21 maggio 2015

Recensione: LA SCELTA DI PEGGY HARPER di Leonard Merrick

Titolo: La scelta di Peggy Harper
Autore:
Leonard Merrick
Editore: Castelvecchi
Pagine: 192
Anno di pubblicazione: 2015 

Prezzo copertina: 17,50


Recensione a cura di Eleonora Cocola

Christopher Tatham è solo un ragazzo quando suo padre muore lasciando a lui e a sua madre una rendita modestissima, che costringerà il ragazzo a contribuire al manteniento della madre. Per fortuna lo zio di Christopher è un commerciante di luppolo di successo, e può garantire al nipote un lavoro sicuro come impiegato. Un futuro certo ma poco soddisfacente, quello dell’impiegato, che a Christopher, il quale ha sempre sognato di calcare le scene, va decisamente stretto.

Il ragazzo è determinato e possiede un certo talento; con l’appoggio degli zii, decide di fare di tutto per persegure la sua ambizione di diventare un attore. Durante un provino incontra una ragazza di nome Peggy, anche lei aspirante attrice: è molto bella, il suo entusiasmo è contagioso, e i due diventano subito amici. A distanza di qualche anno capiscono di nutrire sentimenti più profondi l’uno verso l’altra, e si promettono amore eterno. Nel frattempo Christopher continua a lottare per sfuggire a un grigio futuro di impiegato, mentre a Peggy, proprio quando si è rassegnata ad abbandonare la carriera teatrale, capita un insperato colpo di fortuna.

Leonard Merrick ha un grande merito, quello di rappresentare in maniera vivida e spietata il mondo dello spettacolo. Osserviamo Christopher barcamenarsi fra colloqui inutili e ruoli senza importanza in commedie insulse; lo vediamo recitare in compagnie di basso livello davanti a pubblici dal palato tutt’altro che raffinato, alloggiando in squallide stanze d’albergo e ricevendo paghe ridicole. L’autore presenta una galleria di personaggi tipici del mondo del teatro: impresari disonesti, registi presuntuosi; un attore decaduto e ormai inffidabile e alcolizzato; un’attrice priva di talento ma estremamente colta e intelligente; una ex attrice mediocre che proietta sulla figlia tutte le sue ambizioni frustrate (la madre di Peggy). Il tutto è ambientato tra la Londra di inzio novecento, di cui Merrick dà un vivace ritratto, e lo squallore della provincia inglese.

In un mondo, quello del teatro, in cui il più onesto è un filibustiere, Christopher mantiene la sua integrità nonostante tutte le paghe non ricevute, i fallimenti e le frustrazioni; non smette di aiutare gli amici anche se questo significa mettersi nei guai e con Peggy si comporta da vero gentiluomo anche quando la ragazza non se lo meriterebbe. Nonostante l’ambientazione, il romanzo sa essere attuale riguardo a un tema che purtroppo al giorno d’oggi molti conoscono bene: la precarietà del lavoro e la necessità di adattarsi a una carriera mediocre. Ci sono dettagli, come la sensazione di trovarsi a mani vuote alla fine di una tournèe, o il disagio provato dal protagonista quando i parenti gli chiedono novità sul fronte lavorativo, in cui chi ha conosciuto il lavoro precario può riconoscersi all’istante. Christopher rimane come intrappolato in un futuro ingrigito da un lavoro noioso e da una moglie che si rende conto di non amare; un destino non tragico ma tristemente realistico.

La vividezza della contestualizzazione è il punto forte del libro, i cui protagonisti mancano però di profondità: questo è vero soprattutto per Peggy, che fin dall’inizio è descritta come una ragazza frivola e superficiale, ma che verso la fine diventa una vera e propria macchietta senza alcuno spessore, il prototipo dell’attrice senza talento e dalla testa vuota, il cui successo è dovuto solo al caso e al viso grazioso. Pochissimo spazio è dedicato ai sentimenti di Christopher nei suoi confronti, tanto che non si riesce proprio a capire come mai lui decida di impelagarsi in un fidanzamento con tale oca, e come poi faccia a sopportarla. Di lei, dall’altra parte, è messa in luce la piattezza dei sentimenti, e la decisione di accettare la proposta di Christopher sembra essere dovuta solo al fatto che lui è un bravo ragazzo. Nel complesso tutti gli altri personaggi, anche quelli secondari, sono molto più reali, mentre Peggy è talmente stereotipata da risultare improbabile. Questo, insieme a un finale frettoloso e non ben preparato, rovina un po’ la personalità del romanzo.

L'AUTORE
Leonard Merrick. (Londra, 1864-1939) Nato Leonard Miller, dopo gli studi per diventare avvocato si trasferisce in Sudafrica come supervisore delle miniere di diamanti del padre. Tornato a Londra, inizia la carriera di attore e manager, assumendo il nome di Leonard Merrick, con il quale firma anche le sue opere letterarie. Nel 1918 una raccolta completa delle sue opere viene pubblicata con la cura e le prefazioni di J.M. Barrie, G.K. Chesterton e H.G. Wells. Molti dei suoi lavori sono stati adattati per il cinema e la televisione. Stimato dagli scrittori suoi contemporanei, Merrick raggiunge solo oggi, con La scelta di Peggy Harper (1911), il pubblico italiano.

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