Recensione: No spoiler! La mappa segreta di tutte le storie, di Leonardo Patrignani e Francesco Trento. Illustrazioni di Agnese Innocente

Titolo: No Spoiler! La mappa segreta di tutte le storie
Autore: 
Leonardo Patrignani, Francesco Trento, Agnese Innocente (ill.)
Editore: DeA
Pagine: 192 ill.
Anno di pubblicazione: 2020
Prezzo copertina: 15,90 €

Recensione a cura di Mario Turco

In questo 2020 dove anche la scelta del racconto della pandemia di Covid-19 segue rigorose tecniche di storytelling, oggi più che mai conviene saper riconoscere quelle pratiche per non cadere, anche solo inconsciamente, vittime del suo potere persuasivo. Se i media informativi hanno preso in prestito le modalità del racconto dai parte dei colleghi audiovisuali può giovare soprattutto ai ragazzi riconoscere i topos su cui gran parte dei loro amati film, libri e videogiochi si basano per poi, si spera, da adulti non conformarsi agli aedi sanitari. Così ecco che No Spoiler! La mappa segreta di tutte le storie di Leonardo Patrignani e Francesco Trento con le illustrazioni di Agnese Innocente edito da DeA Planeta Libri si carica di un ulteriore motivo di fascino per la lettura. Sia chiaro che il libro dei due scrittori Patrignani e Trento vuole essere ed è un pratico manuale per gli adolescenti per imparare a riconoscere le codificate regole della narrazione mediale ma sicuramente gli schemi individuati possono fornire spunti per districarsi anche in mezzo all'infosfera.


Andiamo però al testo vero e proprio perché nelle sue quasi 200 pagine di estensione esso riesce a fornire un agile bignami di teoria e tecniche dello storytelling. E come indicato a pagina 11 “lo faremo (rullo di tamburi) passando attraverso i film, le serie tv, i romanzi e i cartoni animati di questi anni. Quelli che abbiamo amato e imparato a memoria. Stiamo parlando di Coco, Harry Potter, dei supereroi della Marvel, di Stranger Things, di Wonder”. I due autori così, nel corso di “No spoiler! La mappa segreta di tutte le storie” passano senza soluzione di continuità da rapidi e semplici accenni agli sviluppi accademici della storia della comunicazione (Campbell, Propper) ad interi capitoli atti a vivisezionare opere famose di questi anni per svelare come anche quelle più “innocenti” tipo School of rock sottostiano ai calcoli di attenti sceneggiatori. Per rendere la materia ancora più vicina agli interessi reali di tutti i giorni sono numerosi i paralleli con le vicende quotidiane dei giovani lettori. Così in mezzo a mantra di stampo quasi esistenzialista come “Ognuno è l'eroe della sua storia” e “non esiste una buona storia senza conflitto” ecco che intercorrono le buone pratiche per destare l'interesse degli spettatori: “La prima regola di ogni buona storia è questa: l’avventura trascinerà il protagonista da un mondo ordinario a un mondo straordinario”. In fondo già il più insuperato cantore della narrativa, l'Omero dell'Iliade e dell'Odissea, codificò in forma scritta tutti gli espedienti e, perché no, i trucchetti per rendere interessante il racconto. Un'altra regola fondamentale individuata dai due autori è quella di dare grande importanza all'interiorità del proprio protagonista: “la parte sommersa, invisibile (potremmo chiamarla il personaggio profondo), è molto più estesa di quella visibile. Sotto la superficie, sotto ciò che cogliamo coi nostri sensi, c’è quello che il personaggio nasconde di sé agli altri (per paura di essere giudicato, non compreso, o per altre motivazioni)”. E per aumentare l'empatia con la sensibilità del proprio eroe bisogna che esso cambi, sappia reagire di fronte alle avversità per progredire e riscattarsi dai propri errori: “quasi tutte le storie parlano fondamentalmente di una cosa: crescere”. 


Una volta individuata la struttura canonica del racconto il libro individua con precisione gli archetipi, quei modelli fissi (in realtà semoventi, come giustamente individuato) che servono a convogliare le aspettative dello spettatore per darne libero sfogo o, nei casi più coraggiosi, disilluderli: “Gli archetipi non sono ruoli fissi: sono maschere che possono essere indossate da questo o quel personaggio in momenti diversi della narrazione. Un personaggio può entrare in scena come Mentore e poi diventare un temibile Antagonista”. E qui gli esempi abbondano: dallo Han Solo di Star Wars che sembra all'inizio contrapporsi a Luke Skywalker per poi diventare un suo fedele alleato o, per citare un caso di studio stranamente non presente nel libro considerato il target di riferimento, quello di tante famose serie d'animazione giapponese: dal Vegeta di Dragon Ball al Sasuke di Naruto, dal Benji di Holly e Benji al Phoenix de I Cavalieri dello Zodiaco. Nella seconda parte del libro si scende ancor più nel dettaglio e si porta a conoscenza la famosa divisione in tre atti di una storia rintracciata già da Aristotele con encomiabile sintesi: “il primo imposta il racconto, il secondo lo porta avanti, il terzo lo chiude”. Anche qui numerosi gli esempi portati, dalla storia di Harry Potter a quella del primo episodio di Ritorno al Futuro che spiegano meglio di tante articolati tesi i segreti di una buona storia. In fondo, come scritto “anche un breve racconto, una barzelletta e persino un tema di Italiano possono essere suddivisi in atti”. Così la parte finale di No Spoiler! fornisce ai ragazzi anche un'utile guida per fare una serie di storie Instagram in grado di catturare l'attenzione narrativa degli altri utenti, forti delle nozioni imparate nelle pagine precedenti. Insomma, perché saper raccontare una storia è ancora una volta l'unico metodo per non farsi turlupinare da quelle degli altri.

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