Titolo: Mary Shelley. La meravigliosa Creatura
Autore: Laura Guglielmi
Editore: Morellini
Pagine: 380
Anno di pubblicazione: 2026
Prezzo copertina: 23,00 €
Laura Guglielmi è nata a Sanremo e vive a Genova, dopo aver trascorso alcuni anni tra Roma e a Londra. Tra i suoi ultimi libri: Lady Constance Lloyd. L’importanza di chiamarsi Wilde (Morellini), in cui porta alla luce la figura della moglie di Oscar Wilde, a lungo rimasta nell’ombra, ma pioniera dei diritti delle donne; Italo Calvino e Sanremo, alla ricerca di una città scomparsa, un saggio narrativo che, attraverso i testi dello scrittore, ricostruisce una città sepolta sotto il cemento; e Le incredibili curiosità di Genova, che restituisce uno sguardo su oltre mille anni di storia della Superba. Ha lavorato per le pagine culturali de “Il Secolo XIX”. Ha collaborato anche con Radio Rai, “D – la Repubblica delle donne” e “TuttoLibri – La Stampa”. Si è specializzata nel rapporto tra letteratura e paesaggio e ha curato una mostra fotografica su Italo Calvino, approdata anche alla New York University. Coniuga ricerca storica e innovazione digitale: ha diretto una testata web (mentelocale) e insegnato giornalismo all’università di Genova. La trovate anche sul suo sito: www.lauraguglielmi.it.
Autore: Laura Guglielmi
Editore: Morellini
Pagine: 380
Anno di pubblicazione: 2026
Prezzo copertina: 23,00 €
Acquista su Amazon: https://link.amazon/B089omu8f
Nella speciale classifica dei libri più famosi e importanti della modernità ma che allo stesso tempo, in rapporto alla loro apicale notorietà, risultano tra i meno letti il Frankenstein o il moderno Prometeo, scritto da Mary Shelley, andrebbe sicuramente nel podio. Se fino a qualche anno fa questa nebbia percettiva si estendeva anche alla trama - Frankenstein confuso con la Creatura - oggi la misconoscenza avvolge, purtroppo, la sua autrice. Certo, abbiamo superato l'originale scandalo letterario di veder pubblicare il capolavoro gotico per eccellenza sotto falso nome maschile, eppure è innegabile che a distanza di due secoli Mary Shelley rimanga ancora sepolta sotto una coltre di falsi miti e lugubri suggestioni. Ecco allora che “Mary Shelley. La meravigliosa Creatura”, di Laura Guglielmi pubblicato da Morellini editore nella collana Femminile singolare prova a rendere giustizia a un'autrice così particolarmente decisiva per la cristallizzazione del canone occidentale moderno e, allo stesso tempo, ad una persona dalla vicende biografiche particolarmente tormentate.
Recensione a cura di Mario Turco
![]() |
| Fonte: https://www.cultura.trentino.it/ |
Il libro si inscrive all'interno di quel genere mai passato di moda ma che ultimamente è diventato uno dei maggiori cardini del mercato editoriale: la biografia romanzata. Mary Shelley. La meravigliosa Creatura fa raccontare infatti alla stessa scrittrice inglese le sue vicende in un rigoroso ordine cronologico, cadenzato da una precisa periodizzazione e da una successione fattuale che svela, a volte re-immaginandoli o facendone dare alla sua stessa narratrice un'interpretazione particolare, i lati più oscuri della sua esistenza errabonda e segnata da molteplici lutti. Le oltre 370 pagine di quello che può essere etichettato come un vero e proprio romanzo melodrammatico restituiscono quindi, nella prima persona traslata con un pensiero forse un tantino troppo contemporaneo da Guglielmi, la storia di una figura quasi mitica fin dai suoi primi vagiti: Shelley infatti nacque dal matrimonio tra Mary Wollstonecraft, la prima scrittrice femminista e autrice del libello “Rivendicazione dei diritti della donna”, e il filosofo libertario William Godwin. I primi capitoli del libro descrivono con partecipata attenzione il legame dell'autrice del Frankenstein con i suoi preclari genitori e soprattutto l'influsso della madre che, sebbene morta per setticemia dieci giorni dopo la nascita della figlia, fu l'egida forse principale di tutti i suoi 53 anni. Ecco che Guglielmi, un po' per eccesso di generosità simpatetica (come rivelato nei Ringraziamenti finali, Shelley è stata uno dei suoi punti di riferimenti culturali sin dall'università) e un po' per bulimia memoriale (una sforbiciata a qualche amicizia o qualcuno dei suoi amanti avrebbe fatto bene al ritmo del racconto) fa nell'arco dei tanti capitoli una descrizione minuziosa dei sentimenti della sua protagonista, con la volontà di portare sulla pagina scritta il punto di vista di una donna che fu ben più della compagna di uno dei massimi poeti romantici britannici, quel Percy Bysshe Shelley oggi famoso grazie proprio al suo prezioso lavoro di curatela.
![]() |
| Fonte: https://media.gqitalia.it/ |
In questo senso il libro funziona molto bene perché oltre a non omettere con coraggio anche le critiche - la selezione delle opere che ne espunse gli afflati più rivoluzionari per non incorrere nelle censure di un mercato non pronto ad accogliere i messaggi di ateismo e ribellione politica - recupera con efficacia anche altre opere meritevoli di riscoperta pubblica della scrittrice, come l'apocalittico "L'ultimo uomo" e lo storico "Walperga" lodato anche dal maestro del genere Walter Scott. La scelta di fare di Mary Shelley. La meravigliosa Creatura l’epopea personale di una singola voce priva forse il libro di qualche cerchio concentrico che sarebbe stato interessante allargare: la celeberrima estate stregata di Villa Diodati nel 1816 e la figura ingombrante di Lord Byron avrebbero necessitato rispettivamente di un commento più attento di quella di una diciottenne in fuga dall’Inghilterra e di strali meno avvelenati di un’amante mancata. L’ultima fatica di Guglielmi, al netto di queste critiche, rimane comunque un libro lodevole che merita di essere letto per lo scavo bibliografico e itinerante (molto bello il resoconto finale delle tappe del viaggio) fatto dalla sua autrice.


