domenica 20 novembre 2016

Recensione: FUOCO VERDE. ILDEGARDA DI BINGEN, DONNA DEL MISTERO di Costanza Cavalli

Titolo: Fuoco verde. Ildegarda di Bingen, donna del mistero
Autore: Costanza Cavalli

Editore: San Paolo
Pagine: 176
Anno di pubblicazione: 2016

Prezzo copertina: 12,00 €


Recensione a cura di Marika Bovenzi

Fuoco verde. Ildegarda di Bingen, donna del mistero è il nuovo romanzo a sfondo storico di Costanza Cavalli che ci racconta la storia e le sfaccettature caratteriali di una delle più grandi donne dell’ epoca medievale. Santa Ildegarda fu una mistica, una musicista, una scrittrice, un’esperta di erbe e di politica, ed è stata proclamata Dottore della Chiesa il 7 ottobre 2012 da Benedetto XVI. Voce narrante della storia è Clementia, sorella di Ildegarda e suora, che ripercorre per sommi capi la vita della santa, delineando il ritratto di una donna
determinata, forte, coraggiosa, amante del silenzio e della giustizia, anticonformista e dedita alla predicazione e alla preghiera.

La mistica nasce in una famiglia nobile nel 1098 in Renania, e a soli otto anni entra nella badia benedettina di San Disibodo, prendendo giovanissima i voti. Ma la sua vita non è semplice: sin da bambina soffre di malori continui e di frequenti mal di testa accompagnati da visioni mistiche che, però, non danneggiano il suo spirito combattivo e autoritario, tanto da permetterle -da adulta- la possibilità di consigliare, ammonire e confrontarsi con le più alte personalità della Chiesa e dell’Impero, tra cui il monaco cistercense Bernardo di Chiaravalle e l'imperatore Federico Barbarossa. Oltre a questo excursus generale della vita della santa, il romanzo si concentra in particolar modo su un evento che apre e conclude il testo: il diverbio con il vescovo di Magonza che accusa Ildegarda di aver dato ospitalità a un ragazzo scomunicato fino al momento della morte, punendo il monastero con il divieto di essere ammessi alle funzioni religiose. Ildegarda non accetta il provvedimento e ovviamente combatte contro le alte istituzioni per ribadire gli insegnamenti cristiani dell’amore verso il prossimo, dell’altruismo, della generosità e della poca importanza del credo religioso difronte alle difficoltà.

Con un linguaggio elegante e artificioso, Costanza Cavalli riesce a mixare bene elementi storiografici reali, riguardanti la vita di Ildegarda e appresi attraverso un accurato studio dei testi antichi (come ad esempio la sua personalità erudita, coraggiosa e inarrestabile); a elementi romanzati come la figura di Clementia, di cui realmente non si conosce quasi nulla. L'autrice, inoltre, si fa apprezzare per la capacità di adattare lo stile all’epoca in cui è ambientato il romanzo: non ci troviamo difronte a modernismi o ad un linguaggio tipico dei racconti odierni, al contrario, è talmente ricercato e studiato da incastrarsi perfettamente nell’arco cronologico della vita di Ildegarda. Un libro che consiglio vivamente a tutti gli appassionati del genere storico, ma anche a chi ha voglia di conoscere una figura affascinante e controversa.

L'AUTRICE
Costanza Cavalli è nata a Brescia nel 1992. Diplomata in arpa al Conservatorio, è laureata in Lettere moderne all’Università Cattolica di Milano. Giornalista pubblicista, scrive nella sezione cultura del periodico Panorama. Vive a Milano con quattro gatti e tre tartarughe. 

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