TUTAMEIA. STORIE TERZE di João Guimarães Rosa in libreria dal 28 gennaio

Titolo: Tutameia. Storie terze
Autore:
João Guimarães Rosa
Editore: Del Vecchio
Pagine: 296
Anno di pubblicazione: 2015
Prezzo copertina: 16,00 €


Per la prima volta in traduzione italiana un grande inedito di Guimarães Rosa, Tutameia. Terceiras estórias, una raccolta di racconti che esaltano le caratteristiche più peculiari e affascinanti della sua scrittura in un genere distante dalle lunghe narrazioni con cui si è soliti identificare l’autore di Grande Sertão. Un’infinità di personaggi e approcci letterari, di immagini, luoghi, percezioni: donne che per raffreddare l’ardore dei compagni somministrano droghe e poi con aria virginale inducono alla lussuria, assassinii, amori e gioie sullo sfondo di miserie e ricchezze che non hanno nulla a che fare con il denaro.
E ancora: la regione del Centro–Oeste, il sertão minerario, le fazendas, i piccoli paesi, le grandi fattorie e i loro mandriani. Quaranta racconti brevi e quattro prefazioni “a malapena non narrative” che rendono l’insieme un meccanismo perfetto, in cui tutto è connesso e intriso di senso, dall’indice alle epigrafi, e in cui ogni parola si connette a ogni altra come in una perfetta ragnatela inondata da gocce di pioggia che al sole muta continuamente luminosità e forma.

João Guimarães Rosa è uno degli autori più importanti della letteratura mondiale novecentesca. Nasce nl 1908 a Cordisburgo, nello stato di Minas Gerais. Laureatosi appena ventiduenne in medicina, nel 1932 prende parte come medico volontario alla Rivoluzione Costituzionalista. Nel 1934 entra nel corpo diplomatico del Brasile, rappresentando il suo Paese in Europa e America Latina. Nel frattempo, esordisce in letteratura con il racconto O mistério de Highmore Hill, pubblicato su rivista e mai incluso nelle raccolte successive. Nel 1936, la raccolta di poesie Magma, rimasta inedita, gli vale il premio dell’Academia Brasileira de Letras. Nel 1946 esce infine la raccolta Sagarana, racconti che gli assicurano immediatamente, per l’originalità del linguaggio e delle strutture narrative, un posto di spicco nella letteratura brasiliana. Nel 1951 rientra in Brasile, dove continua a ricoprire rilevanti incarichi istituzionali. La lunga escursione nel Mato Grosso del ’52 lo mette a contatto con il mondo del sertão, che tanta importanza avrà nella sua produzione seguente: Corpo di Ballo, Prime storie, Tutameia, e, soprattutto, Grande Sertão, il suo unico romanzo che, uscito nel 1956, lo consacra come il più grande scrittore brasiliano del Novecento. Nel 1963 viene eletto membro dell’Academia Brasileira de Letras. Posto che occuperà, però, solo per tre giorni, nel 1967, prima della morte, avvenuta a Rio de Janeiro.

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