Recensione: Il principe Serebrjanyj, di Aleksej K. Tolstoj

Titolo:
 Il principe Serebrjanyj
Autore: Aleksej K. Tolstoj 
Editore: Scrittura & Scritture
Pagine: 464
Anno di pubblicazione: 2021
Prezzo copertina: 14,50 €

Recensione a cura di Daniela

Aleksej K. Tolstoj, con uno stile magistrale, ci porta nella Russia del 1565, durante l'Opričnina, quando la popolazione era sotto il dominio dello zar Ivan IV di Russia detto Il Terribile, il quale, dopo una serie di avvenimenti, decise di trasferire la corte imperiale da Mosca all'Aleksandrovskaja Sloboda ed istituire un esercito privato chiamato opričniki, composto principalmente da individui spietati e violenti, il cui compito era quello di seminare terrore tra la popolazione, ma soprattutto tra i bojardi, ritenuti responsabili del suo allontanamento da Mosca. Dei bojardi faceva parte anche il giovane principe Nikita Romanovič Serebrjanyj che, dopo cinque anni passati combattere in Lituania per il suo zar, torna a Mosca. Ad aspettarlo però, vi è una realtà ben diversa da quella che aveva lasciato: lo zar non è più lo stesso, agisce in maniera spietata ai danni del popolo e dei bojarin, temendo da quest'ultimi tradimenti e congiure. Ritrova anche la sua amata Elena che, nonostante la promessa di aspettare il suo ritorno, a causa di un'ingiustizia da parte dello zar, è stata costretta a sposare un vecchio bojarin, venendo meno alla promessa fatta, ma conservando comunque l'amore che portava nel cuore. Nonostante i soprusi e le ingiustizie, il principe Serebrjanyj cercherà di non tradire la fiducia del suo zar, a cui aveva giurato fedeltà assoluta con l'intenzione di non perdere mai il suo onore, neanche quando la vita lo porrà di fronte alla sofferenza e alla paura di non farcela, trovando il coraggio di essere sempre leale ai propri ideali.



La scrittura, seppur complessa, risulta gradevolmente scorrevole, nonché ricca di descrizioni ed altamente valorizzata da innumerevoli introspettive interiori. I personaggi realmente esistiti si miscelano perfettamente a quelli nati dalla fantasia dello scrittore ed è praticamente impossibile restare indifferenti alla lealtà del protagonista nei confronti del suo zar, esempio di purezza e onore senza eguali. Bellissime e dettagliate sono le descrizioni dei paesaggi che ospitano le storie narrate, particolare attenzione è stata prestata nel raccontare il lusso in cui vivevano lo zar e la sua corte, in forte contrapposizione con la miseria delle condizioni di vita del povero popolo, di cui si conoscono usi e costumi tradizionali.


Il linguaggio è particolarmente vario ed arricchito da idiomi russi, spesso complessi da ricordare, ma che costituiscono un valore aggiunto, atto a valorizzare il racconto, che arriva al lettore in maniera talmente realistica da suscitare le stesse emozioni provate dai personaggi descritti. Protagonista assoluto del romanzo è sicuramente lo zar Ivan Il Terribile, personaggio che ho trovato davvero interessante per via dalla forte contrapposizione che si evince tra le azioni scellerate e crudeli compiute per suo volere e la sensazione di paura e pentimento che egli stesso manifesta continuamente, cercando in tutti i modi di espiare le proprie colpe. Amore, lealtà, onore e violenza sono i temi che si alternano in questo romanzo storico di rara bellezza, intriso di cospirazioni e tradimenti, contornati da un alone di magia che profuma di antico, mescolando intrugli, visioni e profezie legati alla tradizione russa.

L'AUTORE
Il conte Aleksej Konstantinovič Tolstoj (1817-1875) fu uno dei tre maggiori scrittori russi che rese tanto illustre la famiglia Tolstoj. Da un ramo della stessa nasceranno, una generazione più tardi, Lev Tolstoj (autore di Guerra e Pace) e, nell’epoca dell’Unione Sovietica, un altro conte, Aleksej Nikolaevič Tolstoj, famoso scrittore onorato da Stalin, celebre per il romanzo Pietro I. Dall’imperatore Alessandro II, Aleksej K. Tolstoj fu designato aiutante campo, ma non volendosi dedicare alla carriera militare fu nominato cacciatore della corte imperiale, mantenendo il grado fino alla morte. Tra le sue opere di narrativa più note oltre a Il principe Serebrjanyj, vanno ricordate La famiglia Vourdalak e Il Vampiro. Celebri anche i suoi drammi per teatro come La Morte di Ivan il Terribile, che ancora oggi viene portato in scena nei teatri russi.

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