Titolo: Strano!
Strano di Mark Janssen è uno di quegli albi che non si limitano a raccontare una storia, ma succede mentre lo stai leggendo. È un libro che incuriosisce, spiazza, fa sorridere e, pagina dopo pagina, ti invita a fermarti un attimo a guardare — davvero guardare — quello che hai davanti. Tutto comincia con un evento semplice e misterioso: nella giungla appare uno specchio. Nessuno sa da dove venga, nessuno sa a cosa serva. È lì, basta. E già questo basta a creare una piccola tensione narrativa, fatta di domande più che di risposte. Quando il bradipo lo sistema in piedi, proprio al centro del libro, sembra quasi che lo specchio non entri solo nella giungla, ma anche nello spazio della lettura, chiamando in causa chi sfoglia le pagine.
Mark Janssen, diplomato all'Accademia d'Arte di Maastricht, nel 1997 ha illustrato il suo primo libro per bambini per Lemniscaat, dando inizio a una carriera che conta oggi quasi 500 titoli pubblicati per editori olandesi, belgi e cinesi, tradotti e apprezzati a livello internazionale. Dal 2016 ha intrapreso anche l'attività di autore, ottenendo prestigiosi riconoscimenti, tra cui il Premio Andersen 2020.
Autore: Mark Janssen
Editore: Lapis
Pagine: 44
Anno di pubblicazione: 2026
Prezzo copertina: 16,00 €
Editore: Lapis
Pagine: 44
Anno di pubblicazione: 2026
Prezzo copertina: 16,00 €
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Recensione a cura di Luigi Pizzi
Uno alla volta, gli animali si avvicinano. Il gorilla, l’iguana, il leone, il pavone, il mandrillo… ognuno reagisce a modo suo. C’è chi si spaventa, chi si gonfia d’orgoglio, chi ride, chi resta interdetto. Ed è qui che Strano diventa davvero interessante: lo specchio non restituisce immagini fedeli, ma riflessi trasformati, simmetrici, moltiplicati. Compaiono più occhi, più zampe, bocche enormi, corpi che sembrano raddoppiarsi o fondersi. Non è un semplice gioco visivo: è un modo per raccontare quanto può essere destabilizzante vedersi “diversi” da come ci si immaginava.
Il testo è essenziale, quasi sussurrato. Non spiega, non interpreta, non guida troppo. Lascia spazio alle immagini, alle reazioni degli animali, e soprattutto alle reazioni del lettore. È un testo che si fida dello sguardo di chi legge, e questo è uno dei suoi grandi punti di forza. Le illustrazioni di Mark Janssen sono il vero motore del libro. Il tratto è pittorico, ricco di texture, con colori intensi ma mai caotici. Il gioco di simmetrie è centrale: ogni doppia pagina è costruita come un piccolo esperimento visivo, in cui la piega del libro diventa parte integrante della scena. Lo specchio non è solo rappresentato: è il libro stesso che si comporta come uno specchio. Sfogliarlo significa partecipare al gioco, anticipare le sorprese, cercare i dettagli.
Quando lo specchio si rompe, tutto sembra tornare alla normalità. Gli animali sono di nuovo “come prima”. Ma la sensazione è che qualcosa sia cambiato. Come succede dopo certe esperienze brevi ma intense: non lasciano segni evidenti, eppure restano. Strano suggerisce che guardarsi — anche in modo distorto, anche attraverso uno specchio imperfetto — può aprire domande, accendere curiosità, generare meraviglia. È un albo che funziona su più livelli. I bambini si divertono a riconoscere le forme, a ridere delle trasformazioni, a prevedere cosa succederà nella pagina successiva. Gli adulti colgono una riflessione più sottile sull’identità, sull’immagine di sé, sul rapporto tra ciò che siamo e ciò che vediamo. Senza mai diventare pesante, senza mai spiegare troppo. Strano è un libro da leggere insieme, da condividere ad alta voce, da guardare più volte. Un albo che non dà risposte, ma fa nascere domande, e lo fa con leggerezza, intelligenza e un grande rispetto per l’immaginazione di chi legge. Uno di quei libri che, una volta chiusi, ti viene voglia di riaprire subito. Per vedere se, magari, questa volta lo specchio ti restituisce un’immagine un po’ diversa.
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