Recensione: La grande avventura, di Robert Westall

Titolo: La grande avventura
Autore: Robert Westall
Editore: Piemme
Pagine: 291
Anno di pubblicazione: 2011
Prezzo copertina: 10,00 €

Recensione a cura di Luigi Pizzi

Per festeggiare i 20 anni del Battello a Vapore, Piemme ha deciso di riproporre, in collaborazione con la rivista Andersen, 10 titoli che hanno fatto la storia della collana. Tra questi c'è La grande avventura di Westall. Un romanzo di formazione intenso che narra la storia di un bambino di tredici anni, Harry, che durante la Seconda Guerra Mondiale, a seguito dell'esplosione della sua casa per una bomba, si trova a rimanere orfano. Per non finire nell'orfanotrofio o dalla poco amata cugina Elsie, Harry decide di scappare per andare a vivere in spiaggia, dove incontra un cane, Don, che l'accompagnerà per tutta la sua lunga avventura, aiutandolo in più di un'occasione. In questa straordinaria quanto estrema esperienza, Harry imparerà a conoscere le difficoltà di vivere da soli e, soprattutto, incontrerà una larga varietà di personaggi, non tutti dall'animo buono. E alla fine capirà di non essere più lo stesso, di essere cresciuto e maturato. 

Il romanzo è ambientato in Inghilterra e la guerra rappresenta la cornice che si manifesta in termini di bombardamenti, fame e razionamenti del genere alimentare. Si tratta di un classico percorso di formazione in cui il protagonista, Harry, si troverà a dover crescere molto in fretta per sopravvivere in un realtà lontana dal guscio familiare. Un mondo, per molti aspetti, cinico e spietato, dove ogni uomo pretende qualcosa. Westall con una scrittura semplice, lineare, molto adatto a ragazzi giovanissimi, passa in rassegna molti aspetti dell'animo umano, ponendo il lettore di fronte ad una realtà cruda e dura, per molti aspetti difficile da digerire. Il romanzo risulta molto scorrevole e si legge velocemente. Inoltre non risulta mai noioso, pedante o eccessivamente lacrimevole, siamo lontani da Cuore. Il personaggio di Harry è delineato bene e presenta una buona introspezione psicologica, aspetto che permette al lettore di immedesimarsi nel suo viaggio, conoscendo le sue paure, le sue emozioni e i suoi sentimenti. L'unica cosa che non mi ha convinto è il finale, troppo frettoloso e anche abbastanza sconcertante (ma non voglio dirvi di più perché altrimenti vi faccio perdere il gusto di scoprirlo da soli).

Per il resto è un romanzo che mi sento di consigliare a tutti i ragazzi, dagli 11 anni in su, e anche a qualche adulto che ama questo genere di storie.

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