Recensione: Il mio nome è Jamie. Outlander, di Diana Gabaldon

Titolo: Il mio nome è Jamie. Outlander
Autore: Diana Gabaldon
Editore: Corbaccio
Pagine:
128
Anno di pubblicazione: 2017

Prezzo copertina: 12,00 €


Recensione a cura di Marika Bovenzi

Per tutti gli appassionati della saga fantasy-storica di Outlander, l’autrice ritorna in libreria con un nuovo e singolare scritto, intitolato: Il mio nome è Jamie. La storia temporalmente si situa subito dopo i fatti di Lallybroch, dopo che Jamie ha ricevuto le frustate da Randall che, senza rimorso, assale Jenny. In questo libello di circa 120 pagine, la scrittrice trasporta il lettore nella Francia del 1740, in cui assistiamo alle vicende di un giovane Jamie Fraser accompagnato dall’amico fidato di sempre Ian Murray. Il nostro
rosso highlander, ormai orfano di padre, disilluso dalla terra natia e gravemente ferito, decide di lasciare la Scozia ed unirsi, insieme al suo accompagnatore, ad un gruppo di mercenari francesi.

Nella terra di Luigi XV, i nostri due baldi giovani vengono reclutati da un medico ebreo con lo scopo di trasportare due ingenti tesori nella metropoli sofisticata di Parigi: uno è la rarissima Torah; l’altro è la bellissima nipote del medico, Rebecca, destinata a un matrimonio combinato. Come previsto, Jamie e Ian si innamorano a prima vista della ragazza, ma il clima teso e pericoloso in cui versano, non permette loro di dichiararsi e slegarla da un contratto così rozzo e obsoleto. A complicare ulteriormente il loro viaggio, ci saranno i continui scontri con gruppi di banditi e ladri locali che, pur di non lasciarsi scappare il preziosissimo bottino, sono pronti ad uccidere.

Lo stile è diretto e adrenalinico; il linguaggio semplice è arricchito da locuzioni latine, espressioni scozzesi e termini francesi. I personaggi sono del tutto diversi da quelli che i lettori sono abituati a leggere nella saga originale; mentre nei quindici libri ci troviamo difronte a due uomini testardi, ma forti e maturi, qui ci vengono presentati un Jamie ed un Ian giovani, ribelli, spassionati, spericolati, avventurosi. Nonostante sia una bella storia di amicizia, fratellanza, unione e cameratismo, trovo che il libro non sia necessario, né esplicativo ai fini di una lettura complessiva della saga. Infatti, in poche pagine Diana Gabaldon racchiude un piccolo spaccato di vita parigina del famoso scozzese, senza però narrare fatti salienti del periodo in cui Jamie viveva in esilio. Per questo, Il mio nome è Jamie non può essere considerato uno spin off, quanto piuttosto il racconto di un’avventura a cui Jamie e Ian hanno preso parte.

In definitiva, si tratta di un piacevole intrattenimento per tutti i fan e i lettori che attendono l’uscita di nuovi scritti della saga originale, nonché la terza stagione della serie televisiva.

L'AUTRICE
Diana Gabaldon è nata in Arizona nel 1952. Si è laureata in zoologia, ha un master in biologia marina e un PhD in ecologia e per anni ha insegnato nel dipartimento di Scienze ambientali dell’Arizona State University. Nel 1991 ha pubblicato il suo primo romanzo dando vita alla serie «Outlander», primo capitolo di una saga appassionante tradotta in oltre 20 lingue. I libri di Diana Gabaldon hanno venduto oltre 25 milioni di copie in tutto il mondo e in Italia sono tutti pubblicati con successo da Corbaccio (anche in edizione TEA).

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