Titolo: Intrighi e bugie a Piccadilly
Autore: Laura Shepherd-Robinson
Editore: Neri Pozza
Pagine: 336
Anno di pubblicazione: 2026
Prezzo copertina: 20,00 €
Recensiona cura di Luigi Pizzi
Intrighi e bugie a Piccadilly conferma il talento di Laura Shepherd-Robinson nel costruire romanzi storici raffinati, capaci di fondere con naturalezza mistero, ricostruzione d'epoca e approfondimento psicologico. Ambientato nella Londra georgiana del 1749, il romanzo è molto più di un'indagine su un omicidio: è un sofisticato gioco di inganni, una sfida intellettuale tra personaggi costretti a nascondere continuamente la verità e una riflessione sulla condizione femminile in un'epoca in cui l'indipendenza di una donna rappresentava quasi una colpa. Al centro della vicenda troviamo Hannah Cole, giovane vedova determinata a salvare la pasticceria di famiglia, il Punchbowl and Pineapple, dopo l'assassinio del marito Jonas. Hannah è una protagonista straordinariamente moderna pur restando perfettamente credibile nel contesto storico. Intelligente, tenace e creativa, rifiuta di lasciarsi schiacciare da una società che considera le donne incapaci di gestire un'attività commerciale. Il suo amore per la pasticceria non nasce soltanto dall'esigenza di sopravvivere economicamente, ma da una sincera passione per l'arte dolciaria e per il desiderio di regalare piccoli momenti di felicità ai propri clienti. Tuttavia, dietro la sua apparente fragilità, si nasconde una donna molto più complessa di quanto lasci immaginare. Accanto a lei compare William Devereux, affascinante gentiluomo che sostiene di essere stato un caro amico del defunto Jonas. Colto, brillante e irresistibilmente carismatico, William entra nella vita di Hannah con due doni: la promessa di una rendita lasciata dal marito e la ricetta di una curiosa specialità italiana, il gelato, destinata a rivoluzionare il destino della pasticceria. Ma fin dalle prime pagine il lettore comprende che William è un uomo dalle molte maschere. Abile manipolatore, elegante truffatore e straordinario improvvisatore, nasconde motivazioni che vanno ben oltre quelle dichiarate. Eppure Shepherd-Robinson evita di trasformarlo in un semplice antagonista: dietro il suo fascino ambiguo emerge un personaggio ricco di sfumature, spesso capace di suscitare perfino empatia. A completare il triangolo narrativo troviamo Henry Fielding, realmente esistito, celebre autore di Tom Jones e, all'epoca dei fatti, magistrato di Westminster. È lui a guidare l'indagine sulla morte di Jonas Cole, convinto che il denaro lasciato alla vedova provenga da attività illecite. Metodico, inflessibile e animato da un forte senso della giustizia, Fielding rappresenta una presenza costante e inquietante, capace di trasformare ogni scoperta in una nuova minaccia per Hannah. Intorno ai protagonisti ruota una vivace galleria di fornitori, commercianti, servitori, aristocratici, giocatori d'azzardo e piccoli criminali, tutti accomunati da un dettaglio: nessuno appare davvero per ciò che è.
La trama prende avvio dall'omicidio di Jonas Cole, apparentemente vittima di una semplice rapina. Ben presto, però, emergono dettagli che rendono il caso molto più oscuro. Il denaro nascosto dal marito, i sospetti di Henry Fielding, l'arrivo di William Devereux e il sorprendente successo del gelato trasformano la vicenda in una complessa partita a scacchi, dove ogni personaggio sembra recitare una parte diversa davanti agli altri. Shepherd-Robinson costruisce una narrazione ricca di depistaggi, colpi di scena e continui ribaltamenti di prospettiva. Nulla è mai definitivo, nessuna verità rimane tale troppo a lungo e il lettore è costretto a rimettere continuamente in discussione le proprie certezze. Più che un classico giallo, Intrighi e bugie a Piccadilly è una lunga partita di astuzia, nella quale ogni menzogna ne nasconde un'altra e ogni personaggio tenta di anticipare le mosse dell'avversario. Uno degli aspetti più riusciti del romanzo è la costruzione dei due punti di vista. La storia alterna infatti la voce di Hannah a quella di William, permettendo al lettore di osservare gli stessi eventi da prospettive profondamente diverse. Questo espediente narrativo non serve soltanto ad arricchire la trama, ma diventa il cuore stesso del romanzo: ciascuno racconta soltanto una parte della verità, omette dettagli fondamentali, manipola gli eventi secondo i propri interessi. Il risultato è un continuo gioco di specchi che alimenta la suspense fino alle ultime pagine. Lo stile dell'autrice è elegante, preciso e straordinariamente coinvolgente. La ricostruzione della Londra georgiana è di grande qualità: vicoli maleodoranti, eleganti caffè, taverne, bische clandestine, giardini pubblici e botteghe prendono vita con un realismo sorprendente, senza mai appesantire la lettura. Ancora più affascinante è il mondo della pasticceria settecentesca, raccontato attraverso dolci, cioccolata, spezie e soprattutto il gelato, vera novità gastronomica dell'epoca. Le pagine dedicate ai primi esperimenti