24 dicembre 2014

KEVIN SPACEY e il suo RICCARDO III in PRIMA TV ASSOLUTA su laeffe, ore 21.00

Comunicato Stampa
20 attori sul palco, un tour mondiale che ha toccato 12 città internazionali con più di 200 repliche. Il Riccardo III visto da Sam Mendes con la partecipazione speciale di Kevin Spacey più che un semplice spettacolo teatrale è stato uno dei più attesi ed amati live show del 2013. laeffe (canale 50 DTT e tivùsat, 139 di Sky), la sera della vigilia di Natale ore 21.00, con KEVIN SPACEY: IO RICCARDO III, invita gli spettatori sul palco di questa fortunata produzione svelandone in PRIMA VISIONE ASSOLUTA, grazie ad immagini inedite ed interviste esclusive, la genesi, le prove, il sudore e la soddisfazione di 10 intensi mesi di duro lavoro su e giù dai palchi in 3 continenti.

“Questo film è uno sguardo ravvicinato ed a 360° sull’esperienza d’essere un attore e cosa comporta creare una compagnia, dalle prove quotidiane, la definizione dei ruoli con il regista, la troupe e i colleghi, fino alla vita on the road per un anno, tutti assieme in molte nazioni attraverso molte culture”. Così Kevin Spacey racconta questa opera che segna il ritorno dell’attore al fianco del regista Sam Mendes dopo il doppio Oscar e segue dall'interno le giornate dell’intero cast impegnato nello spettacolo.

KEVIN SPACEY: IO RICCARDO III viaggia assieme a questo spettacolo monumentale attraverso tre continenti, da Londra ai deserti del Doha, dalla Grande Muraglia cinese fino ad Istanbul, Singapore, Sydney, San Francisco, Hong Kong, New York City, passando anche per la nostra Napoli. Le telecamere testimoniano così sia frammenti di live performance quanto le lunghe sessioni di prove a porte chiuse, accompagnando cast e crew anche nella vita extra-palco, riportando con vivida intensità anche la fatica, creativa, fisica, psicologica che gli attori sperimentano al cospetto dell’immortale testo di Shakespeare, vissuto con quotidiana abnegazione.

“Ci sono molteplici sfide che attendono un attore quando calca in poche settimane così tanti palcoscenici, nuovi teatri in città sconosciute. C’è stata qualche lacrima ma anche molte risate. Condividere questi indimenticabili momenti tanto quanto il portare il nostro lavoro attraverso tre continenti in dieci mesi – conclude Spacey - ci ha visti uniti come una famiglia.”

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