La recensione delle proposte di Natale 2017 della casa editrice Interlinea

Recensioni a cura di Marika Bovenzi

La casa editrice Interlinea, anche per il Natale 2017 ha realizzato delle vere e proprie raccolte di storie legate alle festività; dei veri e propri must della letteratura italiana, racchiusi in edizioni tascabili e dalla copertina elegante. Il primo volume di cui mi accingo a parlarvi, Le rose di Natale, è un libro al cui interno vi sono ben nove racconti scaturiti tutti dalle penne di autrici nostrane. Queste ultime, attraverso storie di ricordi, angosce, incomprensioni e dolori, ci raccontano una visione delle festività diversa, disillusa, cruda e piena di spine. Una ricerca di una possibile felicità, del senso di comunione e di appartenenza. Tra questi nove racconti, ho apprezzato particolarmente quello di Contessa Lara, intitolato Le rose del Natale (da cui il nome dell’intera raccolta), la storia di un rapporto madre-figlio inclinato e pieno di spine come quelle delle rose natalizie, dei magnifici fiori che

adornano la casa del protagonista. Queste rose incantano e rapiscono l’animo, ma hanno una bellezza così profonda, radicata e a tratti commovente da spingere il figlio a riappacificarsi con la madre. 

E ancora Ada Negri con Canzone Natalizia, in cui ci narra uno spaccato della sua infanzia, di cui rimembra spesso la povertà, l’alone di tristezza che aleggiava nella sua casa, la fatica della fabbrica e l’assenza di regali; Il dono di Natale di Grazia Deledda, in cui ci viene raccontata la storia di cinque fratelli, pastori sardi, gelosi e protettivi verso la sorella, fidanzata con un ragazzo agiato, ma dai valori radicati. Tutti si impegnano per dare il massimo durante le festività e apparire all’altezza della famiglia dell’innamorato; Natale a Roma di Dacia Maraini, in cui ci viene narrato il Natale che Giacomo Leopardi trascorse a Roma, tra vicoli stretti, ragazzini furbi e povertà. Completano la raccolta Carmen della Marchesa Colombi, Guardare j'arsivòli di Margherita Oggero, Batti cinque, è Natale di Isabella Bossi Fedrigotti e Natale sulla strada (in fuga dalla vita) di Silvia Avallone.

Lo stile e il linguaggio utilizzato non sono omogenei: a tratti sono semplici e fluidi, a tratti eleganti e artificiosi. La tematica che accomuna tutti i testi è la natività e la presenza di Cristo che, nelle società di inizio novecento, non rappresentava un’idea astratta o una figura immaginaria; al contrario era una presenza vera, un essere umano realmente esistito in un preciso momento della storia, nonché immagine di una fede radicata. 

Il secondo romanzo letto della serie natalizia di Interlinea è Una lettera dal Paradiso. Storie di Natale di Giuseppe Pontiggia, una raccolta di otto novelle scritte dall’autore in cui si possono evidenziare tematiche importanti: il rapporto con la fede, i rapporti familiari e il vero significato del Natale. Tra tutti i suoi racconti, quelli che ho apprezzato particolarmente sono: Natale in Turchia, il racconto di un viaggio che apparentemente sembra essere una vacanza per ricongiungersi ai familiari lontani, ma nasconde una tristezza e una malinconia di fondo legata alla separazione dalle persone amate; Il prezzo del mondo, in cui ci narra la vita di Lovati Massimo, un uomo cauto, serio, oculato e sempre pronto a valutare economicamente qualsiasi cosa. Un'interpretazione italiana dello Scrooge dickensiano in Canto di Natale, e della tematica dell’avarizia e della povertà d’animo. 

E ancora Natali parsimoniosi in cui l’autore fa un’attenta riflessione sul Natale di ieri e di oggi, mettendone in risalto le differenze e ponendo l’accento sulla parsimonia che popolava gli anni passati, e il consumismo che aleggia sugli anni moderni. Ed infine Sulle strenne, un racconto in cui disquisisce sul valore autentico delle strenne, sul valore attribuito ai doni in generale, e sui luoghi comuni che circolano sui libri. Lo stile dell’autore è lezioso e utilizza un linguaggio aulico. Tutte le storie, inoltre, sono accomunate da riflessioni filosofiche ed esistenziali. Un vero e proprio viaggio a 365° nella mentalità pontiggiana, alla scoperta dei sentimenti che l’autore provava verso le festività natalizie.

Caravaggio. Natività è il terzo della serie natalizia. Un libello che si apre con una biografia del pittore milanese, arricchito da immagini ritraenti i suoi migliori dipinti e da un testo di Andrea Camilleri, intitolato Il colore del sole, in cui l’autore interpreta i pensieri del pittore nelle giornate in cui dovette lasciare Messina per raggiungere Napoli. Nella prima parte -la più corposa del testo- ci vengono narrate le giornate di Caravaggio tra Siracusa e Palermo quando, durante il periodo invernale e nelle festività natalizie, dipinge Seppellimento di santa Lucia, Natività e adorazione dei pastori, Natività e adorazione dei pastori con i santi Lorenzo e Francesco d’Assisi. Si passa poi alla sua migrazione verso Napoli, dove il pittore e il suo stile incidono profondamente sui giovani artisti napoletani, avvicinandoli così al gusto fiammingo. Tra questi troviamo Tanzio da Varallo, Giovanni Battista Caracciolo il Battistello, Carlo Sellitto, Maestro dell’Annuncio. Infine il libello si conclude con una raccolta di schede in cui vengono spiegati nei dettagli i diversi dipinti.

Personalmente di tutte e tre le raccolte, quella che ho apprezzato maggiormente è la prima, quella caratterizzata dai racconti femminili. Da un lato, per la magnificenza e la profondità delle storie; dall’altro per la fierezza e la determinazione che traspaiono dalle pagine, scritte da donne che hanno fatto la storia della letteratura italiana. Ma consiglio tutte e tre i libri a chi ha voglia di immergersi nell'atmosfera natalizia con storie dal sapore dolce amaro.

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