Titolo: La notte del terzo fuoco
La notte del terzo fuoco è un thriller storico intenso e oscuro, con cui Giuseppe Staffa conduce il lettore nella Roma del 1635, una città splendida e marcia, dominata dal potere dei Barberini e attraversata dalle tensioni della guerra dei Trent’anni. Dietro le facciate dei palazzi, le chiese monumentali e le grandi famiglie nobiliari si nasconde una capitale fatta anche di miseria, violenza, prostituzione e corruzione. Staffa non usa la ricostruzione storica come semplice sfondo, ma la trasforma nel cuore stesso del romanzo: Roma è un organismo vivo, un labirinto di vicoli, sotterranei e interessi politici in cui la verità conta soltanto finché non minaccia chi comanda. La vicenda prende avvio il 28 agosto, quando sotto l’Arco di Portogallo viene ritrovato il corpo straziato di Santa da Tagliacozzo, una giovane prostituta. La precisione delle ferite e la ferocia dell’accanimento fanno subito pensare a qualcosa di diverso da un delitto comune. A occuparsi del caso è Giovan Battista Spada, Governatore di Roma, uomo di legge e di Chiesa, colto, severo e abituato a tenere sotto controllo le emozioni. Al suo fianco ci sono il fidato notaro Antonio Livi, la guardia Pietro e il medico Domenico Marini, chiamato a leggere sui corpi ciò che l’assassino ha voluto lasciare. Ma Santa è soltanto la prima vittima: altre donne vengono uccise e mutilate secondo uno schema che sembra unire anatomia, astrologia e rituali antichi. Mentre il terrore si diffonde tra il popolo, i Barberini pretendono una soluzione rapida, preoccupati più per la stabilità del proprio potere che per la sorte delle donne assassinate.
Nell’indagine entra anche Eleonora Malaspina, nobildonna appartenente a una famiglia ormai decaduta e legata personalmente alla prima vittima. Eleonora non è una presenza ornamentale né la consueta figura femminile da proteggere: è intelligente, coraggiosa, conosce la parte più fragile e dimenticata della città e non teme di opporsi a Spada. Tra i due nasce un sentimento profondo, trattenuto dal senso del dovere e dalle rigide convenzioni dell’epoca. Il loro rapporto aggiunge al romanzo una dimensione più intima e malinconica. Spada, che ha costruito la propria vita sulla legge, sulla disciplina e sulla fede, scopre attraverso Eleonora una parte di sé che aveva sempre sacrificato. Proprio quando l’amore sembra offrirgli una possibilità diversa però, l’indagine lo trascina sempre più vicino al cuore corrotto di Roma. Attorno ai protagonisti si muove una ricca galleria di personaggi: papa Urbano VIII, i nipoti Francesco e Taddeo Barberini, il cardinale Ludovisi, gli ambasciatori di Francia e Spagna, l’astrologo Boncompagni e Maddalena, donna abituata a sopravvivere grazie alla propria intelligenza. Nessuno è completamente trasparente e ogni alleanza nasconde un secondo fine. Le morti diventano così il punto di partenza di un intrigo in cui si intrecciano gli interessi della Francia, quelli della Spagna e le ambizioni delle famiglie romane.
Autore: Giuseppe Staffa
Editore: Rizzoli
Pagine: 352
Anno di pubblicazione: 2026
Prezzo copertina: 18,00 €
Acquista su Amazon: https://link.amazon/B00L60YPW
Recensione a cura di Luigi Pizzi
Editore: Rizzoli
Pagine: 352
Anno di pubblicazione: 2026
Prezzo copertina: 18,00 €
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Recensione a cura di Luigi Pizzi
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| Giovan Battista Spada, immagine da Wikipedia |
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| Immagine generata con l'IA |
Staffa costruisce una trama complessa ma leggibile, alternando inchiesta, politica e sentimento. Particolarmente suggestiva è la rappresentazione della Roma sotterranea: catacombe, cripte, passaggi segreti e rovine diventano il riflesso di tutto ciò che il potere cerca di nascondere. Qui vive anche la corte dei Baroni, composta da mendicanti, ladri, storpi, prostitute e falsi poveri: un’umanità invisibile, respinta dalla città ufficiale, ma capace di conoscerne i segreti. La discesa di Spada nel sottosuolo diventa un viaggio dentro la parte rimossa di Roma e le contraddizioni della sua coscienza. Più si avvicina all’assassino, più comprende che catturare un colpevole non significa necessariamente ottenere giustizia. Lo stile di Giuseppe Staffa è scorrevole, visivo e ricco di atmosfera. La città viene descritta attraverso odori, rumori, luci, corpi e materiali, acquistando una consistenza quasi fisica. Le scene degli omicidi sono crude, ma non gratuite: servono a mostrare la vulnerabilità di donne che la società considera sacrificabili. Il ritmo cresce gradualmente e diventa sempre più teso nella seconda parte, quando gli indizi conducono verso una verità che coinvolge uomini intoccabili. A volte alcune descrizioni e riflessioni tendono a ribadire concetti già chiari, ma la tensione narrativa resta solida e il susseguirsi delle rivelazioni mantiene vivo l’interesse fino alla conclusione. Il romanzo nasce inoltre da un’attenta ricerca storica. Staffa si è ispirato alle memorie di Giovan Battista Spada e ai documenti conservati presso la Biblioteca Casanatense e la Biblioteca Apostolica Vaticana. Personaggi realmente esistiti convivono con figure d’invenzione, mentre gli omicidi richiamano una vicenda autentica: nel 1635, due secoli prima di Jack lo Squartatore, alcune prostitute furono assassinate nella Roma dei papi. Questa base documentaria dà spessore alla storia senza trasformarla in una lezione. La notte del terzo fuoco è quindi molto più di una caccia a un assassino. È un romanzo sul potere e sulla sua capacità di trasformare la giustizia in uno strumento, scegliendo quali vite meritino di essere ricordate e quali possano essere sacrificate. Giovan Battista Spada arriva alla verità, ma scopre che la verità non sempre libera e che il male può continuare a vivere proprio nelle istituzioni chiamate a combatterlo. Il finale, amaro e inquietante, chiude il cerchio senza offrire consolazioni facili. Un thriller storico documentato e coinvolgente, capace di unire indagine, sentimento e ricostruzione d’epoca, restituendo il volto luminoso e insieme feroce della Roma barocca.
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