13 luglio 2016

Recensione: SENTENZA DI MORTE di Andreas Gruber

Titolo: Sentenza di morte
Autore: Andreas Gruber

Editore: Longanesi
Pagine: 420
Anno di pubblicazione: 2016

Prezzo copertina: 18,60 €


Recensione a cura di Greta Sala

Sentenza di morte è un thriller psicologico che provoca nel lettore quasi dipendenza, mano a mano che prosegue con la lettura. Se all’inizio la storia può sembrare poco avvincente, o i personaggi poco accattivanti, ci si ricrede quasi immediatamente. La storia parla di Sabine, una giovane agente di polizia che, per volere del burbero e solitario ma geniale profiler Marteen Sneijder, viene ammessa al corso del Dipartimento Investigativo Federale con sede nella tranquilla e, almeno apparentemente rassicurante, cittadina di Wiesbaden, a cinque ore da Monaco. Sotto la guida di Sneijder,
Sabine e gli altri studenti del suo corso dovranno cercare di venire a capo di alcuni casi irrisolti, in particolare quattro omicidi che la penna di Andreas Gruber racconta in modo dettagliato, a volte facendo risaltare dettagli davvero raccapriccianti.

Gli allievi si troveranno a dover studiare i fascicoli del caso Centipede di Berlino, in cui viene sterminata un’intera famiglia con un bisturi; il caso del mare dei Wadden, in cui viene uccisa una studentessa sulla spiaggia con un coltello a serramanico; il caso Cannibale, dove la vittima è un conduttore televisivo; e il caso dell’ Uomo Cavallo di Norimberga, in cui un ex politico austriaco viene ucciso da due figure mascherate con una frusta avvelenata. A parte il fatto di susseguirsi a intervalli regolari di un anno l’uno dall' altro, i quattro casi sembrano non avere alcun collegamento fra loro, ma Sabine forse trova una traccia e inizia, in modo del tutto autonomo, una ricerca che la porterà addirittura a Vienna.

Qui, intanto, l’agente Melanie Dietz sta conducendo un’indagine per scoprire chi ha rapito e tatuato sulla schiena di Clara, figlia di una sua vecchia amica che è riuscita a scappare dal proprio carceriere - che la teneva segregata in una casa in mezzo al bosco a due km da Vienna, uno dei gironi dell’Inferno di Dante. Insieme all’agente Houser, Melanie si troverà davanti a più omicidi dello stesso assassino e dovrà cercare di guadagnarsi la fiducia di Clara e di non tralasciare nessuna traccia. Due detective che sembrano anch’esse non avere niente a che fare tra loro ma che, invece, si troveranno fianco a fianco in un susseguirsi di cacce all’uomo, false piste e ostacoli da superare per arrivare alla verità.

Un ritmo abbastanza serrato e alcuni colpi di scena che arricchiscono la narrazione fanno di Sentenza di morte un interessantissimo giallo che mette in risalto l’importanza della risolutezza nelle proprie azioni, la fragilità emotiva che caratterizza alcuni di noi in seguito a un evento sconvolgente e la potenza del desiderio di vendetta. I caratteri dei personaggi sono sufficientemente analizzati e descritti quindi, personalmente, ritengo che questo libro sia adatto a chi interessano i thriller ma è anche affascinato ad entrare, come un vero profiler, nella mente dei protagonisti per immedesimarsi pienamente nella storia.

L'AUTORE
Andreas Gruber è nato a Vienna nel 1968 e vive con la sua famiglia a Grillenberg, in Austria. È autore di racconti e di romanzi di successo grazie ai quali ha vinto numerosi premi. 

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