Palma seppe coraggiosamente difendere il patrimonio artistico a lei affidato già negli anni terribili della seconda guerra mondiale (1940-44) quando, sfidando l’esercito nazista occupante, riuscì a salvare, insieme a un drappello di valorosi colleghi, numerose opere d’arte minacciate dai bombardamenti e dalle razzie tedesche. Altrettanto trasgressive per l’epoca le sue scelte di vita che la videro lontana dall’orizzonte matrimoniale allora programmato per tutte le fanciulle di buona famiglia. Lei no. Palma decise di mettere al primo posto le sue passioni intellettuali e lavorative, decise di scalare la dirigenza della pubblica amministrazione con una tenacia che fino ad allora era stata appannaggio degli uomini. Tutto ciò senza privarsi di una serie di appassionati legami sentimentali e intellettuali che segnarono profondamente la sua esistenza (il celebre giornalista Paolo Monelli, suo compagno di una vita, lo storico dell’arte Giulio Carlo Argan, il medico Cesare Frugoni). Amante della vita in tutte le sue espressioni, dallo sport ai viaggi, dal cibo al buon vino, Palma fu protagonista indiscussa della mondanità intellettuale e artistica che allora aveva come punti di riferimento Cortina e Capri.

Lo spettacolo prende le mosse dal famoso processo subito da Palma Bucarelli per aver esposto il Grande sacco di Alberto Burri e la Merda d’artista di Piero Manzoni. Difendendosi con ironia tagliente dalle accuse, la Bucarelli (Marilù Prati) ripercorre le tappe più importanti della sua storia, a partire dalla nascita fra le rovine del terremoto di Messina (1908). Attraverso lettere, ricordi, interviste, in un continuo flusso di immagini originali ispirate al personaggio e all’ambiente artistico-intellettuale romano che lo circondava, si ripercorrono alcune tappe fondamentali della sua vita che si intrecciano con le vicende della storia italiana del Novecento: dal Fascismo alla guerra, dalla Liberazione alla ricostruzione, all’esplosione dei linguaggi artistici degli anni Cinquanta Sessanta fino al Sessantotto e agli anna Settanta.

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