giovedì 22 ottobre 2015

La recensione in anteprima di STORIA DI UN CANE CHE INSEGNO' A UN BAMBINO LA FEDELTA' di Luis Sepúlveda

Titolo: Storia di un cane che insegnò a un bambino la fedeltà
Autore: Luis Sepúlveda
Editore: Guanda
Pagine: 112
Anno di pubblicazione: 2015 

Prezzo copertina: 10,00 €

Aufman, che nella lingua mapudungun significa fedele e leale, è solo un cucciolo quando, dopo essere stato salvato da un giaguaro, viene affidato ai mapuche (Gente della Terra), una fiera popolazione cilena che da sempre abita quelle terre. Da quel giorno, il pastore tedesco cresce avvolto dal calore della famiglia di Aukaman, il cucciolo d'uomo che ben presto diventa suo "fratello". La vita felice però è destinata a cambiare quando alcuni uomini spietati arrivano nel villaggio e cacciano i mapuche dalla loro terra, dopo aver ucciso il vecchio Wenchulaf (l'anziano saggio che si occupava di intrattenere i bambini raccontando storie) e preso Aufamn.


Per il cane allora inizia una vita di sofferenza, maltrattato e chiuso in una gabbia, prima di essere addestrato dai suoi nuovi padroni a dare la caccia agli animali e ai ribelli. Ma quando si tratta di inseguire proprio Aukaman, fuggito dopo essere stato ferito ad una gamba, il cane si impegna in ogno modo per salvare la vita del suo vecchio amico. Ci riusci?

Sepúlveda rende omaggio ai mapuche (tradotto come Gente della Terra), una pacifica popolazione che vive nel Sud del Cile, attraverso una storia che parla di lealtà, amore e coraggio. Come sempre il protagonista è un animale, un cane, simbolo per eccellenza della fedeltà. Una storia semplice, come nello stile dell'autore, capace di scaldare il cuore e insegnare cosa significa il rispetto e l'amore per la natura e tutte le sue creature (descritte in modo poetico), la solidarietà, il coraggio e la fedeltà. Il tutto arricchito dalle splendide illustrazioni di Simona Mualazzani e da un glossario finale che spiega il significato di tutti i nomi in lingua mapudungun utilizzati nel testo.

Un libro che ci ricorda anche l'importanza della narrazione: raccontare una storia infatti non è fondamentale solo ai fini dello sviluppo del linguaggio orale, ma anche per abituarsi all'ascolto (capacità sempre più rara nelle nuove generazioni) e favorire la nascita del futuro lettore-scrittore, oltreché per la crescita conoscitiva e emotiva dell’individuo.

Anche se non siamo ai livelli di Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare, quello che - a mio avviso - rimane il suo capolavoro, vale sicuramente la pena leggere questo breve racconto, possibilmente al tramonto insieme ai bambini come fanno i mapuche.

L'AUTORE
Nato in Cile nel 1949, Sepúlveda ha lasciato il suo Paese al termine di un’intensa stagione di attività politica, conclusasi drammaticamente con l’incarcerazione da parte del regime del generale Pinochet. Ha viaggiato a lungo in America Latina e poi nel resto del mondo, anche al seguito degli equipaggi di Greenpeace. Dopo aver risieduto ad Amburgo e a Parigi, vive attualmente in Spagna, nelle Asturie. Autore di libri di poesia, «radioromanzi» e racconti, ha conquistato la scena letteraria con il suo primo romanzo, Il vecchio che leggeva romanzi d’amore, apparso per la prima volta in Spagna nel 1989, e in Italia nel 1993. 

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