Recensione: Gusto/Disgusto. Il cibo diventa cult: dal cinema alla tavola, di Luca Fassina

Titolo
: Gusto/Disgusto. Il cibo diventa cult: dal cinema alla tavola
Autore: Luca Fassina
Editore: Oligo
Pagine: 96
Anno di pubblicazione: 2025
Prezzo copertina: 13,00 €

Recensione a cura di Mario Turco

Il connubio esistente tra cinema e cibo è probabilmente uno dei più fecondi e facili da proporre. Se il cinema, per parafrasare Jean-Luc Godard, è la vita "24 volte al secondo”, in più di un secolo di immaginario allora sono miliardi le porzioni di esistenza riprodotte che raccontano il rapporto dei suoi protagonisti con il cibo. Tentare una classificazione che abbia valore assoluto è ovviamente un'impresa impossibile; questo non esclude il fatto che si possa tentare un approccio laterale che, pur ammettendo la parzialità della visione, non rinunci per questo a proporre una rassegna personale sulla presenza del cibo al cinema. 


Dopo la cucina nei libri di Stephen King e le rockstar a tavola, ecco allora che Luca Fassina prova con questo "Gusto/Disgusto. Il cibo diventa cult: dal cinema alla tavola", sempre pubblicato da Oligo Editore, a fare un volo d'uccello su questo argomento. Nelle 91 pagine di un formato tascabile, buono per entrare nei pantaloni ed essere magari consultabile anche in momenti d'ispirazione culinaria - i capitoli sono arricchiti infatti dalle ricette dei piatti che compaiono nelle scene più iconiche dei film più amati -, il saggio non ha la pretesa di essere un tomo di enciclopedia ma vuole, attraverso uno di stile scrittura brillante e schietto, incuriosire il lettore dando contezza di come il cibo sia spesso al cinema protagonista sia di intere scene che, in alcuni casi, addirittura il motore principale dell'azione. Gli esempi fatti dall'autore in questo caso, pur nell'esiguità del trattamento rivolto ad ogni lungometraggio, sono sempre puntuali, come dimostra questo estratto: "In The Menu (2022) il cibo viene vissuto come esperienza ai limiti dell'opera d'arte: mentre tutto precipita attorno a lui nell'inquietante ultima cena, Tyler continua a mangiare con gusto e appetito decantando: «Lo chef gioca con la materia grezza della vita stessa. E della morte. L'ho visto impiattare una capasanta cruda mentre contrae il muscolo per l'ultima volta... è arte sull'orlo dell'abisso, ed è lì che opera anche Dio». Figlio della passione degli ultimi anni per gli chef superstar, Boiling Point, il disastro è servito (2022) interamente girato in piano sequenza, si accompagna a esperimenti che vogliono svelare il torbido nel mondo dell'alta cucina come Il sapore del successo (2015), mentre nel thailandese Hunger (2023) una cuoca di talento specializzata in street food si spinge oltre il limite dopo avere accettato di seguire una formazione sotto la guida di un famigerato e inflessibile chef". 


Diviso in microcapitoli che espandono le declinazioni di questo rapporto e che hanno una chiarezza nominale invidiabile – da “Cibo e eros” a “Vomito e morte”, da “Il cibo sei tu” a “Cibo e pubblicità” -, "Gusto/Disgusto. Il cibo diventa cult: dal cinema alla tavola" va dritto per la sua strada in questo viaggio gastronomico/cinematografico e, senza farsi fermare dalla ristrettezza del formato, riesce pure a rifocillare il suo lettore con alcuni gustosi aneddoti. Molto interessante, in questo senso, la curiosità raccontata per la saga di Guerre stellari: “Il latte blu dei bantha di Tatooine viene descritto come una bevanda dal sapore dolce, forte e dissetante: lo incontriamo in Una nuova speranza (1977) dove l’attore Mark Hamill finge per dovere di copione che gli piaccia, quando invece in un post del 2019 dichiarò che «Era latte a lunga conservazione con colorante per cibo, oleoso, caldo e leggermente dolce. Vomitevole»”. Il libro di Luca Fassina riesce allora ad essere accattivante e allo stesso tempo erudito perché oltre alle immancabili scene cult (sì, vengono omaggiati il Big Kahuna Burger di “Pulp Fiction” e i maccheroni di “Un americano a Roma”) riesce anche a pescare frame meno conosciuti da film come “Eating Raoul”, “Jiǎozi” e “Come l’acqua per il cioccolato”. Chiude il libro un capitolo sui festival dedicati “all’accoppiata cinema/cibo” e perfino una nota sul gruppo Facebook Movie Chef che “ripropone i piatti del grande cinema e dei suoi protagonisti, portandoli a casa dei clienti”.

Luca Fassina lavora con la parola scritta da oltre trent’anni: giornalista, scrittore, traduttore e storyteller, è stato corrispondente musicale da Londra e manager dell’entertainment a Parigi. Oggi scrive per Classic Rock e Sergio Bonelli Editore; ha collaborato, tra gli altri, con RollingStone.it, ha tenuto seminari per il CPM di Milano e per la Arizona State University. Per la “Piccola Biblio­teca” di Oligo Editore ha pubblicato Cucina. Stephen King: ricetta per un disastro (2022).

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