sabato 19 novembre 2016

Recensione: TONY & SUSAN di Austin Wright. Da questo libro il film "Animali notturni" con Jake Gyllenhaal e Amy Adams

Titolo: Tony & Susan
Autore: Austin Wright

Editore: Adelphi
Pagine: 408
Anno di pubblicazione: 2016

Prezzo copertina: 14,00 €


Recensione a cura di Eleonora Cocola

Si somigliano, Tony e Susan. Lei è una cinquantenne dalla vita tranquilla: insegnante di inglese, marito medico, tre figli, una bella casa, la passione per la lettura. Tony è un professore di matematica, ha una moglie che ama, una figlia adolescente e una seconda casa nel Maine; una vita assolutamente regolare. Ma che rapporto c’è fra i due? Tony non è che il frutto della fantasia dell’ex marito di Susan, Edward, il quale sembra essere finalmente riuscito a realizzare il suo sogno di diventare scrittore. E ha deciso di inviare
il manoscritto del suo primo romanzo, intitolato Animali notturni, proprio all’ex moglie, che è sempre stata il suo miglior critico. E così adesso Susan è comodamente accoccolata sul divano a leggere la storia di Tony Hastings, il quale, in viaggio verso la sua casa nel Maine, si ritrova coinvolto suo malgrado in uno scherzo balordo, uno speronamento che gli fa bucare una gomma. Ed ecco che in un attimo il suo mondo viene sconvolto, la sua famiglia viene distrutta.

«Che storia cupa, Edward. Cupa e pesante» si ritrova a pensare Susan dopo aver letto a metà il romanzo del suo ex marito. Eppure c’è qualcosa, in quella storia cupa e pesante, che la cattura, e allo stesso tempo la angoscia, la inquieta, la fa riflettere. Il libro la prende talmente tanto che finisce per sentirsi lei, minacciata. I lettori lo sanno, succede di farsi coinvolgere da storie inventate, da personaggi che vivono solo tra le pagine. Ci affezioniamo ai personaggi, ci preoccupiamo per le loro sorti, piangiamo se succede loro qualcosa; a volteci mancano dopo aver finito il libro. A volte nelle loro storie finiamo per ritrovare un po’ di noi stessi, e ci costringono a riflettere. Se una trama è ben strutturata e ricca di sfaccettature ci coinvolge come se la stessimo vivendo in prima persona, o come se stesse capitando a qualcuno che ci è molto vicino. Susan per esempio, turbata dalla storia di Tony, comincia a passare in rassegna le ombre della sua vita e a rivangare i ricordi del suo matrimonio con Edward. Strano personaggio Edward, il più interessante di tutto il romanzo: non compare mai, se non nella memoria della sua ex moglie; la sua ombra inquietante si cela dietro a quella storia cupa e pesante in grado di catturare l’attenzione del lettore fin dalla prima pagina.

La struttura narrativa architettata da Austin Wright è veramente originale, con il duplice racconto che prosegue su binari paralleli in un crescendo di tensione: da una parte seguiamo la disavventura di Tony che da scherzo balordo si trasforma in tragedia, dall’altra ci chiediamo continuamente quando e come la storia di Animali notturni e quella della sua lettrice Susan si incontreranno. Il gioco del romanzo nel romanzo ostacola il pieno coinvolgimento del lettore: Susan fa da filtro fra chi legge e il romanzo di Edward, come se ci fosse una vocina che ci ricorda in continuazione che quella che stiamo leggendo è solo un’invenzione, costringendoci dall’altra parte a riflettere sul ruolo della lettura e sulla struttura del romanzo. Un’operazione intelligente, che reinventa il genere del thriller e lo rende adatto anche ai lettori più raffinati.


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