venerdì 8 luglio 2016

Recensione: LA PORTA DI ANNE di Guia Risari. Otto vite. Un appartamento. La storia di Anne Frank

Titolo: La porta di Anne
Autore: Guia Risari

Editore: Mondadori
Pagine: 167
Anno di pubblicazione: 2016

Prezzo copertina: 16,00 €


Recensione a cura di Greta Sala

Anne Frank è un nome ormai conosciuto in tutto il mondo per la tragedia che ha colpito lei, la sua famiglia e altre quattro persone durante la seconda guerra mondiale. Io stessa ho letto, oltre al suo emozionante diario tenuto negli anni in cui è stata nascosta nell’alloggio segreto di Amsterdam dal 1942 al 1944, alcune biografie e libri scritti da persone che l’avevano conosciuta o incontrata. Quello di Guia Risari è un libro originale che dà voce anche agli altri inquilini della casa sul retro, quelli che hanno condiviso
con Anne le paure, le ansie e i timori di essere scoperti e quindi deportati nei campi di concentramenti nazisti.

Anne, la cui unica colpa e' quella di essere ebrea, nel luglio del 1942 e' costretta, insieme alla sua famiglia, la famiglia Van Pels e più tardi Franz Pfeffer, a trasferirsi nell’edificio della ditta del padre di Anne, Otto Frank, dove al pianoterra e al primo piano gli impiegati continueranno ignari di tutto a lavorare regolarmente, mentre gli abitanti dell’alloggio segreto dovranno stare attenti a non fare alcun rumore ai piani superiori. Per la prima volta le persone che il lettore ha sempre e solo conosciuto attraverso gli occhi di Anna, le sue descrizioni e le sue sensazioni, hanno la possibilità di esprimersi e di raccontare con le loro stesse parole le loro emozioni. Attraverso lo studio del “Diario di Anne Frank” e altri volumi storici, la Risari si è immaginata e ha ricostruito i sogni, i desideri, le preoccupazioni e i pensieri di ciascun abitante dell’alloggio durante quella fatidica mattina del 4 Agosto 1944. Quel giorno, infatti, una donna, di cui non sapremo mai il nome, indicò la presenza di otto ebrei nascosti al 263 di Prinsengracht e l’ufficiale Karl Josef Silberbauer mise per sempre fine alle loro speranze di salvezza.

Oltre ai pensieri dello stesso Silberbauer, convinto di svolgere regolarmente il proprio compito, troviamo Peter e il suo sogno di trasferirsi nelle Indie Olandesi con il gatto Mouschi; Auguste Van Pels e la sua voglia di riuscire ad allontanare gli incubi notturni cercando di pensare a quando potrà di nuovo indossare una pelliccia; Otto Frank e il suo desiderio di un futuro splendente per le sue figlie; Margot Frank e la sua voglia di nuotare, pattinare e imparare il latino; Fritz Pfeffer e la sua voglia di riabbracciare la sua amata, che attutisce scrivendole una lettera; Edith Frank che si lascia andare e piange facendo attenzione a non essere scoperta da nessuno; Herman Van Pels e l’importanza della sua prima sigaretta; Anne Frank alle prese con la scrittura di un nuovo racconto tratto da alcuni momenti vissuti durante gli ultimi due anni. Ogni capitolo è dedicato a un personaggio mentre l’ultimo racconta il momento dell’arresto.

Trovo che la Risari abbia scritto un buon libro, tenero ed emozionante, con uno stile leggero nonostante si toccassero temi molto forti. Molto interessante risulta anche la parte storica in fondo al romanzo in cui vengono descritti i protagonisti del libro, la loro sorte in seguito all’arresto e la cronologia delle tappe che hanno portato al secondo conflitto mondiale. Il ricordo di Anne Frank rimane indelebile nel cuore del lettore dopo averla conosciuta attraverso il suo Diario, perciò penso che sia molto bello il fatto che ancora oggi sia di ispirazione per tanti scrittori - e non solo - che vogliono parlare degli effetti negativi di qualsiasi forma di pregiudizio o discriminazione assecondando, secondo lo spirito di Anne, la positività, l’ottimismo e il rispetto per gli altri.
  
L'AUTRICE
Guia Risari,scrittrice e traduttrice, ha studiato Filosofia morale all'Università Statale di Milano, Modern Jewish Studies a Leeds e Letteratura delle migrazioni in Francia. Ha pubblicato saggi di tematica ebraica, tra cui The Documents within the Walls e Jean Améry. Il risentimento come morale. Scrive racconti, romanzi, poesie, libri surrealisti e per bambini. È autrice di trasmissioni radiofoniche e testi teatrali, tra cui La pietra e il bambino. 

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