lunedì 17 marzo 2014

Recensione: LA DAMA ROSSA di Giada Trebeschi

Titolo: La dama rossa
Autore: Giada Trebeschi
Editore: Mondadori
Pagine: 228
Anno di pubblicazione: 2014
Prezzo copertina: 16,50 €

 

1938. La giovane storica dell'arte Letizia Cantarini è responsabile dei lavori di ristrutturazione di palazzo Biraghi, a Poggio Catino, quando viene rinvenuto una stanza segreta contenente uno scheletro, probabilmente quello di una donna murata viva. Una scoperta che inaspettatamente suscita l'attenzione del governo fascista che, intravedendo la possibilità di mettere le mani sul leggendario "tesoro degli Olgiati", la famiglia a cui apparteneva il palazzo, decide di inviare alcuni uomini per tener d'occhio la dottoressa e i suoi aiutanti. Una situazione che induce la studiosa a nascondere alcune carte rinvenute nella stanza, le uniche in grado di far luce sui segreti della "dama rossa".

Lo scheletro di Poggio Catino rinvenuto nel 1933
Ben presto, tuttavia, la situazione precipita e Letizia, dopo essere stata accusata ingiustamente di omicidio, riesce a scappare solo grazie all'aiuto del capitano de' Risis, proprio l'uomo incaricato di controllarla di cui finisce per innamorarsi. Braccati dai fascisti e proiettati in una corsa contro il tempo, la dottoressa e il suo amico Alessandro dovranno risolvere diversi enigmi per venire a capo del mistero, potendo contare solo sull'aiuto del capitano...

La dama rossa, romanzo d'esordio di Giada Trebeschi, è un avvincente thriller alla Dan Brown che prende spunto da un'interessante vicenda storica: il ritrovamento, nel 1933, di un misterioso scheletro in un palazzo baronale di Poggio Catino (vedi foto). Spostando la vicenda nel 1938, anno in cui il duce emana le leggi razziali, l'autrice riporta in auge il clima di terrore imposto dal regime fascista attraverso violenze e soprusi. Un'atmosfera che rende ancora più avvincente e suggestiva la "caccia al tesoro" dei protagonisti che, come vuole la tradizione "browniana", sono costretti a decifrare complessi enigmi per arrivare alla meta.

Mosè - Basilica di San Pietro in Vincoli (Roma)
Misteri, enigmi, inseguimenti, fughe, sparatorie, continui colpi di scena e un ritmo serrato tengono il lettore con il fiato sospeso dalle prime pagine fino all'epilogo. Il linguaggio semplice della Trebeschi rende la lettura scorrevole e il libro si legge in poche ore. Tra gli aspetti meno convincenti, invece, l'eccessiva dicotomia tra buoni (antifascisti) e cattivi (fascisti), fin troppo semplicistica, e in generale la stereotipizzazione dei personaggi, la cui credibilità traballa in diverse occasioni; un problema questo abbastanza diffuso nella produzione di genere, in cui la caratterizzazione dei personaggi passa spesso in secondo piano. Così come appare fin troppo scontata la love story tra il bel capitano e la storica dell'arte.

Detto questo, il romanzo della Trebeschi rappresenta comunque un ottimo esordio e fornisce "pane per i denti" a tutti gli appassionati dell'avventura e dei thriller storici alla Dan Brown. Consigliato!

L'AUTRICE
Giada Trebeschi è nata a Reggio Emilia nel 1973. Scrittrice di testi teatrali e attrice, ha conseguito il dottorato in Storia ed è un'appassionata ricercatrice. Nel 2012 ha esordito in Spagna con La dama roja, pubblicato da Algaida. Vive e lavora in Svizzera.

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