Recensione: Duramadre, Erica Cassano

Titolo:
Duramadre
Autore: Erica Cassano
Editore: Garzanti
Pagine: 336
Anno di pubblicazione: 2026
Prezzo copertina: 19,00 €

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Recensione a cura di Luigi Pizzi

Duramadre racconta una storia intima e collettiva insieme, in cui i destini individuali si intrecciano con la rigidità di una terra e con le regole non scritte di un tempo. La Calabria del dopoguerra non è soltanto uno sfondo. È una presenza costante, quasi una forza silenziosa che modella scelte, paure, rapporti. In questo microcosmo chiuso, dove ogni gesto viene osservato e giudicato, arriva Celeste. Ha quarant’anni, è maestra, viene da Napoli e ha deciso di trasferirsi per amore. Ma il paese che la accoglie è diffidente, sospettoso. La scuola è vuota, le famiglie non si fidano, la casa di Tonio è attraversata da silenzi e freddezze. Nulla è semplice, nulla è davvero spontaneo.


Fin dalle prime pagine si avverte una tensione sotterranea. Non accade tutto subito, ma ogni dettaglio sembra preparare qualcosa. Segreti familiari, rancori mai dichiarati, ruoli imposti: tutto contribuisce a costruire un’atmosfera compressa, in cui i personaggi si muovono come se lo spazio attorno fosse troppo stretto. La vita domestica diventa terreno di scontro, la maternità assume significati ambivalenti, e la verità – quella che tutti evitano – rimane sospesa, pronta a cambiare gli equilibri. Il romanzo si muove con naturalezza tra piani temporali diversi, alternando presente e passato. Questo continuo andare e venire permette di osservare la famiglia da più prospettive, come se ogni voce aggiungesse un tassello necessario. Ne nasce un racconto corale, fatto di imperfezioni, contraddizioni, desideri non detti. Nessuno è completamente innocente, nessuno è del tutto colpevole: ogni personaggio porta con sé ferite e paure, e proprio per questo risulta profondamente umano. Uno degli aspetti più riusciti è la costruzione dei personaggi. Sono vivi, riconoscibili, capaci di suscitare sentimenti contrastanti. Li si comprende, li si giudica, talvolta li si ama e subito dopo li si respinge. Celeste, in particolare, incarna una resistenza silenziosa: non è un’eroina dichiarata, ma una donna che prova a ritagliarsi uno spazio in un contesto che non la vuole. Intorno a lei, una famiglia segnata da antiche tensioni e da una sorta di maledizione che sembra tramandarsi di generazione in generazione. La scrittura è misurata, scorrevole, ma mai superficiale. Le pagine scorrono con facilità, eppure la densità emotiva resta alta. Capitolo dopo capitolo cresce il desiderio di capire, di scoprire cosa si nasconde dietro i silenzi. Nella parte finale il ritmo accelera, e ciò che era rimasto in sospeso trova una composizione che dà senso ai piccoli indizi disseminati lungo la narrazione. Duramadre è, in fondo, una storia di appartenenza e di emancipazione. Racconta la fatica delle donne in un’epoca che concedeva poche possibilità, ma racconta anche la forza di chi sceglie di restare e affrontare ciò che la vita impone. È un romanzo che unisce dimensione privata e contesto storico, mostrando come le trasformazioni del Paese arrivino lentamente, quasi con fatica, in luoghi dove il passato sembra non voler cedere. Chiudendo il libro rimane la sensazione di aver attraversato una storia intensa, fatta di relazioni complesse e verità difficili da affrontare. Una lettura coinvolgente, capace di catturare fin dall’inizio e di accompagnare il lettore dentro un mondo solo apparentemente lontano, ma sorprendentemente familiare nelle sue dinamiche emotive.

Erica Cassano è nata a Maratea (PZ) il 19 agosto del 1998. È cresciuta tra Tortora Marina e Praia a Mare, ha vissuto a Napoli, Parigi, Torino. Attualmente abita a Genova. Quando le chiedono da dove viene la risposta è: una somma di tutti questi luoghi. Dopo il liceo classico ha conseguito la laurea triennale in Lettere Moderne e la magistrale in Filologia Moderna presso l’Università Federico II di Napoli. Ha frequentato un master in scrittura e narrazione a Torino. Ama ciò che riguarda i libri, l’arte, la fotografia e i gatti, di cui si è sempre circondata. Per Garzanti ha pubblicato anche La Grande Sete (2025). Duramadre è il suo secondo romanzo.

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