Titolo: Io esisto
Autore: Holly Bourne
Editore: Camelozampa
Pagine: 448
Anno di pubblicazione: 2025
Prezzo copertina: 19,90 €
Puoi acquistare il libro qui: https://amzn.to/49zUTQ1
Recensione a cura di Luigi Pizzi
Io esisto è uno di quei romanzi che partono in sordina e poi, pagina dopo pagina, stringono lo stomaco. Holly Bourne racconta l’adolescenza senza filtri rassicuranti, mostrando quanto possa essere solitaria e crudele, soprattutto per chi non rientra nei modelli dominanti. È una storia che parla di invisibilità, di silenzi forzati e del momento in cui, finalmente, si decide di non tacere più. La protagonista è Paige Vickers, una ragazza abituata a farsi piccola. A scuola cerca di non attirare l’attenzione, a casa vive in una famiglia che la vede poco e male, sempre all’ombra di un fratello considerato “migliore”. Paige osserva, ascolta, registra tutto, ma raramente prende spazio. Il suo rifugio è la scrittura, il lavoro alla redazione scolastica, i luoghi tranquilli dove può essere sé stessa senza paura. Quando entra a far parte del gruppo che si occupa dell’annuario di fine anno, però, Paige si ritrova immersa in una dinamica tossica: le ragazze più popolari usano l'annuario come uno strumento di potere, per manipolare i ricordi, umiliare chi è più fragile e riscrivere la realtà a proprio vantaggio. Non è un bullismo rumoroso o plateale, ma sottile, continuo, normalizzato. Ed è proprio questo a renderlo così dolorosamente realistico. A poco a poco, Paige capisce che restare in silenzio significa continuare a subire. La sua trasformazione non è improvvisa né spettacolare: è fatta di esitazioni, paura, rabbia trattenuta e piccoli gesti di ribellione. Decidere di dire la verità — soprattutto quando fa comodo a pochi e danneggia molti — ha un prezzo, ma è anche l’unico modo per smettere di sentirsi inesistente.
Autore: Holly Bourne
Editore: Camelozampa
Pagine: 448
Anno di pubblicazione: 2025
Prezzo copertina: 19,90 €
Puoi acquistare il libro qui: https://amzn.to/49zUTQ1
Recensione a cura di Luigi Pizzi
Io esisto è uno di quei romanzi che partono in sordina e poi, pagina dopo pagina, stringono lo stomaco. Holly Bourne racconta l’adolescenza senza filtri rassicuranti, mostrando quanto possa essere solitaria e crudele, soprattutto per chi non rientra nei modelli dominanti. È una storia che parla di invisibilità, di silenzi forzati e del momento in cui, finalmente, si decide di non tacere più. La protagonista è Paige Vickers, una ragazza abituata a farsi piccola. A scuola cerca di non attirare l’attenzione, a casa vive in una famiglia che la vede poco e male, sempre all’ombra di un fratello considerato “migliore”. Paige osserva, ascolta, registra tutto, ma raramente prende spazio. Il suo rifugio è la scrittura, il lavoro alla redazione scolastica, i luoghi tranquilli dove può essere sé stessa senza paura. Quando entra a far parte del gruppo che si occupa dell’annuario di fine anno, però, Paige si ritrova immersa in una dinamica tossica: le ragazze più popolari usano l'annuario come uno strumento di potere, per manipolare i ricordi, umiliare chi è più fragile e riscrivere la realtà a proprio vantaggio. Non è un bullismo rumoroso o plateale, ma sottile, continuo, normalizzato. Ed è proprio questo a renderlo così dolorosamente realistico. A poco a poco, Paige capisce che restare in silenzio significa continuare a subire. La sua trasformazione non è improvvisa né spettacolare: è fatta di esitazioni, paura, rabbia trattenuta e piccoli gesti di ribellione. Decidere di dire la verità — soprattutto quando fa comodo a pochi e danneggia molti — ha un prezzo, ma è anche l’unico modo per smettere di sentirsi inesistente.
Parallelamente alla battaglia contro il bullismo psicologico, Io esisto racconta anche altri aspetti della vita di Paige: il rapporto complesso con la sua famiglia, contrassegnato da freddezza e abuso emotivo; la sua relazione con l’affettuosa e solida zia Polly, che rappresenta uno spazio di accoglienza; e l’incontro con Elijah, un compagno di scuola con cui nasce un legame autentico e graduale. La presenza di Elijah non oscura i problemi, ma accompagna Paige mentre impara a conoscere sé stessa e a capire che dire la verità non significa ferire, ma liberarsi dall’ombra in cui si è sempre nascosta. Nel complesso, il romanzo è un equilibrio sapiente tra dramma adolescenziale e riflessione profonda. Da una parte ci sono i tipici elementi di una storia scolastica — i pettegolezzi, i gruppi sociali, i conflitti di corridoio — dall’altra emergono temi molto più pesanti: bullismo sistemico, abuso emotivo in famiglia, ansia sociale e identità ferita. Bourne non si limita a descriverli superficialmente, ma li inserisce nella trama in modo da farli sentire reali e vicini a chi legge, soprattutto a chi ha attraversato o sta attraversando un’età in cui il giudizio degli altri può sembrare un destino. Bourne inoltre, tratta il tema del bullismo non come un fenomeno episodico o stereotipato, ma come una dinamica pervasiva: voci tossiche, escludere chi è diverso e reputare “normale” l’umiliazione, tutto descritto con franchezza e senza sconti. Questo non rende la lettura pesante, ma la carica di verità, mostrando che la scuola non è sempre un luogo di felicità spensierata, ma può essere un ambiente che lascia cicatrici dure.
Lo stile di Holly Bourne è diretto, empatico, mai compiaciuto. La scrittura è semplice ma incisiva, capace di restituire con precisione il disagio interiore di chi cresce sentendosi “di troppo”. I dialoghi sono credibili, le emozioni riconoscibili, e il ritmo tiene il lettore coinvolto anche nei momenti più duri. Bourne non addolcisce il dolore, ma non lo usa nemmeno come shock: lo racconta con onestà. In conclusione, Io esisto è molto più di una trama su un annuario scolastico: è un romanzo che parla di verità, identità, resistenza alla pressione sociale e trasformazione personale. Parla a chi è stato messo a tacere, a chi ha imparato a nascondersi per sopravvivere, a chi ha avuto paura di disturbare. È un romanzo che ricorda quanto possa essere potente la verità, anche quando arriva dalla voce più insicura della stanza. Una lettura intensa, a tratti scomoda, ma necessaria. Perché crescere, a volte, significa proprio questo: smettere di lasciare che siano gli altri a raccontare la tua storia.
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