GIANO
I LIBRI DELLA CIVETTA
I LIBRI DELLA CIVETTA
Nasce una collana di culto per il noir di qualità, per il romanzo criminale che diventa letteratura, per i grandi gialli italiani e stranieri. Livres de chevet in formato agevole e in una veste elegante. Libri destinati a diventare la biblioteca personale di ogni amante della suspense. Bestseller per un vasto pubblico di lettori a meno di 14,00 euro
Titolo: Il peccato
Autore: Francisco Gonzalez Ledesma
Editore: Giano
Pagine: 432
Anno di pubblicazione: 2012
Prezzo copertina: 13,99 €
Autore: Francisco Gonzalez Ledesma
Editore: Giano
Pagine: 432
Anno di pubblicazione: 2012
Prezzo copertina: 13,99 €
Un signore distinto muore in un bordello di lusso e per evitare scandali viene portato in strada e messo, seduto, su una panchina della piazza. Compaiono due uomini vestiti da prete, prendono il defunto come se stesse dormendo, e lo caricano su un’auto. Una donna assiste alla scena. Questo è il sorprendente inizio di Il peccato, e ancora una volta a investigare sul caso è Méndez, che dovrà nascondere la scomparsa di Paco Rivera, morto in un postribolo d’alto bordo, frequentato da personaggi molto potenti. Poco più tardi, un altro omicidio, perpetrato in modo ripugnante, porta a galla una rete sotterranea in cui sono coinvolte parecchie personalità in vista. E fortuna che lui, Méndez, non ha paura dei «poteri forti». Perché questa volta non si tratta di delitti qualsiasi, ma di crimini che coinvolgono banchieri, uomini politici e non solo. Crimini che Méndez dipana come un’oscena trama del male che alberga nella natura umana.
Francisco González Ledesma è nato a Barcellona nel 1927. A 21 anni ha vinto il Premio Internazionale per il Romanzo con Tiempo de venganza assegnato
da una giuria in cui erano presenti Somerset Maugham e Walter Starkie.
Durante il franchismo ha scritto una serie di romanzi, censurati dal
regime, che gli hanno permesso di ottenere il Premio Planeta e per ben
due volte il Premio Mystère per il migliore romanzo straniero pubblicato
in Francia. Caporedattore di «La Vanguardia», ha scritto, tra l’altro, Cronica sentimental en rojo, Premio Planeta 1984, e Soldados. Con lo pseudonimo di Enrique Moriel, ha scritto La ciudad sin tiempo. Con Giano ha pubblicato Mistero di strada, che ha avuto uno straordinario successo di pubblico e di critica e ha vinto il Premio Novela Negra 2007, Storia di un dio da marciapiede (2009) e La dama del Kashmir (2009).
Titolo: Le vacanze di un serial killer
I Destrooper sono in partenza per una villeggiatura sulla costa del mare del Nord, senza immaginare a quale girandola di sventure stanno andando incontro. Alfonse, il capofamiglia, ha una grande passione: la macchina. Le dedica la maggior parte del suo tempo libero ed è di un kitsch assoluto: cerchi in lega dorata, volante in pelle di zebra, coprisedili leopardati e un impianto stereo da sfondare i timpani. Guai a chi gliela tocca! Sua moglie Josette, a parte un cappello che sembra un lampadario e l’intenzione di spassarsela in un dolce relax fatto di spiaggia e di shopping, non sembra avere in testa molto altro. E i due figli adolescenti, Steven e Lourdes, smettono di riprendere tutto con la telecamera solo quando si tratta di fumare uno spinello. Infine, a bordo della sua vecchia roulotte agganciata alla macchina, c’è la nonna, ovvero la detestata suocera di Alfonse, esuberante e imprevedibile, che non disdegna affatto di farsi una sveltina con chi le capita a tiro. La vacanza prende subito una brutta piega: lungo la strada un motociclista infila una mano dentro la macchina e scippa la borsa di Josette contenente tutto il denaro delle ferie, e la roulotte si sgancia con la nonna dentro senza che gli altri se ne rendano conto. A complicare il quadro c’è la bella idea di Steven. Con la complicità della sorella s’infila nelle toilette di un autogrill per rubare qualche scena triviale posizionando la telecamera in modo invisibile; ma una volta risaliti in macchina, i due ragazzi si accorgono di avere ripreso un cadavere riverso sul pavimento. E non un cadavere qualsiasi! È il motociclista che ha scippato la madre! È solo l’inizio. Omicidi, tradimenti, alberghi allagati e occultamenti di cadaveri, nonché un biglietto milionario della lotteria che passa di mano in mano, sono gli ingredienti principali pronti a condire di sciagure la vacanza dei Destrooper. Corrosivo, scorretto, grottesco, irresistibile, sostenuto da dialoghi serrati ed espliciti, Vacanze di un serial killer ha dominato le classifiche dei libri più venduti in Francia, descrivendo le manie, le pose, le frustrazioni, le miserie, gli smacchi e le spavalderie di una qualsiasi famiglia del nostro tempo.
