18 dicembre 2020

Recensione: Doni di Natale, di Evelina Cattermole, Luigi Milani e Giuseppe Gioachino Belli

Titolo:
Doni di Natale
Autore: Evelina Cattermole, Luigi Milani, Giuseppe Gioachino Belli
Editore: Graphe.it
Anno di pubblicazione: 2020
Prezzo copertina: 7,00 €

Recensione a cura di Marika Bovenzi

Per questo Natale 2020 alla collezione natalizia di racconti, non potevano mancare quelli della Graphe.it edizioni che come ogni anno regalano ai lettori delle storie tascabili pregne di significato e altruismo. Come primo volume, ho letto Doni di Natale, un libriccino contenente una poesia del Belli e due narrazioni: la prima è di Contessa Lara, una poetessa italiana del 1800, che in Miracolo di Natale ci racconta la storia di Carminuccia, una bambina che nella Firenze ottocentesca vende fiammiferi per guadagnare soldi e portarli alla zia Betta, un’anziana signora che la maltratta affinché chieda l’elemosina. La sera della Vigilia di Natale la piccola riesce a racimolare solo pochi spiccioli, così piuttosto che ritornare a casa e prendere botte dalla donna che vive con lei, decide di accamparsi alle scale di una chiesa e restare al freddo abbandonata da tutti. Fortuna vuole che sul suo cammino incontri una donna ricca che pur di farla tornare a casa, al caldo, le regala diverse monete di oro e non pochi spiccioli. La bambina una volta ritornata al focolaio domestico penserà di aver incontrato la Madonna. 


Il secondo racconto invece è scritto da Luigi Milani, e si intitola Messaggio di Natale e ci narra la storia di un povero uomo di nome Lazzaro, un tempo un ingegnere di successo che, a causa di cattivi investimenti, aveva perso la sua piccola società, e pur di ripagare i suoi impiegati aveva dato fondo ai suoi averi, perso sua moglie e sua figlia, e finito per fare il barbone per strada. La sera della Vigilia di Natale, dopo un giro immenso per la città di Roma, decide di accamparsi nel boschetto vicino alla sua casa di un tempo dove vivevano ancora ex moglie e figlia. Li, al freddo estremo perde i sensi per poi risvegliarsi tempo dopo in ospedale con accanto sua figlia piccola e Vincenzo, il suo braccio destro quand’era ancora a capo dell’azienda. Quest’ultimo gli comunica che grazie ad un messaggio di Natale possono ripartire da zero e ritornare alla vita di prima.


Lo stile del libello è diverso per le due storie: la prima ha un gusto classicista e usa un linguaggio più formale e elegante; mentre la seconda ha una struttura linguistica più diretta e comprensibile. La cosa che accomuna entrambi i racconti invece, è quella magia natalizia pregna di miracoli e azioni buone che capitano ai più sfortunati, e pur essendo ambientati in due secoli differenti, ci dimostrano come “fare del bene” sia sempre qualcosa non spinto dalle mode del momento, ma dalla volontà di aiutare il prossimo. Personalmente, penso che sia Contessa Lara che Luigi Milani vogliano in qualche modo ringraziare tutte quelle anime che in un mondo violento e indifferente ai problemi altrui, spendono del tempo per i meno fortunati cercando- nel limite delle loro possibilità-di donare conforto e un pizzico di felicità. In conclusione è una piccola raccolta ben fatta che consiglio a tutti quelli che credono nella parte buona dell’umanità.