di Hannah per realizzare questa raffinata specialità italiana sono tra le più originali del romanzo e aggiungono un elemento insolito e irresistibile alla narrazione. Accanto all'intreccio investigativo, il libro affronta temi di grande interesse storico e sociale. Shepherd-Robinson racconta con efficacia le difficoltà delle donne imprenditrici nel XVIII secolo, i limiti imposti dalle leggi sull'eredità, il peso del pregiudizio, la disparità economica tra uomini e donne e la corruzione diffusa nelle istituzioni. Senza mai assumere toni didascalici, il romanzo restituisce il ritratto di una società profondamente diseguale, nella quale il potere appartiene a pochi e la reputazione può valere più della verità. Intrighi e bugie a Piccadilly è un romanzo storico costruito con grande intelligenza narrativa. Laura Shepherd-Robinson intreccia mistero, suspense, critica sociale e ricostruzione storica in un'opera che tiene il lettore costantemente in equilibrio tra realtà e finzione. Ogni capitolo aggiunge un tassello a un mosaico sempre più complesso, fino a un finale sorprendente che ribalta molte delle convinzioni maturate durante la lettura. È una storia di inganni, ambizione, sopravvivenza e riscatto, popolata da personaggi memorabili e sorretta da una scrittura raffinata. Un romanzo che conquista tanto per l'eleganza della costruzione quanto per la capacità di dimostrare che, in un mondo governato dalle apparenze, la menzogna può diventare l'arma più pericolosa di tutte.
Laura Shepherd-Robinson è nata a Bristol nel 1976. Dopo una laurea in Scienze politiche all’Università di Bristol e un master in Teoria politica alla London School of Economics, ha lavorato in politica per quasi vent’anni prima di dedicarsi alla scrittura. Con Mercanti di sangue (Neri Pozza 2022) ha vinto lo Historical Writers’ Association Debut Crown Award. Per Neri Pozza sono usciti anche Figlie della notte (2021) e Il quadrato dei sette (2023).
Autore: Laura Shepherd-Robinson
Editore: Neri Pozza
Pagine: 336
Anno di pubblicazione: 2026
Prezzo copertina: 20,00 €
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Intrighi e bugie a Piccadilly conferma il talento di Laura Shepherd-Robinson nel costruire romanzi storici raffinati, capaci di fondere con naturalezza mistero, ricostruzione d'epoca e approfondimento psicologico. Ambientato nella Londra georgiana del 1749, il romanzo è molto più di un'indagine su un omicidio: è un sofisticato gioco di inganni, una sfida intellettuale tra personaggi costretti a nascondere continuamente la verità e una riflessione sulla condizione femminile in un'epoca in cui l'indipendenza di una donna rappresentava quasi una colpa. Al centro della vicenda troviamo Hannah Cole, giovane vedova determinata a salvare la pasticceria di famiglia, il Punchbowl and Pineapple, dopo l'assassinio del marito Jonas. Hannah è una protagonista straordinariamente moderna pur restando perfettamente credibile nel contesto storico. Intelligente, tenace e creativa, rifiuta di lasciarsi schiacciare da una società che considera le donne incapaci di gestire un'attività commerciale. Il suo amore per la pasticceria non nasce soltanto dall'esigenza di sopravvivere economicamente, ma da una sincera passione per l'arte dolciaria e per il desiderio di regalare piccoli momenti di felicità ai propri clienti. Tuttavia, dietro la sua apparente fragilità, si nasconde una donna molto più complessa di quanto lasci immaginare. Accanto a lei compare William Devereux, affascinante gentiluomo che sostiene di essere stato un caro amico del defunto Jonas. Colto, brillante e irresistibilmente carismatico, William entra nella vita di Hannah con due doni: la promessa di una rendita lasciata dal marito e la ricetta di una curiosa specialità italiana, il gelato, destinata a rivoluzionare il destino della pasticceria. Ma fin dalle prime pagine il lettore comprende che William è un uomo dalle molte maschere. Abile manipolatore, elegante truffatore e straordinario improvvisatore, nasconde motivazioni che vanno ben oltre quelle dichiarate. Eppure Shepherd-Robinson evita di trasformarlo in un semplice antagonista: dietro il suo fascino ambiguo emerge un personaggio ricco di sfumature, spesso capace di suscitare perfino empatia. A completare il triangolo narrativo troviamo Henry Fielding, realmente esistito, celebre autore di Tom Jones e, all'epoca dei fatti, magistrato di Westminster. È lui a guidare l'indagine sulla morte di Jonas Cole, convinto che il denaro lasciato alla vedova provenga da attività illecite. Metodico, inflessibile e animato da un forte senso della giustizia, Fielding rappresenta una presenza costante e inquietante, capace di trasformare ogni scoperta in una nuova minaccia per Hannah. Intorno ai protagonisti ruota una vivace galleria di fornitori, commercianti, servitori, aristocratici, giocatori d'azzardo e piccoli criminali, tutti accomunati da un dettaglio: nessuno appare davvero per ciò che è.
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| Immagine generata con l'IA |

