27 dicembre 2014

Recensione: PESTE di Alfredo Colitto

Titolo: Peste
Autore: Alfredo Colitto
Editore: Piemme
Pagine: 392
Anno di pubblicazione: 2014
Prezzo copertina: 17,90 €


1654. Enrico II di Lorena, duca di Guisa, dopo l'ennessimo fallimento nel tentativo di riconquistare Napoli, decide di inviare nella città partenopea una spia, l'ufficiale Fournier, per corrompere qualche nobile spagnolo e preparare la prossima invasione. 1655. Cecilia di Nola, giovanissima ragazza con la passione per la pittura, si trova a palazzo Guzmán con la famiglia di saltimbanchi per uno spettacolo, quando suo malgrado si trova ad origliare di un complotto che coinvolge lo stesso conte. Per questo, la notte successiva, Diego e altri bravi al soldo dello spagnolo uccidono tutta la sua famiglia, mentre Cecilia riesce a scappare grazie all'aiuto inaspettato di Sebastiano Filieri.

Quest'ultimo, detto il Santaro, ex membro della Compagnia della Morte, è un pittore solo e disilluso che dopo aver perso tutto vive solo per affermarsi nel mondo dell'arte. Tuttavia l'incontro con Cecilia, e la conseguente scoperta del complotto, riaccende in lui le vecchie passioni politiche. Così decide non solo di proteggere la ragazza, ma anche di trasmetterle tutte le sue competenze artistiche. Per sventare il complotto però dovrà vedersela non solo con Diego, smanioso di mettere le mani sul segreto di Cecilia, ma anche con un nemico più infido e pericoloso: la peste

Enrico II di Guisa
Peste è un romanzo storico con una trama ben articolata, avvincente e ricca di colpi di scena. Colitto mescola sapientemente realtà storica e fiction per creare un thriller coinvolgente e imprevedibile fino all'epilogo. Inoltre il romanzo offre un interessante affresco di Napoli durante l'epidemia di peste del 1656, in cui morirono oltre la metà degli abitanti. I personaggi sono credibili, variegati e presentano diverse sfumature; oltre a quelli già citati, svolgono un ruolo importante nella storia anche Dolores, nobildonna spagnola che finisce per innamorarsi di Fournier; padre Luigi, un prete particolarmente illuminato e coraggioso; don Michele Agliaro, ricco amico d'infanzia di Sebastiano. Tra le tematiche principali troviamo l'odio, il desiderio di vendetta, la passione politica, l'amore per l'arte, la tenacia di inseguire i propri sogni, le problematiche di Napoli, già condizionata all'epoca dalla presenza della camorra.

"...ormai aveva imparato che a Napoli non esisteva il domani, già in condizioni normali. Meno che mai durante un'epidemia di peste".

Un romanzo storico consigliato a tutti gli appassionati del genere, ancora meglio se amanti della bellissima città partenopea.

L'AUTORE
Alfredo Colitto, affianca all’attività di scrittore quella di traduttore per alcune tra le maggiori case editrici italiane. È l’autore di Cuore di ferro (finalista al Premio Salgari), I discepoli del fuoco (finalista al Premio Azzeccagarbugli e vincitore del Premio Mediterraneo del Giallo e del Noir e del Premio di Letteratura Poliziesca Franco Fedeli), Il libro dell’angelo (vincitore del Premio Azzeccagarbugli 2011)e La Porta del Paradiso. I suoi romanzi sono stati tradotti in 7 lingue e pubblicati in 21 Paesi. 

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