venerdì 20 gennaio 2017

Recensione: I Medici. Una regina al potere, di Matteo Strukul

Titolo: I Medici. Una regina al potere 
Autore: Matteo Strukul 
Editore: Newton Compton 
Pagine: 384 
Anno di pubblicazione: 2017 
Prezzo copertina: 9,90 €

Tournon-sur-Rhône, 1536. Francesco di Valois, delfino di Francia, muore all'improvviso. Monsieur Raymond de Polignac, capitano della seconda compagnia dei picchieri di Francia, viene incaricato delle indagini dal re Francesco I. Tra i sospettati finisce anche Caterina de' Medici, moglie del fratello Enrico, destinato a diventare il nuovo re dopo la morte prematura del primogenito. Nonostante la cattura e l'esecuzione del colpevole, il conte di Modena Sebastiano di Montecuccoli, la piccola italiana rimane invisa alla maggior parte della Corte francese, sia per le sue origini italiane, sia per la
"scarsa fertilità" - problema per il quale teme di essere ripudiata.

Caterina de' Medici
Nonostante l'affetto e la protezione del re Francesco I, Caterina sa di essere in pericolo e di dover temere -in particolar modo- l'amante di Enrico, la bellissima Diana di Poitiers, capace di influenzare l'erede al trono. Proprio per questo, Caterina incarica la sua nuova guardia del corpo, il fedele Raymond de Polignac, di trovare l'astrologo Michel de Nostredame, l'unico a suo avviso in grado di porre fine ai problemi di fertilità. Ma questo sarà solo il primo dei mille ostacoli che la futura regina madre dovrà affrontare per mantenere il potere e proteggere la dinastia dei Valois...

Una regina al potere, terzo e ultimo capitolo dell'avvincente saga dedicata ai Medici, è probabilmente il libro più complesso e ambizioso, come dichiarato dallo stesso autore nelle note finali. In effetti, raccontare oltre cinquant'anni di Storia (dalla morte di Francesco di Valois nel 1536 alla morte della stessa Caterina nel 1589) in uno dei periodi più difficili per la Francia (impegnata prima nella dispendiosa guerra contro l'Impero e poi dilaniata dal conflitto interno tra cattolici e protestanti), appare già nelle intenzioni un'impresa ardua.

Francesco I di Lorena, duca di Guisa
Matteo Strukul, in conformità con i precedenti capitoli, utilizza una narrazione per quadri e cerca di dare risalto ad alcuni dei personaggi e degli eventi più significativi. Oltre alla figura controversa di Caterina, troviamo l'ambizioso re Francesco I; l'influenzabile successore Enrico II; la bellissima e pericolosa Diana di Poitiers; il duca Anne de Montmorency, uno dei personaggi più influenti nella Corte francese; l'intransigente Francesco I di Lorena, duca di Guisa, abile condottiero e fervente difensore del Cattolicesimo insieme al fratello, il cardinale di Lorena; l'abile ammiraglio Gaspard de Coligny, comandante militare degli ugonotti; il temerario Jean Godefroy de Barry, signore de La Renaudie, capo della congiura di Amboise; il prode e fedele comandante Raymond de Polignac, tra i pochi personaggi di fantasia del romanzo insieme all'affascinante damigella scozzese Elizabeth MacGregor; il misterioso Nostradamus, a cui l'autore affida un ruolo che travalica la realtà storica; il medico di corte Ambroise Parè, considerato il padre della chirurgia moderna; il temibile Enrico di Guisa, detto lo Sfregiato; e ancora i figli di Caterina: il malaticcio Francesco II; il giovane e debole Carlo IX; il sadico e incestuoso Enrico d'Anjou, figlio prediletto della regina madre; la ribelle Margherita, anche nota come la "regina Margot" (dal romanzo di Dumas), moglie di Enrico di Navarra, il futuro Enrico IV, colui che metterà fine alla dinastia dei Valois.

