mercoledì 30 settembre 2015

La recensione in anteprima del prequel e del primo romanzo di HANIA, la nuova trilogia fantasy di Silvana De Mari

Recensione a cura di Marika Bovenzi

Hania. Il Regno delle tigri bianche
è il prequel della trilogia fantasy di Silvana De Mari. Un libricino che attraverso 94 pagine anticipa al lettore il meraviglioso regno delle Sette Cime, ed i suoi valorosi abitanti. Un regno strabiliante, caratterizzato da tigri bianche e querce nere, governato dal buono e giusto re Harin, che difende i suoi territori dai nemici spietati. Il sovrano, inizialmente senza eredi, diventa poi padre di una bambina di nome Haxen. Quest’ultima durante la crescita viene affiancata dal giovane scudiero Dartred, figlio del fabbro di corte, che le insegna i rudimenti della lotta e l’addestra nell’uso della spada. La vita a corte scorre tra gioia e diletto, fino a quando un giorno re Harin viene ucciso durante una battuta di caccia, e le tenebre calano sul reame.

Un Oscuro Signore trama nell’ombra e architetta piani per intrecciare il suo futuro con quello del regno. Ed è proprio il nonno di Haxen, il vecchio re Mago, a scoprire i piani del sovrano delle Tenebre e avvertire la regina madre e sua figlia: la notte della morte del re Mago, l’Oscuro Signore avrebbe generato un figlio nel ventre di una donna. La corte a quel punto diventa un luogo pieno di sussurri e pensieri sconcertanti a cui nessuno riesce a dar voce. Chi è la prescelta? Quali saranno le sorti del regno?

Gli scenari che fanno da sfondo al libello sono descritti magistralmente. L’autrice, attraverso la descrizione del regno delle Sette Cime, crea una vera e propria mappa che il lettore riesce ad immaginare facilmente nella propria mente: dalla valle tonda, ai sette altopiani, alle cascate, ai boschi di querce nere dal legno indistruttibile, al fiume principale Dovor circondato da frutteti, alle miniere di sale, alle terre barbare occidentali, al regno delle Grandi Pianure a oriente, traboccante d’oro. Per quanto riguarda i personaggi troviamo re Haxen, valoroso guerriero, astuto, cortese e a tratti allegro; Dartred figlio di un uomo potente (fabbro e addetto alle cronache), dapprima lavora nella fucina del padre, poi diviene scudiero della principessa. Curioso, intelligente e abile nella lettura e nella scrittura, a mio avviso rappresenta il personaggio principale poiché gioca un ruolo fondamentale nella difesa del regno; infine Haxen, impavida, testarda, regale, ma allo stesso tempo umile e forte.

Lo stile è semplice e rende la lettura scorrevole e piacevole. La scrittrice si concentra molto sulla descrizione degli scenari, mentre si limita ad abbozzare il profilo psicologico dei personaggi senza scendere nei particolari. Il libro, più che prequel, lo definirei una raccolta di storie, poiché narra di determinati episodi e gesta della vita della principessa Haxen e del suo scudiero Dartred, come la nascita reale, la morte del re, l’inizio del lavoro a corte, e le strade diverse intraprese dai personaggi quando l’oscurità cala sul regno. Una libricino gradevole, non da leggere necessariamente prima della trilogia principale.

Hania. Il Cavaliere di Luce invece è il primo romanzo della trilogia fantasy di Silvana De Mari. Un inno all’amore, al coraggio e alla forza d’animo. L’Oscuro Signore del regno delle Sette Cime ha un piano: generare un figlio malvagio nel ventre di una donna. La giovane prescelta è la principessa Haxen, che non sa spiegarsi come possa attendere un figlio senza mai aver giaciuto con un uomo. Ma è stata avvertita dal Re Mago e sa che il bambino deve essere ucciso al momento della nascita, in quanto figlio delle tenebre. Haxen partorisce una bambina che porta sul polso il marchio infernale del padre, ma, a dispetto degli avvertimenti, decide di non ucciderla e di scappare dalla reggia. Sin dal ventre della madre, Hania è cosciente di tutto. Lei conosce i piani. Una volta nata, si rivela una bambina apparentemente tranquilla. Le uniche stranezze sono il modo anomalo in cui cresce (dopo pochi mesi sembra avere tre anni), l’odio verso il latte materno, visto come un veleno, il piacere della carne cruda, la capacità di poter comandare le menti di tutti gli animali, il non voler parlare (resta sempre muta) e il non poter comunicare con la madre. Durante la fuga però, la principessa Haxen si accorge di essere seguita da un misterioso uomo: quest’ultimo altri non è che Dartred, figlio del fabbro, scudiero e amico d’infanzia. Grazie al suo aiuto, madre e figlia riescono a superare molti pericoli. Con il passare del tempo Hania si rende conto che l’amore della madre è autentico e puro, ma proprio quando sta per comprendere l’essenza del bene, suo padre, l’Oscuro Signore, la reclama come sua proprietà con l’intento di uccidere la principessa Haxen. Quali saranno le sorti delle due protagoniste?

L’ambientazione ancora un volta è descritta in modo scrupoloso. Durante la fuga della principessa e della sua pargola, ci spostiamo di volta in volta attraverso paesaggi boschivi, villaggi con taverne, monti dalle cime appuntite, ponti fatti di corda, ruscelli, campagne di mandorli, fattorie, e ambienti innevati. Tra i protagonisti ritroviamo alcuni presenti anche nel prequel e altri del tutto nuovi; Haxen, principessa del regno, si dimostra valorosa, furba e ostinata. Non prova odio nei confronti della figlia, ma a tratti si dimostra ingenua, soprattutto quando deve compiere delle scelte per la bambina; Dartred, il felice ragazzo dell’infanzia della principessa, è divenuto ora un uomo silenzioso, forte, solitario e caparbio; Hania, la bambina con il nome di una bambola materna, strana, isolata, indifferente e all’apparenza fredda e scostante, si rivela una creatura capace di amare, conscia dei sentimenti buoni e dei sacrifici di Haxen.

Lo stile è lineare e diretto. Dietro questa storia con elementi del tutto fantastici, vi sono tematiche importanti come l’amore incondizionato di una madre, i sacrifici compiuti per proteggere chi si ama, l’affetto, la dedizione e la gratitudine di chi viene aiutato.

Un libro che, oltre ad intrattenere, insegna ad amare il prossimo e ad avere il coraggio di battersi per il diverso.

L'AUTRICE
Silvana De Mari è nata nel 1953 in provincia di Caserta e vive a Torino, è specializzata in chirurgia generale e in psicologia cognitiva, ha praticato la professione di chirurgo in Italia e in Africa e attualmente si occupa di psicoterapia. Non si definisce una scrittrice, ma un medico che scrive. Il suo romanzo best seller, L’ultimo elfo (Premio Bancarellino e Premio Andersen 2004), l’ha consacrata come una delle autrici italiane di libri per ragazzi più conosciute al mondo. I suoi libri sono tradotti in una ventina di lingue e hanno ricevuto premi importanti.

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