23 agosto 2017

Recensione: L'ultima notte al mondo, di Bianca Marconero

Titolo: L'ultima notte al mondo
Autore:
Bianca Marconero
Editore: Newton Compton
Pagine:
448
Anno di pubblicazione: 2017

Prezzo copertina: 5,90 €


Recensione a cura di Marika Bovenzi

Come direbbe Paul Sweeney: “Capisci di aver letto un buon libro quando giri l’ultima pagina e ti senti come se avessi perso un amico”. Ed è proprio quello che si prova leggendo L’ultima notte al mondo, il nuovo romanzo di Bianca Marconero, una poliedrica autrice italiana che riesce a cimentarsi in diversi generi con grande maestria. Ho avuto modo di conoscerla attraverso il romanzo fantasy, Albion, per poi ritrovarla ne La prima cosa bella, un libro magnifico e pregno di cultura pop. Questa volta ci
troviamo difronte ad uno scritto totalmente diverso dai precedenti: l’amore ricercato e mai dimenticato fa da leitmotiv alla storia e i protagonisti, straordinariamente umani, sono tremendamente realistici e vivi.

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Marco Bertani, a soli ventitré anni e dopo un’infanzia burrascosa, si è già fatto carico della sua vita e di tutte le responsabilità che l’essere adulti comporta. Ora lavora come operatore di una rete televisiva locale a Bologna, esce ogni sera con una ragazza diversa, e nel cassetto ha il sogno di creare un programma televisivo personale. Tutto sembra scorrere normalmente e forse quasi abitudinariamente, fino a quando durante un servizio esterno per la TV si imbatte in Marianna Visconti, sua ex compagna di liceo, nonché primo irraggiungibile amore. Marco è innamorato di lei praticamente da sempre, ma le differenze sociali, le parole non dette, le incomprensioni ed eventi pesanti del passato hanno fatto si che i due si sfiorassero per poi allontanarsi definitivamente. E dopo cinque anni, la loro vita non potrebbe viaggiare su binari più diversi: Marianna, figlia di una ricca famiglia di Bologna, va in posti chic, ha accanto le persone giuste, ha frequentato una delle università più prestigiose degli Stati Uniti ed è ritornata a Bologna per far pratica in uno studio legale di un amico di famiglia. Marco, invece, viene da un quartiere periferico, la sua famiglia è un pandemonio e ancora freme per essere scoperto.

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Eppure il momento giusto si presenta proprio sotto forma di Marianna che, essendo stata lasciata dallo storico e perfetto fidanzato Luca, decide di lavorare per la tv conducendo il programma ideato da Marco. Tutto per dimostrare al suo ex di essere speciale e non prevedibile. Il nostro bel protagonista tutto ricci e creatività, non esita a cogliere al volo questa opportunità pensando che si tratti solo di mero lavoro. Purtroppo però, si sa, al cuore non si comanda e i sentimenti saranno difficili da gestire ed arginare, soprattutto quando il lavoro lo porterà a stretto contatto con Marianna. Non mancheranno incomprensioni, fraintendimenti, litigi e collisioni che li spingeranno a porsi delle domande circa il loro futuro e i loro desideri. Riusciranno i due protagonisti a inseguire i propri sogni e a cedere all'amore?

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Lo stile di Bianca Marconero è come sempre accattivante, brioso e diretto; grazie al suo linguaggio fluido e alla sua meticolosità, riesce a trasportare il lettore tra le viuzze di Bologna e le meraviglie che solo un’ antica città universitaria di retaggio medievale può offrire. Personalmente mi sono innamorata dei due protagonisti: da un lato Marco, un ragazzo sensibile e dolce, che grazie alla corazza che si è costruito nel tempo riesce a sopravvivere in questo pazzo mondo dove nulla è regalato e la vita può trasformarsi in un batter d’occhio in un incubo. Bianca Marconero non ci descrive un eroe, al contrario ci presenta qualcuno che nonostante abbia sanguinato e sofferto e si sia rimboccato le maniche, non abbandona quei valori puri e genuini -come la nobiltà d’animo e la lealtà- che solo una creatura rara può possedere. Dall’altro lato vi è Marianna , una ragazza che pur vivendo in un mondo roseo e aureo, fatto di benessere e vita agiata, non si sente completa ed è stanca di compiacere gli altri e mai se stessa; la sua gabbia dorata è un costante monito per la sua esistenza fatta di regole, sguardi colmi di orgoglio e alte aspettative; ma in fondo lei anela a qualcosa di diverso, qualcosa che le cambi la vita in meglio e che le doni la libertà di essere se stessa senza mezze misure, senza finzioni e senza approvazioni altrui.

Amanda Lemes
In tal senso, l’amore -tematica cardine del romanzo- sblocca le reticenze, le insicurezze e le titubanze dei due protagonisti. L’autrice grazie alla loro storia ci dimostra come i sentimenti non siano qualcosa da ignorare, quanto piuttosto da comprendere, accettare e vivere, e di come quelli più forti e profondi possano sopravvivere al tempo e alla distanza. Come ho detto qualche settimana fa, giocando con i titoli dei romanzi dell’autrice (editi da Newton Compton) è possibile in qualche modo rielaborare il concetto chiave di questa nuova storia: “Ed ero contentissimo: L’ultima notte al mondo, avrei ricevuto La prima cosa bella”. Nell’edizione cartacea è presente anche la novella intitolata Ed ero contentissimo, in cui l’autrice, attraverso un inusuale utilizzo delle fasi dell'elaborazione del lutto, ci narra la storia di Marco tra i banchi di scuola e di come si sia innamorato di Marianna, affrontando i vari stadi. In conclusione, è un romanzo che fa riflettere sui reali desideri del nostro cuore e sulle persone con cui vorremmo passare l’ultima notte al mondo. Lo consiglio a tutti coloro che desiderano immergersi in una storia struggente e, perché no, a chi crede fermamente che il tempo non possa scalfire le cose importanti.

L'AUTRICE
Bianca Marconero è lo pseudonimo di una scrittrice che vive a Reggio Emilia. Dopo aver lavorato come redattrice per alcuni periodici destinati ai ragazzi è approdata alla scrittura creativa. Già autrice di una saga fantasy, con Newton Compton ha pubblicato La prima cosa bella, ottenendo un grande successo. 

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