Recensione: Odissea, raccontata da Nicola Cinquetti con le illustrazioni di Desideria Guicciardini

Titolo
: Odissea
Autore: Nicola Cinquetti, Desideria Guicciardini (ill.)
Editore: Lapis
Pagine: 184
Anno di pubblicazione: 2014
Prezzo copertina: 13,90 €

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Recensione a cura di Luigi Pizzi

Odissea, raccontata da Nicola Cinquetti, è un libro capace di restituire ai giovani lettori la forza inesauribile del poema omerico senza trasformarlo in una semplice riduzione scolastica. Pubblicato da Lapis e illustrato da Desideria Guicciardini, il volume conserva la suddivisione originaria in ventiquattro libri, ma affida la vicenda a una prosa limpida e diretta, costruita per accompagnare anche chi si avvicina per la prima volta al mondo di Omero. Il risultato è un racconto ampio e avventuroso, nel quale dèi, mostri, tempeste e battaglie non oscurano mai il nucleo più umano della storia: il desiderio ostinato di tornare a casa. Al centro troviamo naturalmente Odisseo, re di Itaca, guerriero valoroso ma soprattutto uomo d’ingegno. La sua intelligenza è un dono e, nello stesso tempo, una debolezza: lo salva davanti a Polifemo, a Circe e alle insidie del mare, ma l’orgoglio lo spinge spesso a esporsi, a pronunciare il proprio nome, a sfidare forze più grandi di lui. Accanto a lui si muove Telemaco, inizialmente esitante e schiacciato dall’assenza paterna, poi sempre più consapevole del proprio ruolo. Il viaggio del figlio verso Pilo e Sparta non è un semplice episodio parallelo, ma una vera storia di formazione: Telemaco impara a parlare, a decidere, a riconoscere gli amici e ad affrontare i Proci che occupano la sua casa. Penelope, da parte sua, non è soltanto la moglie fedele che attende. È una donna intelligente e prudente, capace di difendersi attraverso la parola e l’astuzia, fino alla splendida prova del letto con cui verifica l’identità dello sposo.

 

La trama segue il lungo ritorno di Odisseo dopo la guerra di Troia. Mentre a Itaca i Proci divorano le ricchezze del palazzo e pretendono che Penelope scelga un nuovo marito, Atena interviene perché l’eroe possa lasciare l’isola di Calipso. Da qui comincia una catena di racconti e incontri entrati nell’immaginario collettivo: Nausicaa e il popolo ospitale dei Feaci, il Ciclope Polifemo, il dono ingannevole dei venti di Eolo, i giganteschi Lestrigoni, la maga Circe, la discesa nel regno dei morti, il canto delle Sirene, Scilla e Cariddi. Ma il cuore del libro si trova forse nella seconda parte, quando l’avventura lascia spazio al ritorno, al travestimento e ai riconoscimenti. L’incontro con il fedele Eumeo, l’abbraccio con Telemaco, la morte del cane Argo, la cicatrice scoperta da Euriclea e il ricongiungimento con Penelope possiedono una forza emotiva che nessun mostro riesce a eguagliare. Cinquetti racconta con grande chiarezza, ma non impoverisce la materia. La sintassi è accessibile, i dialoghi danno ritmo alle scene e le descrizioni non si dilungano oltre il necessario. Rimangono però la violenza, il dolore, la nostalgia e le contraddizioni dell’eroe. Odisseo non viene addolcito fino a diventare un protagonista senza ombre: combatte, inganna, soffre, cede all’ira e deve imparare a fermarsi. Anche l’intervento finale di Atena, che interrompe la vendetta dei parenti dei Proci, conserva il significato profondo del poema: dopo tanti anni di guerra, il vero approdo non consiste soltanto nel riconquistare una casa, ma nel porre fine alla catena del sangue.


Un ruolo decisivo è svolto dalle illustrazioni di Desideria Guicciardini. Le immagini non si limitano ad accompagnare il testo, ma ne amplificano l’atmosfera. Figure allungate, profili netti, grandi campiture e richiami alla ceramica e all’arte del mondo antico trasformano ogni apertura in una piccola scena teatrale. Il rosso, il nero, l’ocra e i toni del mare danno forma ora alla minaccia, ora alla solitudine, ora alla meraviglia. Particolarmente riuscite sono le tavole dedicate a Polifemo, alle Sirene, alla prova dell’arco e al riconoscimento di Penelope: immagini simboliche e immediate, capaci di suggerire più di quanto mostrino. Questa Odissea è dunque un adattamento rispettoso ma vivo, adatto alla lettura autonoma e alla condivisione ad alta voce. La struttura in ventiquattro libri, i titoli chiari e il dizionario finale aiutano a orientarsi tra personaggi, luoghi e divinità senza appesantire il racconto. È un libro che permette di incontrare un classico non come un monumento distante, ma come una storia ancora vicina: la storia di un uomo che attraversa il mondo per ritrovare ciò che aveva lasciato, di un figlio che cresce cercando il padre, di una donna che resiste e di una casa che deve essere riconquistata. Un viaggio pieno di pericoli e prodigi, ma soprattutto una grande storia sul tempo, sulla memoria, sull’identità e sulla nostalgia.

Nicola Cinquetti, veronese, laureato in Filosofia e Pedagogia, insegna Storia e Filosofia in un liceo. Autore di testi in prosa e in rima caratterizzati da uno stile poetico e ironico, nel 2020 ha ricevuto il Premio Andersen come miglior scrittore. Tra i suoi titoli pubblicati con Lapis le due riscritture di Iliade e Odissea, illustrate da Desideria Guicciardini, e L’incredibile notte di Billy Bologna, vincitore dei premi Campiello Junior e Letteratura Ragazzi di Cento 2023.

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