23 dicembre 2014

Opinioni sulle proposte cinematografiche natalizie

Il periodo natalizio è notoriamente uno dei più proficui per l'industria cinematografica, soprattutto made in Italy. Tra i generi più gettonati troviamo la commedia. Neri Parenti e i fratelli Vanzina propongono un "nuovo" cinepanettone evitando le situazioni natalizie, leitmotiv degli scorsi anni, e puntando invece sugli effetti delle profezie astrali. L'oroscopo infatti rappresenta l'unico punto di contatto tra le cinque "storie" che si intrecciano sullo schermo.

In realtà non si tratta di vere e proprie "storie", ma di una serie di sketch ripetitivi e poco originali che non riescono a valorizzare il cast a disposizione; tra i peggiori Massimo Boldi, al limite del ridicolo nel ruolo dell'ipocondriaco, e Ricky Memphis, in evidente disagio nell'interpretare un maschilista credulone; la strana coppia Salemme-Pintus (maresciallo e sottoposto) funziona abbastanza bene, anche se alla lunga la ripetitività tocca anche loro; Pio e Amedeo interpretano due classici imbroglioni meridionali che provano a sfruttare l'oroscopo a proprio vantaggio, ma cadono nelle banalità più assurde; infine Gigi Proietti, tra i pochi a guadagnarsi la sufficienza, interpreta un avvocato cinico che dopo aver battuto la testa è costretto a dire la verità, mettendo nei casini tutti quelli che lo circondano. Ma tu di che segno sei? dunque è un film vuoto, prevedibile, vecchio, noioso, incapace di strappare più di qualche timido sorriso.

Il ricco, il povero e il maggiordomo è la nuova commedia di Aldo, Giovanni e Giacomo che tornano al cinema dopo quattro anni di assenza (La banda dei Babbi Natale, 2010). I tempi d'oro del trio sono oramai alle spalle e anche loro faticano a strappare qualche risata allo spettatore. Il film prende spunto dalla quotidianità ovvero dalla difficile situazioni economica che vive il nostro Paese, tra chi perde il lavoro e chi proprio non ce l'ha. Tuttavia anche in questo caso, nonostante l'affiatamento del trio, le gag risultano vecchie, trite e ritrite, e vengono servite al pubblico senza troppa convinzione.

Una commedia interessante invece arriva dagli USA e si chiama St. Vincent. Anche in questo caso la storia è abbastanza prevedibile e non certo originale; la strana amicizia tra un vecchio ubriacone, puttaniere, giocatore d'azzardo cinico e scorbutico, e un bambino che riesce a tirare fuori il meglio dall'uomo, senza aspettarsi molto in cambio. Tuttavia Bill Murray rende il personaggio di Vincent unico e irresistibile, nonché estremamente divertente nel suo essere politically incorrect. Un film che riprende la tematica della famiglia allargata ed esalta l'imperfezione umana, in barba a tutti i moralismi di facciata. Un film da vedere, perfetto per il Natale.

Spostandoci sull'animazione, altro genere gettonato durante le vacanze natalizie, il mio consiglio è di non perdere Big Hero 6, ennesimo capolavoro della Disney che guarda al futuro strizzando l'occhio al passato. Vagamente ispirato all'omonimo fumetto della Marvel, Big Hero 6 esalta valori come l'amicizia e il perdono, da preferire all'odio e al desiderio di vendetta, alternando in modo esemplare il registro drammatico e quello comico. Inoltre risulta impossibile non innamorarsi di Baymax, l'operatore sanitario più divertente della storia del cinema. Un film tutto da godere, gioia pura per gli occhi e il cuore.

Restando sul tema fantastico, gli appassionati di Lo Hobbit non possono perdersi l'ultimo capitolo, La battaglia delle Cinque armate, della trilogia ispirata all'omonimo romanzo di J.R.R. Tolkien. Anche l'epilogo infatti conferma la bontà dei precedenti episodi puntando, come sempre, su effetti speciali e computer grafica 3D di altissimo livello. La potenza delle immagini trascina lo spettatore nella realtà fantastica tolkieniana, e lo coinvolge nell'avventura di Bilbo Baggins, Thorin Scudodiquercia e il resto della compagnia dei nani, che dopo aver cacciato Smaug da Erebor devono affrontare una battaglia epica per la sopravvivenza.

Il film più interessante del periodo, tra le rivelazioni dell'anno, è L'amore bugiardo di David Fincher, tratto dal romanzo Gone Girl di Gillian Flynn. Il film è abbastanza lungo, quasi due ore e mezza, ma coinvolge lo spettatore dal primo minuto e lo tiene incollato fino all'imprevedibile epilogo. I numerosi colpi di scena ribaltano continuamente la prospettiva della storia, smentendo di volta in volta le varie congetture. Il risultato è un ritratto cinico e spietato della vita di coppia, basata su bugie, sopportazione e compromessi, da cui il titolo italiano, per una volta azzeccato, L'amore bugiardo. A cui si aggiunge il potere dei media e il ruolo fondamentale che quest'ultimi svolgono nel veicolare pensieri e condizionare le scelte della società. Dal montaggio alla colonna sonora, il nuovo thriller psicologico di David Fincher è tecnicamente perfetto, e viene impreziosito dalla superba interpretazione di Rosamund Pike, che le varrà probabilmente una candidatura per l'Oscar, e di Ben Affleck, credibile nei panni di un marito in bilico tra l'essere vittima o carnefice. Ipnotico, intelligente, imprevedibile, agghiacciante, L'amore bugiardo è un film da non perdere!

Dopo il divertente La parte degli angeli, Ken Loach torna in Irlanda per raccontare la lotta classista tra i ricchi latifondisti di destra e il proletariato di sinistra, in cui si inserisce la Chiesa, restia a qualsiasi cambiamento sociale. Il tutto attraverso le vicissitudini di Jimmy Gralton, personaggio realmente esistito, e della sua "sala", luogo d'incontro e condivisione sociale di idee, saperi e semplici piaceri, come il ballo. Un luogo "pericoloso" secondo il clero, favorevole a mantenere il popolo nell'ignoranza per evitare la circolazione di ideali "comunisti" come fratellanza, libertà e condivisione, e altri esponenti di destra che fanno di tutto per ostacolare il successo della sala. Sullo sfondo la sfortunata storia d'amore tra Jimmy e Oonagh, accomunati dagli ideali e dalla passione per il ballo. Un film piacevole, ben diretto e recitato, che ha il merito di trasmettere un messaggio sociale che va ben oltre il contesto di riferimento, l'Irlanda degli anni trenta, di cui scorgiamo appena sofferenze e problematiche.

Infine, tornando al cinema di casa nostra, per gli amanti del noir consiglio il nuovo film di Stefano Incerti, Neve. L'incontro tra due anime tormentate, Roberto e Norah, alla ricerca di un duplice riscatto: economico e sentimentale. Sullo sfondo la neve, continua e abbondante, che ben rappresenta lo spirito dei protagonisti. Ottima l'interpretazione di Roberto De Francesco, commovente e misterioso, premiato per la migliore interpretazione al Courmayeur film festival.

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