26 novembre 2011

Recensione: LA MANO DEL MORTO di Antonio Chiconi


TRAMA
Spy-story dal retrogusto hard-boiled che vede il tuttofare della malavita Cairo preso di mira da trafficanti sud americani, nazisti, CIA e multinazionali del tabacco. Il tutto a causa di una valigetta dal contenuto segreto che interessa a troppe persone...
Repentini cambi di scena attraverso il Sud America e il Messico regaleranno un romanzo corale dal retrogusto amaro ed una trama avvincente fino all'epilogo in cui Cairo si troverà a dover far di tutto per portare la pelle a casa inseguito, nel migliore dei casi, da spietati assassini nazisti...

RECENSIONE
La mano del morto è il romanzo d'esordio di Antonio Chiconi. E che esordio!
Leggendo questo libro, infatti, a nessuno verrebbe mai in mente di pensare ad una prima volta. La scrittura è matura e l'intreccio narrativo degno di un grande scrittore affermato.
Il romanzo si apre a Cuba nel 1947 dove Cairo, il protagonosta della storia, viene pestato a sangue da alcuni malavitosi a causa di una misteriosa valigetta rubata. L'uomo, però, non sa nulla di quella storia e non riesce a capire in che guaio si è cacciato. La sua unica certezza è il nome di chi gli ha procurato quelle rogne: Guy Pearce, un agente segreto inglese, evidentemente fuggito da Cuba.
Intanto sulle tracce di Cairo non ci sono solo gli scagnozzi del boss cubano Gregorio Matos, ma anche alcuni uomini appartenenti ad una società segreta chiamata "Ring", composta da nazisti fuggiti in Sud America con un solo scopo: fondare il Quarto Reich. Ma non è tutto; come ben presto scoprirà la situazione interessa anche ad un agente del Dipartimento di Stato USA e ad un membro del SIS (un'organizzazione di spionaggio e controspionaggio organizzata dall'FBI durante la seconda guerra mondiale e operante in Centro e Sud America).
Per questo motivo Cairo sarà costretto ad intraprendere una lotta contro il tempo per ritrovare la valigetta, mentre i morti aumentano in rapida successione, in uno spirale di violenza senza fine.
Questa in sintesti la trama di questo spettacolare hardboiled dal sapore antico e dall'animo moderno.
Naturalmente l'intreccio narrativo è molto più complesso e nella storia si affacciano un numero elevato di personaggi, dei quali, utilizzando le parola dello stesso autore, il più pulito ha la rogna e gli altri seguono a ruota. 
Proprio per questo all'inizio il lettore si sente abbastanza smarrito. Ma non preoccupatevi: è solo questione di tempo! Chiconi infatti, come il più abile dei maestri, riesce a dar vita ad una intreccio narrativo che tiene il lettore con il fiato sospeso. La storia viene sviscerata a piccole dosi, in un alternanza continua di passato e presente, e solo alla fine, magicamente, ogni tessera del puzzle andrà al proprio posto.
Il romanzo si snoda tra Cuba, Messico, Brasile e Paraguay. In tal senso Chiconi ci fa assaporare a pieno l'atmosfera sudamerica, tra porti, night, mercati, squallide pensioni e figure mitiche come quella di Lucky Luciano. Ma soprattutto riesce nel difficile intento di ricostruire il clima malavitoso dell'epoca, in una situazione di grande instabilità politica e confusione diplomatica. Inoltre, a fianco all'arretratezza economica e civile, Chiconi esalta la bellezza di una terra che ti entra dentro e che difficilmente riesci a dimenticare.
C'è di tutto in questo romanzo, un pò spy story e un pò pulp fiction: boss mafiosi, nazisti, angenti dell'fbi, agenti segreti, puttane, femme fatale, poliziotti corroti, investigatori privati, tirapiedi, sindacalisti, contrabbandieri, contabili, avventurieri. Il tutto sapientemente mescolato dal burattinaio Chiconi, capace di far muovere ogni pedina nel verso giusto.
I personaggi sono ben delineati e, nonostane l'azione continua, hanno anche una buona profondità psicologica. Non esistono buoni e cattivi; esiste solo la vita o la morte e per restare in vita bisogna uccidere. Tutti vivono questo perenne equilibrio, in bilico tra follia omicida e razionalità, augurandosi che la mano del morto non tocchi a loro
Il ritmo del romanzo è intenso e il libro si legge tutto d'un fiato. La scrittura è fluida, semplice ma mai banale.
Il linguaggio utilizzato è forte, crudo, molto sui generis, e per questo poco adatto a stomaci deboli o ragazzi troppo giovani.
La violenza è parte integrante della storia, se non addirittura la sua anima, la sua stessa essenza.
L'evidente taglio cinematografico del romanzo aiuta il lettore nella formazione delle "immagini mentali" e rende ancora più appassionante la storia.

Insomma un romanzo che non si dimentica facilmente. Un esordio letterario coi fiocchi. Un libro che merita di essere letto. 
In una sola parola: straconsigliato!


VOTO 5/5

Titolo: La mano del morto
Autore: Antonio Chiconi
Editore: Momentum Edizioni
ISBN: 9788890534003
Pagine: 240
Anno di pubblicazione: 2010
Prezzo copertina: 14,00 €
Sito internet: http://www.momentumedizioni.it/#CATALOGO


L'AUTORE


Mi chiamo Antonio Chiconi e sono nato casualmente a Milano, ma sono diventato cittadino del mondo per scelta. Da appassionato globe-trotter ho viaggiato in lungo e in largo in Brasile, Messico e Sud America e zaino in spalla mi sono spinto fino all'interno della foresta amazzonica dalla quale sono rimasto stregato.
    Altra mia grande passione sono i romanzi hard-boiled americani con il nume tutelare Dash Hammett in testa e a seguire in ordine sparso Ellroy , Chandler , Stark e altri e i film ambientati durante e dopo la WWII con dentro i cattivi incarnati dai nazisti, Notorius e Casablanca fra tutti.
    Ho cercato ispirazione in queste opere e nei miei viaggi, durante i quali ho incontrato personaggi strani e straordinari, dal missionario spretato al cercatore di fortuna, dalla puttana disincantata al tagliagole che si commuove per un bolero, ognuno dei quali mi ha regalato una scintilla che ho cercato di mettere in questo libro che avete fra le mani, dove il personaggio più pulito ha la rogna e gli altri seguono a ruota.