mercoledì 8 luglio 2015

Recensione: XXI SECOLO di Paolo Zardi

Titolo: XXI secolo
Autore: Paolo Zardi
Editore: Neo Edizioni
Pagine: 160

Anno di pubblicazione: 2015
Prezzo copertina: 11,05 €


Recensione a cura di Eleonora Cocola


In un futuro imprecisato ma non troppo lontano l’Europa è in ginocchio, prostrata dalla crisi economica. Si vive nella povertà, nello squallore, ci si ammala più facilmente; non c’è neanche più la speranza che esca il sole – piove incessantemente. Un uomo (il suo nome non lo scopriremo mai, anche se è il protagonista del romanzo) si ritrova a gestire da solo i due figli di tredici e sette anni: sua moglie Eleonore è stata colpita da un ictus ed è in coma.
Per puro caso trova un cellulare che è stato di Eleonore, pieno di messaggi e foto compromettenti, testimoni di una relazione extraconiugale della donna: il protagonista si ritrova a fare i conti con il misterioso passato di sua moglie, e inizia un viaggio a tentoni nel passato della donna. Vuole scoprire che cosa la aveva portata ad avere un amante al di fuori di quel matrimonio che a lui sembrava così felice.

Il futuro immaginato da Paolo Zardi in XXI secolo è troppo squallido per essere tragico; è profondamente distopico, ma privo invenzioni di stampo fantascientifico alla Orwell o alla Dick: è molto più realistico, e questo lo rende estremamente inquietante. Sembra quasi che l’autore semplicemente si sia chiesto: «Come sarebbe il mondo se le cose, dal punto di vista economico, sociale, culturale, non facessero che peggiorare?». E per risposta abbia scritto questo libro.

È un libro di assenza: c’è un protagonista senza nome e una co-protagonista, Eleonore, addormentata, che non parla e non agisce, come un’ombra. Lui tira avanti vendendo sistemi di depurazione dell’acqua per uso domestico, un’ultima roccaforte di purezza in un mondo dichiaratamente impuro. Prima che sua moglie entrasse in coma, anche se le cose andavano male un po’ per tutti, lui si riteneva fortunato: col suo lavoro riusciva a mantenere una famiglia che riteneva felice. La doppia vita di sua moglie è il crollo delle illusioni: si rende conto di aver vissuto una sorta di vita immaginaria, di non aver mai comunicato con Eleonore, e tantomeno di averla capita. Eppure l’ha amata, anzi la ama ancora, e questo amore è tutto ciò che gli rimane dopo che il resto è crollato. Anche se dorme, anche se non parla e non si muove, anche se di lei sappiamo pochissimo, è Eleonore a muovere le azioni del marito, tutte volte a scoprire la verità: lui parla con qualche amica di Eleonore, con sua madre e con la sorella Emma (anche lei evanescente), ma i suoi tentativi sono vani. Alla fine si reca in Austria nella casa in cui era nata la moglie, e come compagno di viaggio sceglie un altro essere non parlante, il cagnolino che Eleonore aveva adottato in segreto.

Niente serve a sbrogliare la matassa, e tutto ciò che gli resta è il corpo inerte di sua moglie e l’idea «l’amore, quel lusso così borghese, era diventato una complicità turpe e commovente tra sopravvissuti», come affermato all’inizio del romanzo.

L'AUTORE
Paolo Zardi, nato a Padova nel 1970, ingegnere, sposato, due figli, ha esordito nel 2008 con un racconto nell’antologia Giovani cosmetici (Sartorio). Successivamente ha pubblicato le raccolte di racconti Antropometria (Neo Edizioni, 2010) e Il giorno che diventammo umani (Neo Edizioni, 2013), spingendo molti a definirlo il miglior scrittore italiano di racconti vivente. Suoi il romanzo La felicità esiste (Alet, 2012) e il romanzo breve Il Signor Bovary (Intermezzi, 2014). Ha partecipato a diverse raccolte di racconti (Caratteri Mobili, Piano B, Ratio et Revelatio, Hacca, Psiconline, Galaad, Neo Edizioni) e suoi racconti sono stati pubblicati su Primo Amore, Rivista Inutile e nella rivista Nuovi Argomenti. È il primo autore italiano ad essere stato tradotto e pubblicato dalla rivista Lunch Ticket dell’Università di Antioch (Los Angeles) con il racconto “Sei minuti” in Antropometria, con la traduzione di Matilde Colarossi. Cura il seguitissimo blog grafemi.wordpress.com.

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