Recensione: Fateli leggere. I libri contro l'invadenza del digitale, di Michel Desmurget

Titolo:
Fateli leggere. I libri contro l'invadenza del digitale
Autore: Michel Desmurget 
Editore: Carocci
Pagine: 348
Anno di pubblicazione: 2026
Prezzo copertina: 25,00 €

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Recensione a cura di Luigi Pizzi

Viviamo immersi negli schermi. Smartphone, tablet, computer e televisori accompagnano ormai ogni momento della giornata, spesso fin dalla prima infanzia. In questo scenario, Fateli leggere. I libri contro l'invadenza del digitale di Michel Desmurget arriva come una voce autorevole e necessaria, capace di riportare l'attenzione su una domanda fondamentale: che cosa perdiamo quando i libri vengono sostituiti dagli schermi? Neuroscienziato e divulgatore di grande rigore, Desmurget affronta il tema senza nostalgie né facili moralismi. Il suo obiettivo non è demonizzare la tecnologia, ma mostrare, attraverso una vasta mole di studi scientifici, quanto la lettura continui a rappresentare uno strumento insostituibile per lo sviluppo cognitivo, linguistico ed emotivo dei bambini e degli adolescenti. Il libro si apre con una constatazione preoccupante: i giovani leggono sempre meno. Non perché abbiano perso interesse per le storie, ma perché il tempo dedicato alla lettura viene progressivamente eroso da attività digitali sempre più pervasive. Desmurget analizza dati internazionali, risultati delle indagini PISA e numerose ricerche sul comportamento dei lettori, delineando un quadro che non può lasciare indifferenti. La diminuzione della pratica della lettura si accompagna infatti a un impoverimento del lessico, a una minore capacità di comprensione e a una crescente difficoltà nel mantenere l'attenzione. La parte più interessante del volume è forse quella dedicata al funzionamento del cervello. L'autore spiega con chiarezza come la lettura non sia una capacità naturale, ma una conquista culturale che richiede la costruzione di reti neurali complesse. Leggere significa molto più che decifrare parole: significa comprendere, collegare informazioni, sviluppare conoscenze e costruire pensiero critico. È un processo lento e profondo che nessun contenuto rapido e frammentario può realmente sostituire. Particolarmente efficace è anche la riflessione sul ruolo degli adulti. Desmurget insiste sul valore della lettura condivisa, delle storie lette ad alta voce e dell'esempio offerto da genitori e insegnanti. Diventare lettori non è una predisposizione innata: è il risultato di un ambiente che offre occasioni, modelli e tempo per leggere. Da questo punto di vista il libro rappresenta un appello rivolto non solo alle famiglie, ma all'intera comunità educativa. 


Uno degli aspetti più convincenti del saggio è la capacità di collegare la lettura a dimensioni che vanno ben oltre il rendimento scolastico. I libri aiutano a sviluppare empatia, immaginazione, creatività e comprensione degli altri. Attraverso le storie, i bambini imparano a vivere esperienze che non appartengono direttamente alla loro vita, ampliando il proprio sguardo sul mondo e sulle persone. Naturalmente alcune posizioni dell'autore possono apparire molto nette, soprattutto quando confronta il libro con gli strumenti digitali. Tuttavia anche chi non condivide ogni sua conclusione difficilmente potrà ignorare la solidità delle argomentazioni e la quantità di evidenze scientifiche portate a sostegno delle sue tesi. Fateli leggere è quindi molto più di un libro sulla lettura. È una riflessione sul futuro dell'educazione, sull'importanza del linguaggio e sulla formazione delle nuove generazioni. In un'epoca che premia la velocità, la distrazione e il consumo continuo di contenuti, Desmurget ci ricorda che leggere significa fermarsi, pensare, comprendere e crescere. Un saggio rigoroso, appassionato e ricco di spunti, consigliato a genitori, insegnanti, educatori e a chiunque creda che il rapporto tra bambini e libri sia una delle questioni culturali più importanti del nostro tempo.

Michel Desmurget è un neuroscienziato, direttore di ricerca all’Institut national de la santé et de la recherche médicale. È autore di numerose pubblicazioni sugli effetti negativi della tecnologia digitale, tra cui, disponibile in edizione italiana, Il cretino digitale (Rizzoli, 2020).

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