16 novembre 2014

Confusi e felici; Un fantasma per amico; Tre tocchi; Words and pictures: opinioni sui film nelle sale

Marcello (Claudio Bisio) è uno psicanalista depresso che si limita ad alleviare le pene dei suoi pazienti: uno spacciatore (Marco Giallini); una ninfomane (Paola Minaccioni); una donna insoddisfatta (Caterina Guzzanti) del compagno (Pietro Sermonti), che trascorre le giornate davanti ad uno schermo; il ragazzo con problemi di obesità e infantilismo (Massimiliano Bruno); il cornuto che fatica a gestire la rabbia (Rocco Papaleo).

Quando Marcello scopre di essere malato e rischia di rimanere cieco, la sua segretaria (Anna Foglietta) e i pazienti decidono di aiutarlo, nonostante il suo comportamento distaccato. Proprio l'aiuto a Marcello rappresenterà la migliore terapia per i problemi di tutti, compresi quelli dello psicanalista...

Confusi e felici è una commedia in bilico tra sentimentalismo e demenzialità. I problemi dei protagonisti infatti vengono presentati in modo caricaturale e ciò rende la storia poco credibile, anche se a lungo andare gli aspetti sentimentali prendono il sopravvento, puntando sulle emozioni dello spettatore. A livello generale, la visione suscita qualche risata, ma alla fine il film lascia poco e nulla; i buoni sentimenti prevalgono e l'amicizia, come sempre, viene messa al primo posto.

Un fantasma per amico racconta la storia di un piccolo fantasma che vive in un castello solo di notte, tra l'una e le due, mentre il resto della giornata la trascorre a dormire. Spinto dal desiderio di vedere il mondo alla luce del giorno, il fantasma decide di cambiare l'ora a tutti gli orologi del castello. Tuttavia la sua presenza diurna finirà per gettare nel panico l'intera città...

Un fantasma per amico nasce tra la commistione di immagini reali e animazione. Il film è pensato per bambini piccoli e infatti il fantasma suscita simpatia e tenerezza. Proprio per questo, la visione può risultare divertente per bambini giovanissimi, mentre superati i 12 anni il rischio di annoiarsi è grande. Anche se l'animazione è fatta abbastanza bene, la sceneggiatura è piuttosto misera e non regala colpi di scena.

Tre tocchi, il nuovo film di Marco Risi, intreccia la storia di sei personaggi diversi uniti dalla passione per il calcio e la recitazione; Max (Massimiliano Benvenuto) è una meteora del cinema e lavoro principalmente con gli spot pubblicitari, oltreché in un ristorante del centro; Leandro (Leandro Amato) è un attore di teatro che decide, dopo tanti anni di assenza, di tornare a Napoli e affrontare il suo burrascoso passato; Emiliano (Emiliano Ragno) lavora come facchino in un hotel e sogna di diventare attore, ma per farlo dovrà scoprire l'arte del compromesso; anche Vincenzo (Vincenzo De Michele) sogna di fare l'attore, ma è costretto a svolgere diversi lavori per tirare avanti, accumulando rabbia e frustrazione; Antonio (Antonio Folletto) è un giovane attore emergente che lavora a teatro e intrattiene una relazione amorosa con una donna matura, ex attrice famosa; Gilles (Gilles Rocca) adora la bella vita, compresi gli eccessi, e sfrutta la sua bellezza per fare fiction. Tutti sognano di sbarcare il lunario e quando una grossa produzione decide di fare un'audizione...

L'aspetto più interessante del nuovo film di Marco Risi è senza dubbio la capacità di catturare la realtà e resistuirla allo spettatore in tutta la sua brutalità e amarezza, soprattutto per chi sogna, in un Paese come l'Italia, di fare l'attore. Tanti infatti si ritroveranno nei protagonisti, che vivono nell'illusione di poter coronare un sogno, incapaci di ammettere il proprio fallimento. Un atteggiamento destinato a sfociare nella depressione, nella rabbia e soprattutto nell'infelicità.

Il film di Risi tuttavia svolge anche la funzione di denuncia nei confronto di un Paese morto da un punto di vista artistico e cinematografico, dove la parola "meritocrazia" è destinata a rimanere un semplice concetto ideologico. Un film dunque interessante, che fotografa bene la situazione italiana di instabilità, precariato e disillusione. Da vedere per chi ama le storie drammatiche e/o per chi vive in prima persona certe situazioni.

Jack Markus (Clive Owen) è un professore di letteratura avanzata che insegna in un liceo di una piccola città. Anche se alcolizzato, Jack è un buon professore che tuttavia fatica a stimolare gli allievi, privi di creatività. Proprio per questo, la rivista letteraria rischia di chiudere e persino il suo posto di insegnante è a rischio. L'arrivo della nuova professoressa del corso di arte Dina Delsanto (Juliette Binoche), pittrice algida affetta da una forma grave di artrite, dà avvio ad una "guerra" tra parole e immagini che finisce per stimolare ragazzi e insegnanti...

Word and pictures è un film originale e interessante che gira intorno all'eterna diatriba sulla predominanza tra parole e immagini; un'immagine vale mille parole o le parole hanno più forza delle immagini? In modo intelligente, più che provare a rispondere a questa domanda, il film esalta la bellezza della comunicazione, attraverso le immagini e le parole, prendendo spunto dal lavoro di grandi autori. Sullo sfondo, il disagio sociale dei protagonisti, due personaggi in cerca di ispirazione e riscatto. Un film piacevole che scorre via bene, soprattutto grazie alla buona recitazione di Clive Owen e Juliette Binoche, che si affrontano e spalleggiano a meraviglia. Consigliato per chi cerca una visione alternativa.

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