La recensione in anteprima di IO, CATERINA, il romanzo sulla vita di Caterina Sforza

Titolo: Io, Caterina
Autore:
Francesca Riario Sforza
Editore: Nord
Pagine: 456
Anno di pubblicazione: 2016

Prezzo copertina: 16,90 €


Recensione a cura di Marika Bovenzi

Quasi sempre, sentiamo parlare di uomini che hanno compiuto grandi gesta e che con perseveranza hanno raggiunto obiettivi inimmaginabili. Solo in alcuni rari casi, invece, si leggono storie di donne intraprendenti, combattive e fondamentali per la storia, come Emmeline Pankhurst, Frida Khalo, Simon de Beauvoir o Marie Curie. Tutte donne geniali che si sono battute per i loro ideali, provenienti però da paesi diversi dal nostro. L’Italia invece, un paese spesso sottovalutato, andrebbe studiato e conosciuto meglio. A differenza di come possiamo apparire agli occhi di un visitatore
estraneo, non siamo soltanto la patria della pizza, della pasta, della mafia o della corruzione (anche se molto spesso gli abitanti contribuiscono ad alimentare questi cliché).

Caterina Sforza
A differenza di molte altre nazioni, potremmo vantarci di vivere in una terra detentrice di una vastissima cultura, di molteplici arti, nonché culla di antichissime popolazioni e patria di numerose figure di spicco. Come gli inglesi, i francesi e i messicani, l’Italia può vantare i natali di personaggi come Caterina de’ Medici, Maria Montessori, Rita Levi Montalcini e Samantha Cristoforetti. E proprio in quest’ottica di grandezza, emancipazione, audacia e risolutezza si inserisce anche la figura di Caterina Sforza, figlia illegittima di Galeazzo Maria Sforza, duca di Milano. In un’ Italia rinascimentale, frammentata in un complesso di Stati diversi per estensione territoriale e regime politico, sottoposta a complotti sanguinosi e ad una fede marcata, Caterina Sforza dà prova della sua indole già da fanciulla. A soli dieci anni si propone come sposa di Girolamo Riario al posto della cugina undicenne Costanza Fogliani, giudicata dalla madre troppo giovane per consumare un matrimonio. Grazie alla sua bellezza, al suo carisma, alla sua intelligenza e alle sue naturali inclinazioni per le arti belliche, la chimica, la politica e l’alchimia, presto diviene una delle figure di rilievo della corte romana, ove si trasferisce con suo marito Girolamo, al servizio di Sisto IV.

Caterina Sforza
L’evento clou per cui passerà alla storia come una donna forte e implacabile si verifica alla morte dello sposo -assassinato dalla famiglia degli Orsi, quando il palazzo dei Riario viene occupato impropriamente, mentre Caterina e i figli vengono fatti prigionieri. Poiché la rocca di Ravaldino, cittadella centrale nel sistema difensivo della città, rifiuta di arrendersi, Caterina si offre di entrare per convincere il castellano Tommaso Feo e accordarsi con gli Orsi. Una volta dentro però, Caterina rifiuta di ascoltarli e si prepara alla riconquista del potere, incurante delle minacce ai suoi bambini. Al contrario, si narra che con risolutezza sollevando la gonna avrebbe risposto: «Fatelo, tanto qui ho lo stampo!» Durante la sua intensa e travagliata vita, dopo la morte di Girolamo, si sposa altre due volte -dapprima con Giacomo Feo, fratello del castellano di Ravaldino; poi con Giovanni de' Medici, detto il Popolano, da cui nascerà Giovanni dalle Bande Nere- e diviene la protagonista indiscussa degli scontri con il nuovo papato che la porteranno all’esilio a Firenze, ove morirà.

Da sinistra: Giovanni della Rovere, Girolamo Riario e il Plàtina
In questa biografia romanzata, scritta dalla sua discendente Francesca Riario Sforza, l’obiettivo principale è quello di far luce sulle vicende che costellarono la vita di una figura così forte e prestigiosa. Con un linguaggio forbito e accurato, l’autrice narra pagina dopo pagina le vicende storiche dell’intera famiglia Sforza -dalla signoria, al ducato, alla costruzione del castello Sforzesco, e ricostruisce con maestria le decisioni e le emozioni della sua antenata nei momenti più cruciali. È sorprendente come, in un’epoca così piegata ai pregiudizi, una figlia illegittima abbia combattuto, amato e difeso con ardore tutto ciò che aveva conquistato. Personalmente credo che Caterina Sforza, dopo cinquecento anni, possa ancora insegnarci valori come il rispetto per la propria terra natia, la costanza e l’impegno nel perseguire gli obiettivi personali, l’audacia dell’osare nonostante i limiti imposti dalla società. Un romanzo che definirei storico, ma anche etico per i molteplici insegnamenti morali.

L'AUTRICE
Nata a Firenze, Francesca Riario Sforza ha proseguito gli studi tra Napoli e Roma, laureandosi in Sociologia delle Comunicazioni di Massa. Dal 1996 al 2001 è stata autrice di programmi televisivi per il gruppo Mediaset ed ha collaborato con la RAI. Dal 2000, si occupa di sceneggiature televisive e cinematografiche in qualità di sceneggiatrice e editor: è una script doctor. Insegna struttura narrativa cinematografica e seriale.  

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