Recensione: L'anno del mio primo bacio, di Valeria Roscioni

Titolo:
L'anno del mio primo bacio
Autore: Valeria Roscioni
Editore: Piemme
Pagine: 240
Anno di pubblicazione: 2026
Prezzo copertina: 16,50 €

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Recensione a cura di Luigi Pizzi

L'anno del mio primo bacio è un romanzo fresco, ironico e coinvolgente, scritto da Valeria Roscioni con uno stile spontaneo e vicino al linguaggio degli adolescenti. Pensato per lettori dagli undici anni in su, il libro affronta con sensibilità il delicato passaggio dall'infanzia all'adolescenza, intrecciando amicizia, primi amori, dubbi sul futuro e crescita personale. A rendere l'opera particolarmente originale è la sua struttura a bivi: il lettore non si limita a seguire la storia, ma è chiamato a prendere decisioni al posto della protagonista, determinandone il percorso e conducendola verso finali differenti. La protagonista è Ari, una ragazza di tredici anni che affronta con poca convinzione la terza media. Mentre tutti le ripetono che è un anno speciale, lei vede soltanto la fine della scuola che ha sempre conosciuto e l'angoscia di dover scegliere quale liceo frequentare. Per evitare di affrontare il cambiamento ha elaborato un piano molto semplice: iscriversi alla stessa scuola della sua migliore amica Ginny, convinta che così nulla cambierà. Ben presto, però, si rende conto che crescere significa anche accettare che le persone cambino. Ginny è solare, sicura di sé e rappresenta il punto di riferimento di Ari, almeno fino a quando nella loro amicizia si inserisce Giacomo, il vicino di casa di Ginny. Timido, impacciato e gentile, Giacomo è un ragazzo che Ari ha sempre considerato poco più di un amico, ma che con il tempo inizia a guardare con occhi diversi. A complicare ulteriormente la situazione arriva Leo, il ragazzo più affascinante e popolare della scuola. Bello, sicuro di sé e con quell'aria da "bad boy" che conquista molte compagne, Leo sembra interessarsi proprio ad Ari, costringendola a interrogarsi sui propri sentimenti e su ciò che desidera davvero. La vicenda ruota attorno ai piccoli e grandi cambiamenti che accompagnano l'ultimo anno della scuola secondaria di primo grado. Ari si trova a gestire le gelosie nei confronti di Ginny, i primi batticuori, le difficoltà di comprendere i propri sentimenti e, soprattutto, la scelta della scuola superiore. Da una parte c'è il desiderio di non separarsi dalla sua migliore amica; dall'altra emerge la passione autentica per il disegno, che la spingerebbe verso il liceo artistico. Ogni decisione apre nuove possibilità, nuovi incontri e nuove conseguenze, trasformando il romanzo in un percorso nel quale il lettore diventa parte integrante della storia.


È proprio l'impianto narrativo a rappresentare l'elemento più originale dell'opera. Ogni capitolo propone delle scelte che modificano lo sviluppo della vicenda, offrendo percorsi alternativi e finali diversi. Non si tratta di un semplice espediente ludico, ma di una soluzione narrativa perfettamente coerente con il tema del romanzo: crescere significa scegliere, assumersi la responsabilità delle proprie decisioni e accettarne le conseguenze. Il lettore, mettendosi continuamente nei panni di Ari, vive in prima persona le sue emozioni, i suoi dubbi e le sue paure. Lo stile di Valeria Roscioni è semplice, vivace e molto scorrevole. I dialoghi sono spontanei e credibili, l'ironia alleggerisce i momenti più delicati e la narrazione riesce a restituire con autenticità il mondo emotivo dei tredicenni. Pur affrontando temi importanti, l'autrice evita qualsiasi forma di moralismo, preferendo lasciare che siano le esperienze dei personaggi a suggerire riflessioni al lettore. Il romanzo affronta con naturalezza numerose tematiche tipiche della preadolescenza: il cambiamento, la costruzione della propria identità, il valore dell'amicizia, i primi sentimenti, la gelosia, il rapporto con il gruppo dei pari e la difficile scelta del proprio futuro scolastico. Al centro della storia, però, non c'è soltanto il primo bacio evocato dal titolo, ma il percorso di crescita di una ragazza che impara gradualmente ad ascoltare sé stessa, senza lasciarsi guidare esclusivamente dalle aspettative degli altri. L'anno del mio primo bacio è, dunque, un romanzo di formazione originale e coinvolgente, capace di parlare ai ragazzi con autenticità e leggerezza. Grazie alla struttura a bivi, la lettura diventa un'esperienza interattiva che invita a riflettere sul peso delle proprie decisioni e sul valore dell'essere sé stessi. Valeria Roscioni racconta con sensibilità quell'età di passaggio in cui ogni scelta sembra decisiva e ogni emozione viene vissuta con straordinaria intensità, regalando ai giovani lettori una storia nella quale è facile riconoscersi.

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