Recensione: NON RICORDO SE HO UCCISO di Alice Laplante

Titolo: Non ricordo se ho ucciso  
Autore: Alice Laplante  
Editore: Fazi  
Pagine: 299
Anno di pubblicazione: 2012    
Prezzo copertina: 17,00 €

Recensione a cura di Gabriele Farina

Davvero un esordio sorprendente quello di Alice Laplante, con un romanzo che è uno dei viaggi introspettivi più profondi che mi sia mai trovato davanti.
Non ricordo se ho ucciso parte da un assunto narrativo decisamente estremo e riesce a mantenerlo fino (quasi) alla fine.
 

Provate a pensare ad un libro scritto (o ad un racconto fatto) da una donna malata di Alzhaimer. Sarebbe un racconto spezzettato, pieno di ripetizioni, con dei buchi enormi, con nomi che mancano, personaggi che non si riconoscono, che appaiono e scompaiono, che cambiano ruolo continuamente.

Bhe... Laplante fa proprio questo!
Mette la penna in mano a Jennifer, stimata chirurgo della mano prepensionata proprio per la sua malattia, e lascia che sia lei a raccontare la vicenda.
E la narratrice ci parla di quel che ricorda, quando e se lo ricorda.
Così viene fuori la storia della sua vita, i suoi due figli, suo marito, il rapporto controverso con Amanda, la sua amica di sempre.
Ma la forza del romanzo è evidentemente il modo in cui tutto viene narrato.
Anche la scelta di usare paragrafi piccoli, saltando continuamente da un evento all'altro, da un ricordo al successivo (magari fallace) seguendo i salti della protagonista.
Ed in tutto questo c'è il giallo, perchè Amanda è stata uccisa e le sono state recise (guarda un po'!) le dita con precisione chirurgica.
Il problema naturalmente è che Jennifer non ha la minima idea se abbia o meno commesso il delitto, anzi per la maggior parte del tempo nemmeno ricorda che il delitto sia stato commesso e spesso non sa neanche chi sia questa Amanda (o i suoi figli, o la donna che la assiste, o la detective che continuamente si presenta a casa sua). 

Laplante è brava a reggere il gioco per tutto il romanzo e a farci fare un viaggio devastante nel cuore della malattia. Si perde solo un po' sul finale, quando per raccontarci poi come si conclude l'indagine fa compiere a Jennifer azioni sinceramente un po' troppo estreme (ma in fondo siamo in un romanzo, no?)
 
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