12 luglio 2013

Recensione: JUGGERNAUT di Alan D. Altieri

Titolo: Juggernaut
Autore:
Alan D. Altieri
Editore: TEA
Pagine: 288
Anno di pubblicazione: 2013 
Prezzo copertina: 13,00 €

 

Recensione a cura di Valentina Alessandrella

La guerra è finita o almeno è ciò che sembra. In questo mondo futuristico privo di stati e nazioni, le uniche città esistenti sono le “ecumenopoli”, popolate da innumerevoli persone. La distinzione tra i privilegiati (abitanti delle “enclaves”), e coloro che non lo sono, è netta e le persone si ritrovano spesso a dover fare i conti con la propria sopravvivenza. La guerra è terminata ma non la ferocia e questo particolare è ben noto agli Hunter/Killer, gli ultimi guerrieri rimasti, appartenenti ad un passato ormai cancellato e ad un futuro incerto.

Questi esseri sono oltre la condizione umana, il prodotto finale di qualsiasi programma di forze speciali mai creato prima. Al vertice della violenza, gli Hunter/Killer sono pronti a proteggere coloro che posseggono il dominio di questo mondo e che approfittano della situazione per trarne vantaggio.

Dalla quarta di copertina possiamo facilmente intuire che il romanzo è principalmente incentrato sull’azione, sul combattimento descritto nei più crudi particolari. L’autore ci presenta una realtà in cui il degrado sociale è portato all’estremo, così come la sua stratificazione basata unicamente sulla corruzione e sulla violenza. La storia si svolge per lo più di notte come a sottolineare l’atmosfera oscura che avvolge questo mondo: sono le tenebre a celare tutto ciò che dovrebbe invece essere illuminato dalla parvenza di civiltà. Proprio in questo contesto, si muovono i personaggi principali, delle ombre nell’oscurità.

Ammetto di non aver mai letto nessun romanzo di Alan D. Altieri se non “Juggernaut” e mi aspettavo di meglio. Lo stile narrativo e linguistico dell’autore è sicuramente impeccabile ma decisamente lento e a tratti anche incomprensibile. Le descrizioni sono accurate però la presenza di continui termini tecnici, rende difficile al lettore di comprenderle appieno. La prosa è colma di ripetizioni, ovviamente volute dall’autore stesso, che in alcuni casi sarebbe stato meglio eliminare per non appesantire la narrazione. Insomma, la storia in sé mi è piaciuta e ho adorato quel “palcoscenico” oscuro sul quale si muovono furtivi i personaggi, sono rimasta colpita anche dalla presenza –alla fine di ogni capitolo- di inserti in stile Wikipedia. Questi ultimi hanno arricchito ulteriormente il panorama fattuale dell’ambientazione, ma non abbastanza da renderlo pienamente limpido alla comprensione del lettore.

In conclusione, consiglio questo romanzo a coloro che non hanno problemi nell’imbattersi in una lettura colma di termini eccessivamente tecnici, e a chi non cerca una lettura leggera. Gli amanti dell’azione probabilmente troveranno nella storia quel che cercano e, al termine del libro, potranno avere un assaggio di “Terminal War 2: Magellan” di prossima pubblicazione.  

L'AUTORE
Alan D. Altieri, milanese, ingegnere, è vissuto a lungo a Los Angeles, lavorando per il cinema come sceneggiatore. Del “Maestro italiano dell’Apocalisse” nelle edizioni TEA sono apparsi, tra gli altri, Città oscura, Città di ombre, Ultima luce, Kondor (Premio Scerbanenco 1997), L’uomo esterno, i tre romanzi della saga storica di Magdeburg, i romanzi dedicati al personaggio dello “Sniper” Russell Kane e i volumi di racconti Armageddon, Hellgate e Killzone.

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