Tra gli eventi storici salienti, la morte di Francesco con la successiva esecuzione di Montecuccoli; la morte del re Francesco I; il matrimonio tra la scozzese Maria Stuarda e il giovane delfino di Francia; la morte accidentale di Enrico II; la congiura d'Amboise; l'assassinio del duca di Guisa; l'agguato a Coligny e, soprattutto, il massacro della notte di San Bartolomeo, l'evento che più di tutti contribuì a creare una sorta di "leggenda nera" intorno alla figura di Caterina.

In tal senso, il ritratto che offre Strukul è proprio quello di un personaggio emblematico, quasi indefinibile, ricco di sfumature e contraddizioni; da una parte la donna austera, divorata dalla gelosia, superstiziosa, machiavellica, vendicativa, spietata, attaccata al potere e pronta a tutto pur di perseguire i suoi obiettivi; dall'altra il ritratto di una donna moderna (a partire dagli usi e costumi introdotti a Corte), colta, pragmatica, dotata di grande pazienza e abilità politica; una donna capace di sopportare le umiliazioni del marito, che de facto le aveva imposto uno squallido triangolo con Diana di Poitiers; sopravvivere -da sola- agli intrighi orditi dalle tre grandi famiglie che entrarono in concorrenza per conquistare l'egemonia politica (i Montmorency, i Guisa e i Borboni); far rispettare la monarchia e salvaguardare l'integrità del regno.

"C'era qualcosa di profondamente tragico nel potere. Era un bene che tutti avrebbero voluto, eppure esserne detentori scatenava invidie e risentimenti. Caterina non aveva mai potuto essere davvero se stessa. L'avevano dipinta come mercantessa, eretica, adoratrice del diavolo, corruttrice, assassina. Ma nessuna di quelle definizioni, pensò, rendeva ciò che era sempre stata e non avrebbe mai voluto essere: una donna sola."

Caterina de' Medici
Proprio per la complessità e l'aura di mistero che avvolge la protagonista, il giudizio su questo libro non è facile. Se da una parte l'autore riesce a far emergere quelle contraddizioni che animano il personaggio e lo rendono unico, dall'altra alcuni aspetti vengono tralasciati o non approfonditi a dovere (come ad esempio il peso politico durante la lunga reggenza), mentre altri potevano essere tranquillamente evitati (vedi le numerose pagine dedicate a Nostradamus). Inoltre, appare evidente il rischio di mescolare la Storia con la leggenda, ovvero di offrire una lettura "parziale" di alcuni eventi. Al di là di questi dubbi, Una regina al potere si legge con piacere, ma a differenza degli altri romanzi richiede un solido background di conoscenze storiche, data la complessità del periodo e l'elevato numero di personaggi coinvolti.

Fermo restando la mia preferenza per il primo romanzo, il giudizio sulla saga non può che essere positivo. Strukul, come detto in precedenza, si rivela un abile narratore e un maestro nel trasformare la Storia in fiction.

"Erano francesi che odiavano la Francia. E lei invece, una Medici, una donna che si era misurata con il potere con tutto il pragmatismo e il realismo di un'italiana, aveva la soluzione a portata di mano."

L'AUTORE
Matteo Strukul è nato a Padova nel 1973. Laureato in giurisprudenza e dottore di ricerca in diritto europeo, ha pubblicato diversi romanzi (La giostra dei fiori spezzati, La ballata di Mila, Regina nera, Cucciolo d’uomo, I Cavalieri del Nord, Il sangue dei baroni). Le sue opere sono in corso di pubblicazione in 20 Paesi e opzionate per il cinema. Nel 2016 ha pubblicato con la Newton Compton il primo romanzo della trilogia sui Medici, Una dinastia al potere: il libro è stato il caso editoriale della Fiera di Francoforte, i diritti di traduzione sono stati venduti in vari Paesi (tra cui Germania, Spagna e Inghilterra) ed è stato sin dall’uscita ininterrottamente in cima alle classifiche italiane di vendita. Matteo Strukul scrive per le pagine culturali del «Venerdì di Repubblica» e vive insieme a sua moglie Silvia fra Padova, Berlino e la Transilvania. 

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