Nadine Monfils è belga e vive a Montmartre. Ha scritto una quarantina di romanzi, tra cui due gialli di notevole successo, Monsieur Émile e Une petite douceur meurtrière, entrambi editi da Gallimard. Regista, ha diretto Madame Édouard, in cui mette in scena il commissario Léon, già protagonista di una sua serie poliziesca che oggi compare in alcune antologie delle scuole superiori. Ha inoltre pubblicato con Belfond Babylone Dream, premio Polar 2007, Nickel Blues, premio Lycéens de Bourgogne 2008, Tequila frappée(2009) e Coco givrée, premio Ville de Limoges 2010.
Autore: Nadine Monfalis
Editore: Giano
Pagine: 240
Anno di pubblicazione: 2012
Prezzo copertina: 12,00 €
Editore: Giano
Pagine: 240
Anno di pubblicazione: 2012
Prezzo copertina: 12,00 €
I Destrooper sono in partenza per una villeggiatura sulla costa del mare del Nord, senza immaginare a quale girandola di sventure stanno andando incontro. Alfonse, il capofamiglia, ha una grande passione: la macchina. Le dedica la maggior parte del suo tempo libero ed è di un kitsch assoluto: cerchi in lega dorata, volante in pelle di zebra, coprisedili leopardati e un impianto stereo da sfondare i timpani. Guai a chi gliela tocca! Sua moglie Josette, a parte un cappello che sembra un lampadario e l’intenzione di spassarsela in un dolce relax fatto di spiaggia e di shopping, non sembra avere in testa molto altro. E i due figli adolescenti, Steven e Lourdes, smettono di riprendere tutto con la telecamera solo quando si tratta di fumare uno spinello. Infine, a bordo della sua vecchia roulotte agganciata alla macchina, c’è la nonna, ovvero la detestata suocera di Alfonse, esuberante e imprevedibile, che non disdegna affatto di farsi una sveltina con chi le capita a tiro. La vacanza prende subito una brutta piega: lungo la strada un motociclista infila una mano dentro la macchina e scippa la borsa di Josette contenente tutto il denaro delle ferie, e la roulotte si sgancia con la nonna dentro senza che gli altri se ne rendano conto. A complicare il quadro c’è la bella idea di Steven. Con la complicità della sorella s’infila nelle toilette di un autogrill per rubare qualche scena triviale posizionando la telecamera in modo invisibile; ma una volta risaliti in macchina, i due ragazzi si accorgono di avere ripreso un cadavere riverso sul pavimento. E non un cadavere qualsiasi! È il motociclista che ha scippato la madre! È solo l’inizio. Omicidi, tradimenti, alberghi allagati e occultamenti di cadaveri, nonché un biglietto milionario della lotteria che passa di mano in mano, sono gli ingredienti principali pronti a condire di sciagure la vacanza dei Destrooper. Corrosivo, scorretto, grottesco, irresistibile, sostenuto da dialoghi serrati ed espliciti, Vacanze di un serial killer ha dominato le classifiche dei libri più venduti in Francia, descrivendo le manie, le pose, le frustrazioni, le miserie, gli smacchi e le spavalderie di una qualsiasi famiglia del nostro tempo.
Nadine Monfils è belga e vive a Montmartre. Ha scritto una quarantina di romanzi, tra cui due gialli di notevole successo, Monsieur Émile e Une petite douceur meurtrière, entrambi editi da Gallimard. Regista, ha diretto Madame Édouard, in cui mette in scena il commissario Léon, già protagonista di una sua serie poliziesca che oggi compare in alcune antologie delle scuole superiori. Ha inoltre pubblicato con Belfond Babylone Dream, premio Polar 2007, Nickel Blues, premio Lycéens de Bourgogne 2008, Tequila frappée(2009) e Coco givrée, premio Ville de Limoges 2010.
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