Titolo: Se casca il mondo
Autore: Jerry Spinelli
Editore: Mondadori
Pagine: 300
Anno di pubblicazione: 2026
Prezzo copertina: 16,00 €
Se casca il mondo di Jerry Spinelli è un romanzo sorprendente, visionario e profondamente malinconico, capace di trasformare il passaggio dall’infanzia all’adolescenza in una vera e propria avventura simbolica. Con una scrittura immaginifica e fuori dagli schemi, Spinelli costruisce un’opera che sfugge alle definizioni tradizionali: favola allegorica, romanzo di formazione, viaggio fantastico e insieme riflessione dolcissima e dolorosa sul momento in cui si smette lentamente di essere bambini. Hokey Pokey — il mondo in cui si svolge la storia — è un luogo che sembra uscito direttamente dalla fantasia di un bambino. Non esistono adulti. Esistono solo ragazzi che corrono, urlano, litigano, si inseguono, giocano fino allo sfinimento e vivono ogni giornata come se fosse infinita. Ci sono bande di amici, territori da conquistare, enormi schermi con cartoni animati, posti dai nomi assurdi e meravigliosi, e soprattutto biciclette ovunque: biciclette trattate come cavalli selvaggi, compagne inseparabili, simboli di libertà assoluta. Al centro della storia c’è Jack, uno dei Ragazzi Grandi di Hokey Pokey. È rispettato, sicuro di sé, quasi leggendario agli occhi degli altri ragazzi. Accanto a lui ci sono i suoi amigos, Dusty e LaJo, e soprattutto la sua adorata bici Ultrarazzo, la Scramjet originale, qualcosa che per lui è molto più di un semplice oggetto. Ma il giorno in cui Jubilee — una ragazza, per giunta! — gli ruba la bicicletta, qualcosa si spezza. Non soltanto nella sua routine, ma dentro di lui. Jack comincia a sentirsi diverso. Il tatuaggio che tutti i ragazzi portano sul ventre inizia lentamente a sbiadire. Un misterioso fischio di treno sembra chiamarlo da lontano. Gli amici lo guardano in modo strano. E lui stesso capisce, anche se non riesce ancora ad ammetterlo davvero, che il suo tempo a Hokey Pokey sta finendo.
Ed è qui che il romanzo diventa qualcosa di molto più profondo di una semplice storia fantastica. Spinelli racconta quel momento confuso e doloroso in cui si smette lentamente di essere bambini. Quel periodo in cui improvvisamente i giochi sembrano ancora importanti ma anche un po’ sciocchi, in cui si vuole restare nel proprio mondo e allo stesso tempo si sente che qualcosa sta cambiando per forza. Jack prova a resistere, si arrabbia, si aggrappa alle cose che conosce, ma tutto attorno a lui sembra spingerlo verso qualcosa di nuovo e sconosciuto. La cosa straordinaria è che Spinelli riesce a rendere universale questa sensazione. Chiunque, leggendo, ritrova un pezzo della propria infanzia: le corse in bici fino al tramonto, i giochi inventati dal nulla, le amicizie che sembravano eterne, i nemici di quartiere, la convinzione che quel mondo sarebbe durato per sempre. E invece no. Crescere arriva piano, quasi senza farsi notare. Ed è proprio questo che il libro racconta con una delicatezza incredibile. Attorno a Jack si muovono personaggi che sembrano caricature infantili ma che, pagina dopo pagina, acquistano spessore e verità. Jubilee non è solo “la nemica”; Dusty e LaJo rappresentano quell’amicizia assoluta che esiste quasi solo da bambini; Albert incarna la fragilità dei più piccoli. E poi c’è il Distruttore, il bullo della storia, forse il personaggio più inquieto e malinconico del romanzo. Spinelli non lo trasforma mai in un semplice cattivo: mostra invece la rabbia, la solitudine e il bisogno disperato di essere visto che spesso si nascondono dietro certi comportamenti. Anche i personaggi secondari, con poche frasi, riescono a diventare vivi, riconoscibili, veri.
Jerry Spinelli è nato nel 1941 a Norristown (Pennsylvania) da una famiglia di origini italiane.
All'inizio della carriera ha scritto per adulti, ma presto si è accorto che il suo pubblico preferito sono i bambini e i ragazzi. Il rispetto delle differenze e una forte critica al conformismo, all'omologazione culturale e al mito del successo sono i temi di fondo delle sue opere, tra cui ricordiamo: Per sempre Stargirl, La schiappa, Misha corre, La figlia del guardiano, tutti pubblicati in Italia da Mondadori.
