Recensione: La porta delle stelle, di Ingvild H. Rishøi

Titolo:
La porta delle stelle
Autore: Ingvild H. Rishøi
Editore: Iperborea
Pagine: 160
Anno di pubblicazione: 2024
Prezzo copertina: 17,00 €

Recensione a cura di Luigi Pizzi

"La porta delle stelle" si svolge durante il Natale a Oslo e segue la storia di Ronja, una bambina di dieci anni, e sua sorella maggiore Melissa, che cercano di affrontare la difficile situazione familiare causata dall'instabilità del padre, disoccupato e alcolizzato. La loro vita è segnata dalla precarietà economica, ma un barlume di speranza appare quando il padre trova lavoro temporaneo come venditore di alberi di Natale. Questo porta momentaneamente sollievo e una parvenza di normalità alla loro vita: il frigorifero si riempie e la casa sembra un po' più calda, sia metaforicamente che letteralmente. Tuttavia, la speranza viene presto infranta quando il padre scompare di nuovo per andare al pub, lasciando le figlie sole a dover gestire il peso della sopravvivenza quotidiana. In questo momento cruciale, Melissa, pur essendo solo un'adolescente, si dimostra responsabile e prende il posto del padre al chiosco degli alberi di Natale, lavorando prima e dopo la scuola per mantenere la famiglia. Ronja, la più giovane, riesce a conquistare i clienti con il suo carattere solare, portando un po' di calore nei freddi pomeriggi di dicembre. Insieme, le sorelle sognano una vita migliore, fatta di gentilezza e abbondanza, ma comprendono anche quanto sia fragile il loro equilibrio familiare e quanto sia difficile superare le loro circostanze.


"La porta delle stelle" è una favola natalizia che rievoca le atmosfere di Lindgren, Dickens e Andersen e cattura perfettamente l'innocenza e la speranza dei bambini, mentre esplora temi profondi come la povertà, l'abbandono, l'alcolismo, la responsabilità precoce e il legame indissolubile tra le sorelle. Infatti, nonostante le difficoltà, l'amore familiare e la determinazione delle due ragazze emergono come elementi centrali della narrazione. I personaggi principali sono descritti con una delicatezza emotiva che rende palpabile il dolore e la loro determinazione. Ronja rappresenta la speranza e l'innocenza di un bambino che ancora crede nella bontà del mondo e nel potere del Natale di sistemare tutto. Melissa, invece, è costretta a confrontarsi con la durezza della realtà, assumendosi responsabilità molto più grandi della sua età. Il padre è una figura tragica, amato dalle figlie nonostante i suoi difetti, simbolo della precarietà che le due ragazze devono affrontare ogni giorno​. La prosa di Rishøi si fa apprezzare per la sua bellezza minimalista e la capacità di evocare emozioni intense con pochi dettagli ben scelti. La scrittura è semplice ma incisiva, e la narrazione in prima persona di Ronja, con la sua innocenza, rende la narrazione ancora più toccante. L'autrice riesce a bilanciare il realismo sociale con tocchi di magia, creando una narrazione coinvolgente che lascia il lettore con un misto di tristezza e speranza​​. Una magia sottile, radicata nel potere trasformativo dell'immaginazione e della bontà umana, piuttosto che nei classici elementi fantastici, ma altrettanto toccante e profonda. In definitiva, "La porta delle stelle" è un racconto breve ma intenso che si distingue per il suo potere emotivo e la delicatezza con cui tratta argomenti difficili; un'opera che ha tutte le caratteristiche per poter diventare un classico moderno natalizio.

Ingvild H. Rishø, nata nel 1978, è una delle più importanti scrittrici norvegesi contemporanee. Ha conquistato i lettori con la sua narrazione essenziale ma potente, con un occhio attento per le meraviglie della vita quotidiana e per i personaggi vulnerabili ai margini della società. Le sue storie rievocano le atmosfere di grandi scrittori del passato come Astrid Lindgren, H.C. Andersen e Charles Dickens. I suoi libri, pubblicati in oltre venti paesi, hanno ottenuto numerosi riconoscimenti, tra cui il Premio Brage, il Premio della critica e il Premio Dobloug dell’Accademia svedese.

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