mercoledì 25 maggio 2016

Recensione: I MANOSCRITTI PERDUTI DEGLI ILLUMINATI di G. L. Barone

Titolo: I manoscritti perduti degli Illuminati
Autore: G. L. Barone
Editore: Newton Compton
Pagine: 384
Anno di pubblicazione: 2016
Prezzo copertina: 12,00 €
 


Andreas Henkel, agente del Servizio Segreto Vaticano, è in Svizzera con la sua fidanzata, il magistrato Stella Rosati, quando a Firenze, nella casa d'aste Paolini, esplode una bomba e un gruppo di paramilitari fa irruzione per rubare antichi codici, noti come i "manoscritti degli Illuminati", ed eliminare alcuni dei partecipanti all'asta. Ma cosa contengono di tanto importante questi rotoli da spingere qualcuno ad uccidere? Sarà lo stesso Andreas, suo malgrado, a doverlo scoprire, dopo che qualcuno in Svizzera ha rapito Stella e minaccia di ucciderla - dopo settantadue ore - se l'agente dell'SSV non riuscirà a recuperare i monoscritti. Inizia così una corsa contro il

tempo tra Lugano, Roma, Firenze, Bologna, Venezia, Gerusalemme, Atene e una località nel Nord dell'Iran, dove alcuni scienziati stanno portando avanti una ricerca che potrebbe cambiare per sempre il futuro della razza umana...

L'Acropoli di Atene, uno degli scenari del romanzo
Il nuovo romanzo di G.L. Barone riprende la storia dove si era interrotta nel precedente La chiave di Dante, ovvero dalla scoperta dei manoscritti degli Illuminati in Islanda, e ritroviamo alcuni dei protagonisti del primo romanzo dell'autore, La cospirazione degli Illuminati; a partire da Andreas Henkel, l'ex agente del Servizio di Sicurezza Cecoslovacco che questa volta è chiamato ad intervenire non per salvare il Vaticano, ma la sua amata fidanzata Stella.

La chiesa di San Giovanni in Bragora (Venezia)
Ad affiancare Andreas in questa palpitante e pericolosa avventura, ci sono la giovane e ambiziosa Viola Puccini, sottotenente del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale - il comando dei carabinieri che si occupa di prevenire i traffici di opere d'arte, e la giovanissima laureanda Elisheva Ravitz, coinvolta nella vicenda per la sua tesina sulla teoria raeliana. Sul loro cammino si troveranno a dover affrontare il Toro - reduce dalla missione in Islanda; sicario per conto dei Cavalieri di Malta, questa volta viene incaricato di recuperare i preziosi rotoli - che rappresentano una minaccia per la Chiesa, ed eliminare tutti coloro che volevano partecipare all'asta. Mentre in Iran, la potente Xiaochen Zhao, una delle donne più influenti della NDRC (Commissione Nazionale per lo Sviluppo e le Riforme cinese) è disposta a tutto per mettere le mani su quei rotoli, convinta di poter portare a termine il misterioso progetto GenARTIF.

G.L. Barone, alternando presente e passato, tiene col fiato sospeso il lettore fino all'imprevedibile epilogo. Come per i precedenti romanzi, l'autore si rivela molto abile nel dosare azione, colpi di scena, descrizioni di luoghi e personaggi e spiegazioni pseudoscientifiche, nelle quali troviamo un mix di religione, storia, esegesi biblica e ingegneria genetica. Grazie a capitoli brevi, il ritmo si mantiene sempre alto e la lettura risulta estremamente scorrevole. I manoscritti perduti degli Illuminati si rivela un libro piacevole, coinvolgente e offre spunti interessanti per riflettere su alcuni misteri legati alla Bibbia ma anche sui lati oscuri della ricerca genetica. Un romanzo che conferma il grande talento dell'autore, che oramai deve essere considerato - non solo in Italia - un maestro del genere.

L'AUTORE
G. L. Barone, nato a Varese nel 1974, ha una laurea in giurisprudenza, è appassionato di economia e nel tempo libero suona in un gruppo heavy metal. I suoi libri sono tradotti nei Paesi di lingua anglosassone, portoghese e spagnola. Per la Newton Compton ha pubblicato La cospirazione degli Illuminati, Il sigillo dei tredici massoni, La chiave di Dante, il serial ebook Il tesoro perduto dei templari e uno dei racconti della raccolta Sette delitti sotto la neve.

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