15 dicembre 2017

Recensione: Natale con delitto, di Mavis Doriel Hay

Titolo: Natale con delitto
Autore:
Mavis Doriel Hay
Editore: Lindau
Pagine: 352
Anno di pubblicazione: 2017
Prezzo copertina: 19,00 €


Recensione a cura di Marika Bovenzi

Non c’è Natale che si rispetti senza Mavis Doriel Hay, una delle più importanti penne della crime fiction inglese degli anni’30. Nel suo romanzo Natale con delitto, il mistero si intreccia al noir, dando vita ad un romanzo accattivante e avvincente. Tutto ruota intorno a Sir Oswald Melbury , un uomo aristocratico inglese, dai modi burberi e dal carattere impossibile che predilige l’efficienza, la lealtà e la cieca obbedienza. I suoi figli (un maschio e quattro femmine) sono asserviti alla sua volontà e, nonostante i rancori e i conflitti irrisolti, sono costantemente manipolati
dall’anziano genitore. 

Ed è proprio quello che succede per le festività natalizie: ai quattro viene intimato dal padre di raggiungerlo a Flaxmere, insieme alle loro rispettive famiglie. Qui, tra occhiatacce, frecciatine, musi lunghi, sguardi arcigni e sospettosi, Sir Oswald pianifica una sorpresa per i suoi nipoti: far travestire da Babbo Natale Oliver Whitcomb, un suo ospite, per far si che consegni i regali nel giorno di Natale. Ma proprio quando i preparativi stanno per essere ultimati, Oliver scopre Sir Oswald morto nel suo studio con un colpo di pistola alla testa. Nessuno pare sappia o abbia visto niente, né si capisce se si tratti di suicidio o omicidio. Le indagini vengono così affidate al Colonnello Halstock, il commissario capo della contea, un uomo fermo e determinato che sarà coadiuvato nelle ricerche da Roudson, l’ispettore capo, e da Kenneth Stour, un attore perdutamente innamorato di Edith, una delle figlie di Sir Oswald. Riusciranno a risolvere il caso? Chi sarà il freddo e ingegnoso killer? 

Lo stile elegante e il linguaggio fluido rendono l’opera un vero e proprio classico della letteratura. Il libro inoltre è ben strutturato e l’autrice non manca di proporre al lettore un elenco dei personaggi; delle note esplicative a piè pagina relative a tradizioni, usanze o costumi inglesi; e un indice accurato dei capitoli. E sono proprio questi ultimi a rappresentare la particolarità dello scritto: ciascun capitolo è raccontato da un punto di vista diverso e alternato tra i quattro figli di Sir Oswald e il Colonnello. Una scelta stilistica che permette al lettore di conoscere le opinioni, i segreti e le scelte di ogni personaggio presente nel romanzo. 

Per quanta riguarda i protagonisti invece, oltre al patriarca della famiglia, troviamo: George, primogenito, sposato, padre di tre figli e uomo apparentemente placido e completamente differente dal padre; Hilda, secondogenita, vedova Wynford, madre di Carol (una ragazza spigliata e desiderosa di studiare architettura) e donna dai modi raffinati; Edith, detta Dittie, innamorata dell’amico e attore Kenneth Stour che, a causa delle rimostranze paterne, non ha potuto sposare, finendo così per maritare Sir David Evershot, un uomo difficile, provato dalle sofferenze della guerra e ossessionato dall’eredità familiare della moglie; Eleanor, quartogenita, solare e felicemente sposata con l’uomo della sua vita; ed infine Jennifer, la minore dei Melbury, che vive ancora nella casa paterna, e desiderosa di sposare Philip Cheriton, un ragazzo con tante prospettive, ma pochi soldi. Personalmente, la cosa che ho apprezzato moltissimo è proprio la molteplicità dei personaggi che compaiono. Il loro carattere, la loro psicologia, le loro frustrazioni e desideri depistano il lettore dal vero e proprio assassino. 

In conclusione è un romanzo che consiglio agli appassionati del mistery e a chi ha voglia di buttarsi a capofitto nella lettura di una storia avvincente e intricata.

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