4 marzo 2013

Recensione: VENDETTA DI SANGUE di Wilbur Smith

Titolo: Vendetta di sangue
Autore: Wilbur Smith
Editore: Longanesi
Pagine: 512
Anno di pubblicazione: 2013
Prezzo copertina: 19,90 €
 

Recensione a cura di Francesca Fossa

E’ il primo romanzo di Wilbur Smith che leggo, mi aspettavo di più, molto di più da un nome così noto e dal libro che da settimane è in testa alle classifiche, invece ho fatto fatica. La trama è banale e i personaggi stereotipati. Nulla. Non ti rimane nulla, nessuna empatia, né con i buoni né con i cattivi. Eppure gli ingredienti per commuovere, spingere all’ira, allo sdegnoci sono tutti: un uomo e una donna innamorati, ricchi, belli. Di lei lo sappiamo per certo, di lui lo presumiamo, al termine di una felice gravidanza, ricca di promesse e di rinascita personale per i due prossimi genitori, che di tragedie già ne hanno vissute, invece niente.

Londra
Non mi è successo niente, né un’emozione, né un soffio di vita da quelle pagine. Noia e prevedibilità. Per inciso la donna muore, vittima di un attacco premeditato per mano di storici nemici del marito. La bambina sopravvive e il padre dal momento stesso in cui lascia l’ospedale medita esclusivamente vendetta. Richiama a sé i vecchi compagni di avventura e vota la sua vita alla distruzione totale di chi gli ha tolto, vigliaccamente, l’amore e la speranza di ricominciare. Quindi dicevamo, gli ingredienti ci sono tutti, amore, tragedia, avidità, sete di potere e di soldi. Perché la donna è stata uccisa? Cosa si cela dietro il potentissimo impero economico della Bannock Oil? A cosa allude la donna nella lettera che il marito legge postuma?

Maniero di campagna
Wilbur Smith non risparmia nulla, descrizioni crude, minuziose, dosa suspense e colpi di scena. Ha mestiere ma, questa volta almeno, non ha anima. Il linguaggio è semplicissimo, scorre leggero e superficiale, senza riuscire a lasciare una traccia del carattere e della psicologia dei personaggi, che non sia labile, come una scritta sulla sabbia. Nello svolgere del racconto ci sono spesso riferimenti a quanto avvenuto in un'avventura precedente e forse mancandomi questo presupposto il mio giudizio sulla fragile caratterizzazione dei personaggi è troppo severo, ma in coscienza non mi sento di consigliare questo voluminosissimo romanzo se non siete degli appassionati del genere.

Deserto Africano
E’ un romanzo strano, a pensarci bene, è ricco di azione, colpi di scena, turpi passioni e molto altro, nel leggerlo non si fa fatica a montare il “film” che l’autore detta alla mente del lettore, le scene scorrono, si rincorrono, ma dietro questa massa di contenuti, confezionati con mestiere, appunto, ma senza passione, ci si stupisce infine di scoprirli “vuoti”; il contesto generale risulta freddo, superficiale e di maniera. E’ un romanzo ruffiano, costruito per vendere e ci riesce, ma non lascia nulla, se non un vago senso di irritazione, almeno a me.

L'AUTORE 
Wilbur Smith è nato nel 1933 nella Rhodesia del Nord (l’attuale Zambia), ma è cresciuto e ha studiato in Sudafrica. Si è dedicato a tempo pieno alla narrativa dal 1964 e da allora ha pubblicato trenta romanzi, che gli hanno valso la definizione di «maestro dell’avventura». È uno dei massimi autori di bestseller: 120 milioni di copie dei suoi libri sono state vendute nel mondo (22 milioni solo in Italia).  

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