Recensione: Loro che non dormono, di Dolores Redondo

Titolo:
Loro che non dormono
Autore: Dolores Redondo
Editore: Rizzoli
Pagine: 576
Anno di pubblicazione: 2026
Prezzo copertina: 20,00 €

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Recensione a cura di Luigi Pizzi

Loro che non dormono è un thriller che si muove lentamente, quasi in punta di piedi, ma che costruisce un clima denso e suggestivo, dove il confine tra realtà e leggenda resta volutamente sfumato. La protagonista, Nash Elizondo, psicologa forense soprannominata all’università “acchiappafantasmi”, è un personaggio insolito per il genere. Il suo lavoro non consiste solo nell’analizzare prove e indizi, ma nel ricostruire la vita delle vittime, ascoltare i silenzi, osservare gli oggetti, comprendere le relazioni. È proprio questa sensibilità, insieme a una determinazione quasi ostinata, a guidarla quando nella voragine di Legarrea trova il corpo di Andrea Dancur, una ragazza scomparsa tre anni prima e il cui caso sembrava ormai chiuso. Da quel momento, la narrazione si apre su una rete di segreti familiari, tensioni latenti e verità nascoste che attraversano l’intera comunità.


Uno degli aspetti più riusciti del romanzo è l’ambientazione. Le valli della Navarra non sono soltanto uno sfondo, ma diventano una presenza viva: il paesaggio, le grotte, i boschi e il fiume Baztán contribuiscono a creare un senso di inquietudine costante. Le leggende di stregoneria, i rituali antichi e le credenze popolari si intrecciano con l’indagine, senza mai risultare forzati, ma piuttosto amplificando il mistero e il fascino della storia. La natura, qui, è tanto suggestiva quanto minacciosa, e sembra custodire verità che emergono lentamente, come se il tempo stesso fosse parte della narrazione. Interessante anche la scelta temporale: la vicenda si svolge nei giorni immediatamente precedenti il confinamento del 2020. Sapendo ciò che sta per accadere, il lettore percepisce una tensione particolare, fatta di incertezza e urgenza. Le restrizioni imminenti, l’isolamento e il senso di sospensione contribuiscono a rendere l’indagine più claustrofobica, quasi chiusa in uno spazio emotivo oltre che geografico. Il romanzo è fortemente caratterizzato dalla presenza femminile. Le donne occupano il centro della scena: figure determinate, imperfette, solidali tra loro ma anche segnate da fragilità personali. Nash stessa incarna questa dualità, forte e vulnerabile al tempo stesso, mentre i personaggi secondari contribuiscono a costruire un mosaico umano credibile e coinvolgente. Le relazioni personali, i conflitti interiori e le dinamiche comunitarie hanno quasi lo stesso peso del mistero investigativo. Il ritmo è volutamente misurato. Non si tratta di un thriller frenetico, pieno di colpi di scena continui, ma di una storia che si sviluppa gradualmente, lasciando spazio alle atmosfere e alla costruzione psicologica dei personaggi. Questo può dare la sensazione di una narrazione lenta, ma allo stesso tempo permette di immergersi completamente nel contesto e nei suoi dettagli. I capitoli lunghi e la struttura concentrata in pochi giorni accentuano questa impressione di continuità, quasi come se la vicenda scorresse senza pause. Nel complesso, Loro che non dormono è un thriller che unisce indagine, introspezione e folklore. Più che puntare sull’azione, preferisce costruire una tensione sottile, fatta di silenzi, intuizioni e rivelazioni progressive. È una lettura che conquista soprattutto per l’atmosfera e per la protagonista, un personaggio destinato a lasciare il segno e a suscitare curiosità per le future evoluzioni della serie. Un romanzo avvolgente, a tratti inquietante, che parla di memoria collettiva, verità nascoste e donne che non smettono di cercare risposte, anche quando tutti gli altri hanno già deciso di smettere di farlo.

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Dolores Redondo, regina del thriller in Spagna, ha venduto con i suoi romanzi oltre 1.000.000 di copie nel suo Paese, ed è stata tradotta in 35 lingue. Tutto questo ti darò le ha meritato il Premio Bancarella 2018, vendendo oltre 20.000 copie solo in Italia. I diritti del Lato nord del cuore sono stati acquisiti dai produttori di Harry Potter, mentre dall’acclamata Trilogia del Baztán è stata tratta una serie di adattamenti tutti disponibili su Netflix.

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