Ha vinto moltissimi premi in tutto il mondo, tra i quali la Newbery Medal, il Golden Kite Award e, in Italia, il Premio Andersen - Il mondo dell'infanzia.
Autore: Jerry Spinelli
Editore: Mondadori
Pagine: 300
Anno di pubblicazione: 2026
Prezzo copertina: 16,00 €
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Recensione a cura di Luigi Pizzi
Ed è qui che il romanzo diventa qualcosa di molto più profondo di una semplice storia fantastica. Spinelli racconta quel momento confuso e doloroso in cui si smette lentamente di essere bambini. Quel periodo in cui improvvisamente i giochi sembrano ancora importanti ma anche un po’ sciocchi, in cui si vuole restare nel proprio mondo e allo stesso tempo si sente che qualcosa sta cambiando per forza. Jack prova a resistere, si arrabbia, si aggrappa alle cose che conosce, ma tutto attorno a lui sembra spingerlo verso qualcosa di nuovo e sconosciuto. La cosa straordinaria è che Spinelli riesce a rendere universale questa sensazione. Chiunque, leggendo, ritrova un pezzo della propria infanzia: le corse in bici fino al tramonto, i giochi inventati dal nulla, le amicizie che sembravano eterne, i nemici di quartiere, la convinzione che quel mondo sarebbe durato per sempre. E invece no. Crescere arriva piano, quasi senza farsi notare. Ed è proprio questo che il libro racconta con una delicatezza incredibile. Attorno a Jack si muovono personaggi che sembrano caricature infantili ma che, pagina dopo pagina, acquistano spessore e verità. Jubilee non è solo “la nemica”; Dusty e LaJo rappresentano quell’amicizia assoluta che esiste quasi solo da bambini; Albert incarna la fragilità dei più piccoli. E poi c’è il Distruttore, il bullo della storia, forse il personaggio più inquieto e malinconico del romanzo. Spinelli non lo trasforma mai in un semplice cattivo: mostra invece la rabbia, la solitudine e il bisogno disperato di essere visto che spesso si nascondono dietro certi comportamenti. Anche i personaggi secondari, con poche frasi, riescono a diventare vivi, riconoscibili, veri.
Uno degli aspetti più particolari del libro è sicuramente la scrittura. Spinelli usa una lingua piena di invenzioni, giochi di parole, suoni, termini assurdi e bellissimi che sembrano nascere direttamente dalla mente dei bambini. Le frasi a volte corrono veloci, altre diventano quasi poetiche. Ci sono immagini che restano addosso: polvere dorata, biciclette che sembrano creature vive, tramonti che sanno di fine estate e fine infanzia insieme. Le prime pagine possono disorientare, perché il lettore viene catapultato dentro Hokey Pokey senza spiegazioni. Ma è proprio questo il bello: il libro non vuole essere capito subito, vuole essere vissuto. E una volta entrati nel suo mondo è difficile uscirne davvero. Se casca il mondo riesce a fondere tante anime diverse: il romanzo di formazione, la favola allegorica, il racconto nostalgico sull’infanzia, il viaggio fantastico. Ma soprattutto è un libro che parla del crescere senza mai diventare didascalico. Spinelli non spiega, suggerisce. Non dà risposte nette, lascia spazio alle emozioni e ai ricordi del lettore. È un romanzo strano, libero, a tratti caotico, ma proprio per questo autentico. Un libro che parla di biciclette, giochi, amicizie, paura del cambiamento e nostalgia prima ancora che la nostalgia abbia davvero un nome. Una storia tenera e malinconica che riesce a ricordare quanto fosse enorme il mondo quando eravamo bambini — e quanto facesse paura, in fondo, scoprire che prima o poi bisogna lasciarlo andare.
All'inizio della carriera ha scritto per adulti, ma presto si è accorto che il suo pubblico preferito sono i bambini e i ragazzi. Il rispetto delle differenze e una forte critica al conformismo, all'omologazione culturale e al mito del successo sono i temi di fondo delle sue opere, tra cui ricordiamo: Per sempre Stargirl, La schiappa, Misha corre, La figlia del guardiano, tutti pubblicati in Italia da Mondadori.
Ha vinto moltissimi premi in tutto il mondo, tra i quali la Newbery Medal, il Golden Kite Award e, in Italia, il Premio Andersen - Il mondo dell'infanzia.







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