Dal 21 dicembre al 9 gennaio al teatro Quirino di Roma va in scena "Il malato immaginario" di Molière, regia di Guglielmo Ferro
21 dicembre 9 gennaio
Compagnia Molière
La Contrada Teatro Stabile di Trieste presentano
NOTE DI REGIA
Il teatro come finzione, come strumento per dissimulare la realtà, fa il paio con l'idea di Argante di servirsi della malattia per non affrontare "i dardi dell’atroce fortuna”. Il malato immaginario ha più paura di vivere che di morire, e il suo rifugiarsi nella malattia non è nient’altro che una fuga dai problemi, dalle prove che un’esistenza ti mette davanti. La tradizione, commettendo forse una forzatura, ha accomunato la malattia con la vecchiaia, identificando di conseguenza il ruolo del malato con un attore anziano o addirittura vecchio, ma Molière lo scrive per se stesso quindi per un uomo sui 50 anni, proprio per queste ragioni un grande attore dell'età di Emilio Solfrizzi potrà restituire al testo un aspetto importantissimo e certe volte dimenticato. Il rifiuto della propria esistenza. La comicità di cui è intriso il capolavoro di Molière viene così esaltata dall’esplosione di vita che si fa tutt’intorno ad Argante e la sua continua fuga attraverso rimedi e cure di medici improbabili crea situazioni esilaranti. Una comicità che si avvicina al teatro dell’assurdo. Molière, come tutti i giganti, con geniale intuizione anticipa modalità drammaturgiche che solo nel ‘900 vedranno la luce. Si ride, tanto, ma come sempre l’uomo ride del dramma altrui.
Guglielmo Ferro
MAR 21-dic-21 21
MER 22-dic-21 21
GIO 23-dic-21 17
VEN 24-dic-21 RIPOSO
SAB 25-dic-21 21
DOM 26-dic-21 18
LUN 27-dic-21 RIPOSO
MAR 28-dic-21 21
MER 29-dic-21 19
GIO 30-dic-21 17
VEN 31-dic-21 18 e 21
SAB 01-gen-22 21
DOM 02-gen-22 17
LUN 03-gen-22 RIPOSO
MAR 04-gen-22 21
MER 05-gen-22 21
GIO 06-gen-22 17
VEN 07-gen-22 21
SAB 08-gen-22 17 e 21
DOM 09-gen-22 17
Compagnia Molière
La Contrada Teatro Stabile di Trieste presentano
EMILIO SOLFRIZZI
IL MALATO IMMAGINARIO
di Molière
IL MALATO IMMAGINARIO
di Molière
con LISA GALANTINI, ANTONELLA PICCOLO, SERGIO BASILE, VIVIANA ALTIERI, CRISTIANO DESSI', PIETRO CASELLA, CECILIA D’AMICO, ROSARIO COPPOLINO
costumi Santuzza Calì
scenografie Fabiana Di Marco
musiche Massimiliano Pace
adattamento e regia GUGLIELMO FERRO
scenografie Fabiana Di Marco
musiche Massimiliano Pace
adattamento e regia GUGLIELMO FERRO
Il teatro come finzione, come strumento per dissimulare la realtà, fa il paio con l'idea di Argante di servirsi della malattia per non affrontare "i dardi dell’atroce fortuna”. Il malato immaginario ha più paura di vivere che di morire, e il suo rifugiarsi nella malattia non è nient’altro che una fuga dai problemi, dalle prove che un’esistenza ti mette davanti. La tradizione, commettendo forse una forzatura, ha accomunato la malattia con la vecchiaia, identificando di conseguenza il ruolo del malato con un attore anziano o addirittura vecchio, ma Molière lo scrive per se stesso quindi per un uomo sui 50 anni, proprio per queste ragioni un grande attore dell'età di Emilio Solfrizzi potrà restituire al testo un aspetto importantissimo e certe volte dimenticato. Il rifiuto della propria esistenza. La comicità di cui è intriso il capolavoro di Molière viene così esaltata dall’esplosione di vita che si fa tutt’intorno ad Argante e la sua continua fuga attraverso rimedi e cure di medici improbabili crea situazioni esilaranti. Una comicità che si avvicina al teatro dell’assurdo. Molière, come tutti i giganti, con geniale intuizione anticipa modalità drammaturgiche che solo nel ‘900 vedranno la luce. Si ride, tanto, ma come sempre l’uomo ride del dramma altrui.
Guglielmo Ferro
MER 22-dic-21 21
GIO 23-dic-21 17
VEN 24-dic-21 RIPOSO
SAB 25-dic-21 21
DOM 26-dic-21 18
LUN 27-dic-21 RIPOSO
MAR 28-dic-21 21
MER 29-dic-21 19
GIO 30-dic-21 17
VEN 31-dic-21 18 e 21
SAB 01-gen-22 21
DOM 02-gen-22 17
LUN 03-gen-22 RIPOSO
MAR 04-gen-22 21
MER 05-gen-22 21
GIO 06-gen-22 17
VEN 07-gen-22 21
SAB 08-gen-22 17 e 21
DOM 09-gen-22 17