Recensione: ZERO di Anna Starobinec

Titolo: Zero
Autore: Anna Starobinec
Editore: Atmosphere Libri
Pagine: 336
Anno di pubblicazione: 2012
Prezzo copertina: 16,00 €

Recensione a cura di Beatrice Pagan

"Niente morte" è diventato il saluto ufficiale in un mondo in cui esistono solo 3 miliardi di persone, non un individuo in più non uno di meno, e la fine della vita non esiste, sostituita da una pausa di cinque secondi dopo la quale si rinasce, replicando i codici genetici all'infinito. Questa è la dimensione in cui ci conduce la scrittrice Anna Starobinec: una realtà indissolubilmente legata ad un sistema informatico che collega ogni essere umano, permettendo di interagire in una realtà virtuale, spazio preferito alla desolazione delle strade e città. A spezzare per sempre questo equilibrio è il concepimento di un bambino dal codice genetico unico, non una semplice reincarnazione, chiamato Zero.

Attraverso un racconto in prima persona, si rivive l'infanzia di Zero, la sua disperazione per l'allontanamento della madre, il suo inserimento in una struttura di recupero per chi in passato, e anche in futuro, è destinato a infrangere la legge del Vivente, e la sua lotta per una normalità tanto distante. La quotidianità in cui è immerso Zero è una società opprimente, in cui le libertà individuali sono annullate in nome di un'entità superiore, il legame con la natura spezzato per sempre e le emozioni più intense dimenticate, assopite in un mondo senza amore e legami affettivi.

Zero, fin da prima della sua nascita, diventa quindi l'anomalia del sistema a cui affidare le speranze per un mondo migliore, o in cui riflettere i propri dubbi e timori. 

Anna Starobinec è una narratrice dalle ottime qualità di scrittura; nonostante una struttura molto frammentata e dal linguaggio spesso "tecnico" e a tratti ostico, il romanzo risulta scorrevole e molto interessante. Gli sviluppi inaspettati di cui è disseminata la storia contribuiscono alla buona riuscita del romanzo, mantenendo alta l'attenzione dalle prime alle ultime pagine.

L'influenza di alcuni capolavori della fantascienza, letterari e cinematografici, è evidente, ma questo non influisce in maniera negativa sulla fruibilità dell'opera. Il personaggio di Cracker e il sistema informatico alla base dell'intera società in cui si svolgono gli eventi hanno, infatti, molti punti di contatto con l'idea alla base di Matrix e le avventure ideate dai fratelli Wachowsky, ma la scrittrice russa mantiene una sua originalità nel mantenere stretti i legami con la realtà e le strutture sociali contemporanee. 
Il mondo in cui vive Zero diventa, grazie alla sua inventiva, un riassunto degli effetti negativi causati da una società oppressiva e da un sistema politico autoritario, in cui la cieca fede e obbedienza ai precetti imposti è l'unico modo possibile di vivere. Chiunque si discosti dalla normalità diventa reietto, escluso e destinato a perdere persino le libertà individuali.

L'autrice, con Zero, lancia un grido di accusa ben definito e diretto nei confronti dei rischi che si nascondono dietro il progressivo allontanamento da una vita che tenga in considerazione le leggi naturali che da sempre regolamentano l'universo, e ci ricorda che diventare immortali non è la soluzione ai nostri problemi, ma solo un modo per ripetere ciclicamente errori. La bravura della scrittrice nel far addentrare i lettori nella mente dei protagonisti, mettendo nella giusta prospettiva le scelte e le azioni di Cleo, Cerbero, Elf e persino quelle del Consiglio, è la chiave del successo del romanzo, diventato con merito un bestseller in patria.

Non è certo una visione ottimista quella di Anna Starobinec: il libero arbitrio non è forse la chiave della felicità umana, ma c'è sempre spazio per la speranza di un cambiamento definitivo.

L'AUTRICE

Anna Starobinec è nata a Mosca nel 1978. Lavora come giornalista nei principali quotidiani russi, tra cui «Gazeta.ru», e come curatrice della sezione cultura presso la prestigiosa rivista «Ekspert». Nel 2005, la Starobinec pubblica la sua prima collezione di racconti brevi mistici dal titolo Переходный: da allora è considerata dalla critica “la regina dell'horror russo”. In Italia la sua raccolta Paura è stata pubblicata da ISBN edizioni nel 2006. Il suo ultimo romanzo distopico Живущий, sarà pubblicato in Italia con il titolo Zero, dal nome del protagonista; è stato finalista, nel 2011, al più importante premio di letteratura russa, il National Bestseller.

PUOI ACQUISTARE IL LIBRO QUI

POST PIU' POPOLARI DELL'ULTIMO MESE

Il trailer di “Mio zio Jens” di Brwa Vahabpour, nelle sale italiane dal 1 ottobre grazie a Cineclub Internazionale Distribuzione

Amalia, l'obliqua, Un cuore bianco come un chicco di riso, Jane e la pazzia di Lord Byron. Le indagini di Jane Austen: novità in libreria tra il 25 e il 28 agosto

La bellezza dell'asino e altri racconti, La lunga estate dei gelsomini, Evelina non è pazza per niente, Domani uccideranno Daniel: novità in libreria dal 1 settembre

Il trailer di "Rider", il nuovo progetto scritto e diretto da Roan Johnson e Davide Pavanell, al cinema dall'8 ottobre

Recensione: I bambini e la musica. Crescere con i suoni, di Alessandro Mazzetta, Giulia Spurio e Tullio Visioli

Chiamami col tuo nome. Il graphic novel, City of Mirth and Malice, The most dangerous games. Gioca o muori e altre novità in libreria dal 1 settembre

First Lady per caso, Il funerale, La cena degli inganni: novità Newton Compton in libreria dal 25 agosto

Recensione: Trasformazioni. Licantropie e altre terribili metamorfosi, a cura di Michela Pollutri con la collaborazione di Andrea Gide

Recensione: Drammaturgie sonore. Per un teatro musicale dentro e fuori la scuola, di Antonio Giacometti in collaborazione con Paola Brani