mercoledì 30 luglio 2014

Recensione: CITTA' DI CARTA di John Green

Titolo: Città di carta
Autore: John Green
Editore: Rizzoli
Pagine: 391
Anno di pubblicazione: 2014
Prezzo copertina: 16,00 €


Quentin Jacobsen e Margo Roth Spiegelman sono vicini di casa e si conosco da sempre. A nove anni insieme hanno trovato il cadavere di uomo e da quel momento le loro strade si sono separate. Ora mancano pochi mesi al diploma e Quentin, bravo ragazzo nonchè studente modello, è sempre innamorato di Margot, ragazza ribelle dal carisma selvaggio e lo spirito vagabondo. Per questo quando Margot entra all'improvviso nella stanza di Quentin, il ragazzo si fa trascinare in una folle avventura notturna, andando ben oltre la soglia della legalità.

Il giorno dopo però Margot scompare nel nulla e anche se nessuno sembra preoccuparsene, vista la maggiore età e l'abitudine alla fuga, Quentin ha un brutto presentimento e vuole ritrovarla. Per farlo dovrà decifrare gli indizi che la ragazza ha lasciato proprio a lui, aiutato dai suoi inseparabili amici Ben e Radar. Riusciranno a ritrovarla? E soprattutto viva o morta?

Città di carta, terzo libro che leggo di John Green, si colloca a metà strada tra un romanzo di formazione e un thriller per ragazzi. La storia è originale e offre diversi spunti di riflessione filosofico-esistenziale: il "peso" del futuro nella vita dell'uomo; l'innamoramento e l'idealizzazione dell'altro; la costruzione dell'identità sociale; il valore della vita e dell'amicizia. La capacità di Green infatti consiste nel saper affrontare l'adolescenza con leggerezza e profondità allo stesso tempo; i protagonisti sono ragazzi comuni che si trovano ad affrontare le medesime situazioni dei loro pari, fuggendo però la banalità e andando alla ricerca dell'essenza, del senso profondo delle cose.

"Lo sapevi che per gran parte della storia dell'uomo l'aspettativa di vita media non è andata oltre i trent'anni? E che si poteva contare si e no su dieci anni di vita da adulti? Non c'erano progetti di pensione, né di carriera. Non c'erano progetti in senso assoluto. Non c'era tempo per fare progetti e non c'era tempo per il futuro. Poi però l'aspettativa di vita si è allungata e il futuro anche, e la gente ha passato sempre più tempo a pensarci. A pensare al futuro. E ora la vita è il futuro. Ogni istante della nostra vita è pensato in funzione del futuro: andiamo alle superiori per essere ammessi al college, trovare un buon lavoro, comprarci una bella casa e poi mandare i nostri figli al college e dare loro la possibilità di trovare un buon lavoro, comprarsi una bella casa e mandare i loro figli al college."

Green riesce a mantenere vivo il mistero fino alla fine, ma la decriptazione degli indizi e il viaggio on the road risultano un po' troppo lunghi e ripetitivi. Per questo, nonostante i tanti aspetti positivi, Città di carta non raggiunge i livelli di Cercando Alaska o Colpa delle stelle, ma rappresenta ugualmente un'ottima lettura da consigliare a tutti i ragazzi, di gran lunga superiore ai numerosi young adult presenti nelle librerie.

L'AUTORE
JOHN GREEN è nato nel 1977 a Indianapolis, dove è tornato a vivere dopo anni trascorsi tra la Florida, l’Alabama e l’Illinois. Rizzoli ha pubblicato tutti i suoi romanzi: Cercando Alaska, vincitore del Michael Printz Award, Teorema Katherine, Città di carta e Colpa delle stelle.



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2 commenti:

  1. Ehilà!
    Anche io ho visto da poco Città di carta :3
    Avevo letto il libro, quindi sapevo già che storia fosse, e nonostante ciò sono rimasta positivamente colpita dal film, anche se mi sanguinano ancora le orecchie per come hanno letto “Ed Sheeran (dai, Sheeràn non sta né in cielo né in terra ahah) e per il finale che bleah.
    Però il cast era perfetto secondo me, soprattutto Quentin e Radar e… Si, anche Margo anche se la Delevingne non mi sta proprio simpaticissima.
    Ad Agosto, però, ho visto anche altri film, alcuni migliori e altri peggiori… Se vuoi sapere quali ti lascio il link del post in cui oltretutto recensisco brevemente Città di Carta :3 : Raggywords: Movie Time Agosto *-* .
    Scusa per l’eventuale spam indesiderato,
    _Rainy_

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    Risposte
    1. Uno dei pochi casi, a mio avviso, in cui il film sotto alcuni aspetti è meglio del libro. Il personaggio di Margo in generale è antipatico, la Delevingne non è il massimo.

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